Banche italiane: quanto costerà il taglio tassi BCE?

Quanto costerà alle banche italiane (ed europee) il taglio dei tassi BCE? Le previsioni di Goldman Sachs

Banche italiane: quanto costerà il taglio tassi BCE?

Quanto costerà alle banche italiane ed europee il taglio dei tassi di interesse BCE?

Sulle conseguenze e sull’impatto di questa decisione hanno fatto luce gli analisti di Goldman Sachs, convinti che la riduzione del costo del denaro da sola avrà un effetto dirompente sugli utili del Vecchio Continente.

Le banche italiane saranno alcune delle più colpite dal taglio dei tassi di interesse. Eppure gli istituti di credito del Belpaese non saranno i soli a subire le conseguenze di questa decisione. Tutti gli occhi saranno ora puntati sulla riunione BCE del 13 settembre: sarà allora che Draghi farà luce sulle sue ultime, attese scelte di politica monetaria.

Banche italiane e taglio tassi BCE: impatto e conseguenze

In seguito alla riunione BCE di luglio il mercato ha iniziato a prezzare con maggior vigore l’ipotesi di un taglio dei tassi di interesse nel meeting di settembre.

Il 2019, d’altronde, è stato l’anno in cui le grandi banche centrali mondiali hanno invertito la rotta: si pensi soltanto alla Fed che dopo i quattro rialzi del 2018 ha scelto di tagliare di 25 punti base.

Anche la BCE non ha escluso l’ipotesi di rivedere il proprio costo del denaro. Questa decisione, secondo gli esperti, potrebbe concretizzarsi nella riunione di settembre. Se in quell’occasione l’uscente Mario draghi e il suo team sceglieranno di tagliare le conseguenze per le banche italiane ed europee risulteranno evidenti.

Un taglio di 20 punti base corrisponderà a €5,6 miliardi. In altre parole l’utile degli istituti di credito europei analizzati (32 in totale) scenderà del 6%.

Gli utili delle banche italiane si contrarranno invece del 10% (oltre la media) con un taglio dei tassi di interesse BCE. Stessa cosa accadrà in Grecia (-10%), mentre le conseguenze maggiori saranno per la Germania (-31%).

L’unico spiraglio di luce? Il tiering.

Cos’è il tiering BCE

Ancora secondo gli esperti, il taglio dei tassi BCE avrà conseguenze sulle banche italiane ed europee, conseguenze che tuttavia potranno essere limitate (e in alcuni casi azzerate) grazie al tiering.

Gli istituto di credito del Vecchio Continente vantano ad oggi depositi in eccesso presso la BCE. Stiamo parlando di circa 2 trilioni di euro sui quali le banche sono state costrette a pagare 7,5 miliardi di euro l’anno di interessi a causa dei tassi di deposito negativi (-0,4%).

Con l’introduzione del tiering agli istituti verrebbe accordata la facoltà di pagare non il -0,4%, ma un tasso dello 0,0% sulle citate riserve eccedenti in BCE. Non è chiaro però se tutto ciò verrà applicato ai soli 20 punti base di nuovo taglio (ipotizzato) o se sul totale (che ammonterebbe dunque a -0,6%).

Certo è che, hanno proseguito da Goldman, la revisione del costo del denaro e la concomitante introduzione del tiering limiterebbero le conseguenze negative derivanti dal solo taglio dei tassi di interesse BCE.

Gli utili della Germania crescerebbero del 4%, mentre quelli della Francia metterebbero a segno un più contenuto +1%. Agli altri Paesi, però, non andrebbe altrettanto bene:

  • Grecia: -2%
  • Italia: -1%
  • Spagna: 0%
  • Portogallo: 0%

Focus sulle banche italiane

Come anticipato, con una mera revisione del costo del denaro gli utili del credito nostrano scenderebbero del 10%. Più nello specifico:

  • MPS: -37%
  • UBI Banca: -19%
  • Banco BPM: -17%
  • Intesa Sanpaolo: -9%
  • UniCredit: -9%

Allo stesso tempo, un taglio dei tassi di interesse BCE combinato con il tiering permetterebbe agli utili delle banche italiane di contrarsi dell’1%. In questo a soffrire di più sarebbe MPS (-4%), seguita da Banco BPM (-3%), da UBI Banca (-2%), da Intesa Sanpaolo (-1%) e da UniCredit (0%).

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