Banche italiane e taglio tassi BCE: quali conseguenze?

Taglio tassi BCE: quali conseguenze per le banche italiane ed europee? Le analisi

Banche italiane e taglio tassi BCE: quali conseguenze?

Le conseguenze del taglio dei tassi BCE sulle banche italiane sono già state oggetto di numerose discussioni e differenti analisi.

Ovviamente tutti gli istituti del Vecchio Continente dovranno affrontare le nuove politiche monetarie della Banca Centrale che, con tutta probabilità, rivedrà al ribasso il costo del denaro nel meeting di domani, giovedì 12 settembre.

Diversi analisti hanno cercato di far luce sull’argomento e tentando di delineare tutte le possibili conseguenze del taglio dei tassi BCE sulle banche italiane ed europee. Gli istituti del Belpaese potrebbero essere tra i più colpiti, ma uno spiraglio di luce arriverà dal tiering.

Banche italiane e taglio tassi BCE: quali conseguenze

In seguito alla riunione BCE di luglio il mercato ha iniziato a prezzare con maggior vigore l’ipotesi di un taglio dei tassi di interesse nel meeting di settembre.

Il 2019, d’altronde, è stato l’anno in cui le grandi banche centrali mondiali hanno invertito la rotta: si pensi soltanto alla Fed che dopo i quattro rialzi del 2018 ha scelto di tagliare di 25 punti base.

Anche la BCE non ha escluso l’ipotesi di rivedere il proprio costo del denaro. Questa decisione, secondo gli esperti, potrebbe concretizzarsi nella riunione di domani, giovedì 12 settembre. Se l’uscente Mario draghi e il suo team sceglieranno di tagliare le conseguenze per le banche italiane ed europee saranno evidenti.

Secondo alcune analisi iniziali, un taglio di 20 punti base corrisponderà a €5,6 miliardi. In altre parole l’utile degli istituti di credito europei analizzati (32 in totale) scenderà del 6%.

Gli utili delle banche italiane si contrarranno invece del 10% (oltre la media) con un taglio dei tassi di interesse BCE. Stessa cosa accadrà in Grecia (-10%), mentre le conseguenze maggiori saranno per la Germania (-31%).

Per gli analisti di Keefe Bruyette & Woods (KBW), invece, la revisione ribassista (che dovrebbe essere di 10 punti base), farà contrarre gli utili degli istituti nostrani del 5%. L’unico spiraglio di luce? Il tiering.

Cos’è il tiering BCE

Il taglio dei tassi BCE avrà certamente conseguenze sulle banche italiane ed europee, conseguenze che tuttavia potranno essere limitate (e in alcuni casi azzerate) grazie al tiering.

Gli istituto di credito del Vecchio Continente vantano ad oggi depositi in eccesso presso la BCE. Stiamo parlando di circa 2 trilioni di euro sui quali le banche sono state costrette a pagare 7,5 miliardi di euro l’anno di interessi a causa dei tassi di deposito negativi (-0,4%).

Con l’introduzione del tiering agli istituti verrebbe accordata la facoltà di pagare non il -0,4%, ma un tasso dello 0,0% sulle citate riserve eccedenti in BCE. Non è chiaro però se tutto ciò verrà applicato ai punti base del nuovo taglio (ipotizzato) o se sul totale (che ammonterebbe dunque a -0,6%).

Certo è che, hanno proseguito da Goldman, la revisione del costo del denaro e la concomitante introduzione del tiering limiterebbero le conseguenze negative derivanti dal solo taglio dei tassi di interesse BCE.

Gli utili della Germania crescerebbero del 4%, mentre quelli della Francia metterebbero a segno un più contenuto +1%. Agli altri Paesi, però, non andrebbe altrettanto bene:

  • Grecia: -2%
  • Italia: -1%
  • Spagna: 0%
  • Portogallo: 0%

Conseguenze per le singole banche italiane

Come anticipato, con una mera revisione del costo del denaro gli utili del credito nostrano potrebbero scendere del 10%. Più nello specifico:

  • MPS: -37%
  • UBI Banca: -19%
  • Banco BPM: -17%
  • Intesa Sanpaolo: -9%
  • UniCredit: -9%

Allo stesso tempo, un taglio dei tassi di interesse BCE combinato con il tiering permetterebbe agli utili delle banche italiane di contrarsi dell’1%. In questo a soffrire di più sarebbe MPS (-4%), seguita da Banco BPM (-3%), da UBI Banca (-2%), da Intesa Sanpaolo (-1%) e da UniCredit (0%).

Per i citati analisti di KBM, invece, le variazioni potrebbero essere un po’ diverse:

  • Banco BPM: -5% sull’utile 2021
  • UniCredit: poco meno del 5%
  • Intesa Sanpaolo: -4% circa
  • UBI Banca: -3,5%
  • MPS: -1%
  • BPER: -1%

Per capire quali saranno le conseguenze della nuova politica monetaria BCE bisognerà innanzitutto aspettare il meeting di domani. Le decisioni di Mario Draghi verranno comunicate come sempre alle ore 13:45.

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