Azioni MPS, che succede post utili e la view degli analisti. Lovaglio parla di Mediobanca e ricorda mantra su Generali

Laura Naka Antonelli

12 Maggio 2026 - 16:51

MPS-Monte dei Paschi di Siena ha annunciato i conti del primo trimestre del 2026. Massima attenzione alle parole di Lovaglio su Mediobanca e Generali.

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Azioni MPS sotto i riflettori dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre del 2026 e le dichiarazioni rilasciate dal CEO Luigi Lovaglio.

Il Monte dei Paschi di Siena ha annunciato di avere incassato nel periodo un utile di 521 milioni di euro, in calo rispetto all’utile di 1,349 miliardi del quarto trimestre 2025 che includeva, in particolare, la rivalutazione delle DTA.

I ricavi sono ammontati a 1,960 miliardi, in crescita del 2,9% su base annua e del 3% su base trimestrale, grazie sia al margine di interesse (+1,9% t/t) che alle commissioni (+2,8% t/t), beneficiando inoltre dell’accelerazione della componente di wealth management e advisory (+7,6% t/t).

Il giudizio degli analisti sulle azioni MPS post utili. Le parole di Lovaglio su Mediobanca e Generali

Sotto i riflettori le parole di Lovaglio sul processo di integrazione di MPS con Mediobanca e non solo.

Bene le azioni MPS, dopo un avvio in calo, e in una sessione negativa per il Ftse Mib di Piazza Affari.

Il titolo è balzato fino a +3%, prima di ridurre i guadagni, confermandosi comunque tra i migliori dell’indice benchmark della borsa di Milano. In rally del 3% nelle ore precedenti anche le azioni Mediobanca. ù

In evidenza la nota degli analisti di Bank of America, che hanno fatto notare che l’utile al lordo delle tasse di MPS ha battuto il consensus del 10%, grazie “ai trend migliori del margine di interesse, del trading e dei costi”, mentre le commissioni, che hanno deluso le attese del 4%, si sono rivelate “ un punto di debolezza ”.

Occhio anche ad Equita, che ha sottolineato che le azioni MPS sono scambiate a valori P/E attesi per il 2027 e 2028 pari rispettivamente a 10,3x e 9,6x (ex dividendo da pagare a maggio) rispetto alla media di settore inferiore, pari a 9,4x e 8,7x. La SIM ha comunque fatto notare che ex excess capital, BMPS tratterebbe con un 2028E P/E pari a 8,6x.

Equita ha una visione neutrale sulle azioni, con target price a €10,50, rispetto alla chiusura di ieri del titolo pari a €9,3.

Decisamente più cauta Barclays, che ha un target price sulle azioni MPS pari a 9,20 euro, dunque a livelli inferiori rispetto a quelli attuali e un rating “Equal-weight”, rispetto al giudizio “Positive” attribuito alle banche europee.

Focus su intanto sulle previsioni del CEO di MPS Luigi Lovaglio che, nella conference call indetta per commentare i conti, ha annunciato per il 2026, relative a un utile ante imposte superiore ai 3,5 miliardi.

Il CEO ha risposto alle domande su un eventuale interesse di MPS a lanciarsi in un nuova operazione di M&A dopo la conquista di Mediobanca e su cosa intende fare con Generali.

L’AD ha affermato intanto che “ l’incertezza ormai è alle spalle ”, aggiungendo che l’integrazione con Mediobanca è “centrale”, e che il nuovo CDA di MPS assicura “continuità alla leadership”.

Insomma, “ la governance è pienamente consolidata ”.

Il Monte è totalmente concentrato sulla fusione con Piazzetta Cuccia, con il CEO che ha aggiunto che “quello che è più importante è che il 30% delle sinergie previste sono già state garantite e assicurate per il 2026”. Confermato il target per le sinergie a “700 milioni entro il 2028”.

Riguardo alla quota che MPS detiene nel colosso assicurativo Generali attraverso Mediobanca, Lovaglio ha ripetuto quello che è diventato una sorta di mantra:

Come dico sempre è un qualcosa ’nice to have’, una fonte di ricavi su cui contiamo, Generali ci offre altre possibilità dal punto di vista di partnership operative. È ovvio che stiamo considerando tutte le opportunità che si possono presentare sul mercato dal punto di vista di offerta di prodotto, di partnership, per noi è importante creare valore e offrire ai nostri clienti il miglior mix di prodotti”.

Lovaglio ha ricordato anche che, sulla base di quanto stabilito dal piano di aggregazione, la quota che MPS detiene in Generali confluirà nella nuova entità “Mediobanca Spa.

Su possibili operazioni di M&A, nella “fase attuale siamo concentrati sul completamento del processo di integrazione con Mediobanca, garantendo che le sinergie previste si realizzino e e che magari vengano superate”.

A rinfocolare le speculazioni su possibili operazioni di M&A tra le banche italiane erano state le dichiarazioni del CEO di UniCredit Andrea Orcel, dell’AD di Banco BPM Giuseppe Castagna, e del numero uno di BPER Gianni Franco Papa.

Utili MPS I trimestre, il trend del margine di interesse e delle commissioni

Tornando ai conti di MPS, il margine di interesse (NII) è stato di 1,036 miliardi.

Al netto del contributo di Mediobanca, l’NII è ammontato a 547 milioni, in crescita rispetto ai 543 milioni dello stesso periodo del 2025, sostenuto dalla crescita dei prestiti e dal minor costo sia della raccolta commerciale che del costo dei titoli di debito in circolazione.

Le commissioni nette sono state pari a 618 milioni. Al netto del contributo di Mediobanca, le commissioni nette sono ammontate a 410 milioni, (+3% su base annua).

MPS ha menzionato l’elevata qualità e la diversificazione del mix di ricavi, la redditività in crescita, una efficace disciplina sui costi e una forte solidità patrimoniale.

Il risultato al lordo delle imposte è ammontato a 911 milioni, in aumento del +15,6% t/t (+6,7% a/a).

Riguardo alle imposte, ha inciso un onere di 294 milioni per effetto delle misure a carico delle banche italiane previste dalla legge di bilancio stilata dal governo Meloni per il 2026: in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota IRAP.

Il risultato operativo netto è salito a 947 milioni (+9,5% t/t e +3,4% a/a), grazie alla dinamica positiva dei ricavi, alla gestione efficace dei costi operativi (-3,1% t/t e +1,1% a/a) e alla tenuta del costo del rischio a 42 punti base.

Il cost/income si è attestato al 44%, in calo di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

In crescita i volumi degli impieghi (+1% t/t e +5,2% a/a), grazie al ruolo primario nelle erogazioni di mutui ipotecari alle famiglie (1,7 miliardi di euro) e di credito al consumo (2,7 miliardi di euro).

La raccolta totale è stata di circa 290 miliardi, in rialzo di oltre 16 miliardi di euro su base annua, con flussi lordi di wealth management in crescita del 10% t/t.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi si è attestato a 3,7 miliardi, con il NPE ratio lordo al 2,5% e l’NPE ratio netto all’1,3% e una copertura complessiva dei crediti deteriorati al 50,6%.

MPS ha evidenziato il posizionamento ai vertici del sistema bancario europeo per capitale e remunerazione agli azionisti, con un CET1 ratio al 15,9%, al netto dei dividendi maturati nel trimestre sulla base di un payout ratio del 100%, con un ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 650 punti base).