Azioni MPS sotto pressione post annuncio utili. Cosa succede con Mediobanca e non solo, occhio alle parole di Lovaglio

Laura Naka Antonelli

12 Maggio 2026 - 09:06

MPS-Monte dei Paschi di Siena ha annunciato i conti del primo trimestre del 2026. Massima attenzione alle parole di Lovaglio.

Azioni MPS sotto pressione post annuncio utili. Cosa succede con Mediobanca e non solo, occhio alle parole di Lovaglio
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MPS-Monte dei Paschi di Siena ha appena chiuso la stagione delle trimestrali delle Big del credito, annunciando i conti del primo trimestre del 2026.

La banca senese guidata dal CEO Luigi Lovaglio ha reso noto oggi, martedì 12 maggio 2026, di avere concluso i primi tre mesi dell’anno con un utile di periodo di 521 milioni di euro, rispetto all’utile di 1,349 miliardi di euro del quarto trimestre 2025 che includeva, in particolare, la rivalutazione delle DTA.

I ricavi di MPS sono ammontati a 1,960 miliardi, in crescita del 2,9% su base annua e del 3% su base trimestrale, grazie sia al margine di interesse (+1,9% t/t) che alle commissioni (+2,8% t/t), beneficiando inoltre dell’accelerazione della componente di wealth management e advisory (+7,6% t/t).

Attesa per i commenti del CEO Luigi Lovaglio sulle novità relative al processo di integrazione con la banca conquistata Mediobanca, che continua ad andare avanti.

Nel frattempo, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari (che apre in calo di oltre l’1%), le azioni MPS aprono in calo, accelerando subito al ribasso.

Utili MPS I trimestre, il trend del margine di interesse e delle commissioni

Tornando ai conti di MPS, il margine di interesse (NII), voce condizionata dall’andamento dei tassi di interesse dell’area euro deciso dalla BCE di Christine Lagarde, è stato di 1,036 miliardi.

Al netto del contributo di Mediobanca, (pari a 489 mln di euro), l’NII è ammontato a 547 milioni, in crescita rispetto ai 543 milioni dello stesso periodo del 2025, sostenuto dalla crescita dei prestiti e dal minor costo sia della raccolta commerciale che del costo dei titoli di debito in circolazione.

Le commissioni nette sono state pari a 618 milioni. Al netto del contributo di Mediobanca (pari a 209 milioni), le commissioni nette del Monte sono ammontate a 410 milioni di euro, in rialzo su base annua (+3%).

MPS ha presentato i conti menzionando l’elevata qualità e la diversificazione del mix di ricavi, con una redditività in crescita, una efficace disciplina sui costi e una forte solidità patrimoniale.

Il risultato al lordo delle imposte è ammontato a 911 milioni di euro, in aumento del +15,6% t/t (+6,7% a/a).

Riguardo alle imposte, ha inciso su di esse un onere pari a 294 milioni che ha risentito dell’effetto delle misure a carico delle banche italiane previste dalla legge di bilancio stilata dal governo Meloni per il 2026: in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota IRAP.

Il risultato operativo netto di MPS è salito a 947 milioni di euro (+9,5% t/t e +3,4% a/a), non solo grazie alla dinamica positiva dei ricavi, ma anche alla gestione efficace dei costi operativi (-3,1% t/t e +1,1% a/a) e alla tenuta del costo del rischio a 42 punti base.

Il cost/income si è attestato al 44%, in calo di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Sul fronte dei rapporti con la clientela, in crescita i volumi degli impieghi (+1% t/t e +5,2% a/a), grazie al ruolo primario nelle erogazioni di mutui ipotecari alle famiglie (1,7 miliardi di euro) e di credito al consumo (2,7 miliardi di euro).

La raccolta totale è ammontata a circa 290 miliardi di euro, in crescita di oltre 16 miliardi di euro su base annua, con flussi lordi di wealth management in crescita del 10% t/t.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi è stato di 3,7 miliardi di euro, con il NPE ratio lordo al 2,5% e l’NPE ratio netto all’1,3% e una copertura complessiva dei crediti deteriorati al 50,6%.

MPS ha evidenziato il posizionamento ai vertici del sistema bancario europeo per livello di capitale e remunerazione agli azionisti, mostrando un CET1 ratio al 15,9%, al netto dei dividendi maturati nel trimestre sulla base di un payout ratio del 100%, con un ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 650 punti base).

MPS pedina della nuova stagione del risiko bancario? Attesa per le parole di Lovaglio

Occhio al trend delle azioni MPS, protagoniste indiscusse di Piazza Affari anche per le scommesse degli investitori su una nuova stagione del risiko bancario, sulla scia delle recenti dichiarazioni proferite da diversi CEO di alcune banche italiane nel commentare i conti delle rispettivi istituti.

In evidenza le parole del CEO di UniCredit Andrea Orcel e dell’AD di Banco BPM Giuseppe Castagna, così come del numero uno di BPER Gianni Franco Papa.

Si è parlato inoltre più volte nelle ultime settimane di cosa vorrebbe fare proprio Luigi Lovaglio, tornato in sella dopo essere stato defenestrato dal vecchio CDA di MPS, grazie al voto dell’assemblea degli azionisti, che lo ha riconsacrato numero uno del gruppo, appoggiando la lista di minoranza di PLT Holding della famiglia Tortora che, a sorpresa, ha avuto la meglio sulla lista di maggioranza sostenuta dall’azionista Francesco Gaetano Caltagirone.

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