Banche Italia: il calo dello spread porta un dono da 1 miliardo di euro

L’allentamento della pressione sulla carta italiana incorpora un beneficio particolarmente sostanzioso per il comparto bancario del Belpaese.

Banche Italia: il calo dello spread porta un dono da 1 miliardo di euro

Alla sesta seduta consecutiva di guadagni, ieri il listino di Piazza Affari ha terminato sora quota 22.100 punti portando il saldo dell’ultimo mese sopra la soglia dei 20 punti percentuali.

Merito del ritorno in grande stile della BCE di Mario Draghi (e tra qualche mese di Christine Lagarde) e dell’archiviazione della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese.

Italia: spread in calo a 200 pb

Ovviamente a spingere i listini è stato l’andamento del comparto bancario, da sempre ago della bilancia delle sorti di Piazza Affari.

A spingere i titoli degli istituti di credito è stato il forte ridimensionamento del rendimento dei decennali del Belpaese, passato in un mese dal 2,5 all’1,6 per cento. La discesa ha spinto conseguentemente al ribasso anche il differenziale di rendimento con i titoli che in Europa fanno da benchmark, quelli tedeschi.

A 285 punti a fine maggio, ieri il famigerato spread ha chiuso a 202 punti base facendo segnare un rosso del 2,34%.

Italia: portafoglio di governativi a 400 mld

Nonostante anche quelli attuali rappresentino livelli particolarmente elevati (in soldoni si tratta di pagare, rispetto a un competitor tedesco, 2 punti percentuali di interessi in più ogni anno), a maggio 2018 lo spread scambiava a 120 punti, gli istituti italiani, troppo spesso penalizzati oltre misura, non si sono fatti pregare per recuperare parte del terreno perso.

Sulla base di un portafoglio di governativi domestici di 400 miliardi di euro, il cui prezzo si muove in maniera inversa rispetto al rendimento, qualsiasi allentamento della tensione sulla carta italiana finisce per tradursi in una rivalutazione degli asset.

Italia: -100 punti, +1 miliardo

Secondo le stime elaborate da Intermonte, una contrazione dello spread di 100 punti base equivale a un beneficio per gli istituti di credito di circa 1 miliardo di euro in termini di capitale aggiuntivo.

In termini di Common equity tier 1 medio, la discesa dello spread si traduce in 15 punti base di guadagno che, per il comparto equivale a capitali freschi per un miliardo di euro.

L’impatto maggiore, calcolano gli esperti, è su Ubi Banca (che ieri ha terminato in rialzo del 5,6%), seguono Credem e Banco BPM.

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