Azioni: da oggi ogni storno del mercato può essere un’occasione di ingresso

R. F.

14/02/2024

Tramontano le aspettative di una recessione nel 2024 negli USA. Ecco perché, da oggi in poi, ogni storno del mercato può essere un’occasione di ingresso sull’azionario.

Azioni: da oggi ogni storno del mercato può essere un’occasione di ingresso

Questo mese gli investitori globali sono al massimo della fiducia degli ultimi due anni e non si aspettano più una recessione negli USA, poiché cresce la fiducia nella resilienza dell’economia sottostante, come ha dimostrato il 13 febbraio un sondaggio pubblicato da parte della Bank of America.

I gestori di fondi intervistati ogni mese dalla BofA sono un campione abbastanza rappresentativo: basti pensare che hanno un patrimonio complessivo in amministrazione di 568 miliardi di dollari e hanno dichiarato, mediamente, di aver tagliato la liquidità dal 4,8% al 4,2% nei loro portafogli e aver aumentato le percentuali di allocazioni azionarie globali al massimo da due anni a questa parte, secondo il rapporto.

Questa inoltre è la prima volta dall’aprile 2022 che i gestori di fondi abbandonano le loro aspettative di recessione nel 2024 per l’economia americana, secondo lo stessosondaggio.

«Le aspettative di una forte scenario macroeconomico per il 2024 e dell’assenza di recessione mantengono fermi gli investitori nel preferire un atterraggio morbido al 65%, con la probabilità di un atterraggio duro (cioè di una recessione indotta dalla politica monetaria Fed) che scende a solo l’11%», ha affermato BofA nel report in questione.

Come già detto, Bank of America effettua questo sondaggio mensilmente e, per la prima volta rispetto ai sondaggi dei mesi precedenti, la categoria in più rapida crescita è quella degli investitori propensi allo scenario “no landing”, cioè di coloro che pensano che non ci sarà nemmeno un rallentamento e che l’economia americana continuerà a crescere ai ritmi attuali. L’indagine, per essere più precisi, mostra che il 19% degli intervistati non prevede alcun atterraggio per l’economia, rispetto al 7% dell’indagine di gennaio.

Quindi, riassumendo, circa il 65% prevede un atterraggio morbido per l’economia e l’11% prevede un atterraggio duro. Il mese scorso, il 79% aveva previsto un atterraggio morbido o nullo, mentre il 17% aveva previsto un atterraggio duro.

Ma la cosa più importante è che i gestori di fondi USA stanno riducendo il cash. Significa che un flusso positivo di soldi sta migrando dal mercato monetario al mercato azionario. Ritengo che questa possa essere altra benzina per il rally, e che ogni storno dell’indice Dow Jones o dell’indice SP500 (che inevitabilmente accadranno) saranno di breve durata, perché i compratori saranno di nuovo pronti a iniettare liquidità sui listini non appena si presenteranno delle occasioni.

Infatti, l’S&P 500 ha raggiunto livelli record superiori a 5.000 questa settimana, spinto proprio dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e da una stagione degli utili eccezionale.

Oltre a ciò aggiungiamo anche che i mercati stanno scontando una serie di tagli dei tassi di interesse quest’anno (alcuni a maggio-giugno, altri a giugno-luglio) da parte delle principali banche centrali.

La Federal Reserve ha respinto parte di questo ottimismo e nemmeno i dati recenti hanno deposto a favore di tagli ravvicinati nel tempo. Per esempio i dati sull’inflazione USA usciti il 13 febbraio - superiori alle aspettative - danno ragione alla Fed che vuole essere ancora prudente prima di iniziare ad abbassare i tassi.

Ma prima o poi i tassi scenderanno, perché la Fed non può rischiare di tenere troppo tempo i tassi ufficiali al 5,25% con il rischio di farla arrivare veramente la recessione nel 2025.

DISOCCUPAZIONE (LINEA GIALLA) E INFLAZIONE (LINEA BIANCA) NEGLI USA DAL 2020 AL 2024 DISOCCUPAZIONE (LINEA GIALLA) E INFLAZIONE (LINEA BIANCA) NEGLI USA DAL 2020 AL 2024 FONTE: BLOOMBERG

Questi due dati dimostrano che l’economia americana può vantare un’eccezionale resilienza alla feroce politica monetaria della Fed in un contesto disinflazionistico e che la recessione è un evento altamente improbabile per il 2024.

Sono in arrivo prese di profitto? Forse sì.

I dati sull’inflazione ancora sopra le aspettative daranno forse la scusa ai mercati per flettere in questi 4 o 5 giorni. Ma nel lungo periodo (cioè da oggi alla fine del 2024) i profitti per gli investitori sul mercato azionario saranno in grado di sopravvivere a una correzione del mercato di breve, anche se i tagli dei tassi vengono ritardati dalla Fed.

I guadagni rimarranno in linea con i recenti rally nonostante la volatilità momentanea, poiché i mercati potrebbero riprezzare i titoli azionari momentaneamente: si tratta di dare loro il tempo per adattarsi a una diversa traiettoria di taglio dei tassi da parte delle banche centrali.

Una volta che i listini si saranno “adattati” al nuovo ritmo di taglio dei tassi, cioè avranno “digerito” una politica monetaria diversamente espansiva, ma comunque sempre espansiva, saranno pronti per ripartire.

Ogni storno del mercato potrebbe quindi essere un’occasione di ingresso nelle azioni.

In altre parole, gli investitori fino ad oggi si aspettavano una svolta enorme e molto precoce da parte della Fed, ma quando avranno ben interpretato i segnali dati dai singoli governatori nelle loro interviste o nei loro seminari, i quali suggeriranno chiaramente una svolta sui tassi solo a metà anno (da parte della Fed come da parte anche di tutte le altre banche centrali) allora torneranno di nuovo a comprare azioni.

Dobbiamo quindi accettare un periodo di consolidamento dei listini.

Un ripiegamento, dopo la “sbornia” di novembre, dicembre e gennaio, potrebbe iniziare nella seconda metà di febbraio e durare sino alla prima settimana di marzo. Ma i dati dei bilanci del 1° trimestre 2024, che verranno pubblicati nella prima e seconda settimana di aprile, costituiranno nuovo propellente per il ritorno del rally azionario USA.

Gli ETF sui quali scommettere per il nuovo rally dell’azionario USA - oltre a quelli su SP500 di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo - saranno quelli sul Dow Jones e sul Nasdaq.
Ad esempio:

  • iShares Dow Jones Industrial Average (ISIN IE00B53L4350), dimensione del fondo oltre 1mld euro
  • iShares Nasdaq 100 UCITS ETF (Acc) (ISIN IE00B53SZB19), dimensione del fondo oltre 11mld di euro
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