Azioni: i recenti ribassi daranno inizio ad un “bear market”?

Redazione Finance

4 Giugno 2024 - 14:41

Mentre gli indici azionari interrompono la propria corsa, il mercato obbligazionario torna a sorprendere. Ha senso aspettarsi un’inversione di tendenza rispetto lo scorso semestre?

Azioni: i recenti ribassi daranno inizio ad un “bear market”?

L’ultima settimana di contrattazione si è conclusa con una sostanziale contrazione del prezzo di molti indici azionari globali, accompagnata da una variazione di fondo della direzione di altri asset molto seguiti dagli analisti intermarket come materie prime e titoli obbligazionari.

Essendo il mercato azionario molto esteso e avvicinandosi il presunto primo taglio dei tassi da parte della BCE, ha senso aspettarsi un’inversione di tendenza rispetto all’andamento dei mercati registrato nel primo semestre dell’anno?

Cosa sta accadendo sul mercato azionario?

Il mercato azionario della prima economia al mondo, gli Stati Uniti, ha chiuso venerdì in verde, limitando le perdite registrate durante la settimana, ma chiudendo comunque con una prima candela rossa. Anche in Europa, l’Euro Stoxx 50 ha definito una prima candela settimanale di colore rosso. Complessivamente, il mercato azionario globale, misurato dall’andamento dell’indice MSCI World, ha registrato una leggera flessione, sebbene l’apertura delle borse di lunedì sia stata sufficiente per far tornare il prezzo dell’indice in prossimità dei massimi.

La volatilità del VIX e del VSTOXX è leggermente aumentata, a fronte di una leggera contrazione del Fear & Greed Index della CNN, che resta neutrale a 49 punti. Mentre il mercato azionario fa i conti con questa volatilità, il mercato obbligazionario, specialmente quello europeo, pare aver reagito con maggior lucidità. I rendimenti sono scesi, favorendo l’apprezzamento dei corsi obbligazionari, probabilmente in previsione di un primo abbassamento dei tassi della BCE nel prossimo meeting.

iShares Core MSCI World UCITS ETF, 1D iShares Core MSCI World UCITS ETF, 1D Grafico a candele settimanali dell'indice S&P500. Fonte: baha.com

Ha senso aspettarsi un’inversione di tendenza?

Si iniziano ad intravedere i primi segnali di inversione rispetto all’andamento degli ultimi mesi dei mercati: il mercato azionario si contrae e quello obbligazionario si espande. Questo riflette infatti un certo clima di incertezza, espresso non solo, come appena descritto, dall’aumento degli indici di volatilità e dal calo del sentiment degli operatori, ma anche dall’aumento del numero di opzioni put aperte sul mercato azionario statunitense registrato dal 20 maggio.

Sembra quindi che l’interesse degli operatori per proteggere i propri guadagni o investimenti da una possibile inversione di tendenza stia lentamente aumentando e il rapporto put/call della CNN supera gli 0,80 punti. Evidenza confermata dall’aumento della domanda di beni rifugio, come oro, argento o soluzioni finanziarie più stabili come i Treasury USA.

Analisi intermarket

Partendo dalla valuta di riferimento a livello globale, il dollaro, è curioso notare come l’aspettativa di un’anticipazione dei ribassi nei tassi in Europa da parte della BCE rispetto agli USA con la Fed stia comportando un sostanziale ridimensionamento del DXY, indice del dollaro USA. I capitali si spostano in direzione dell’Europa, e questo ha comportato un’impennata dell’EXY, indice dell’Euro.

Questo potrebbe di per sé comportare una crescita delle materie prime prezzate in dollari, in quanto divenute più convenienti, ma anche un rialzo del prezzo delle azioni dei Paesi con debito in dollari o delle aziende che operano molto nel mercato dell’import-export, che solitamente si trovano in mercati emergenti. Tuttavia, l’ultima settimana è stata negativa sia per i futures dei metalli preziosi che per le azioni dei Paesi emergenti.