Per lavorare in una grande azienda legata allo Stato non è sempre necessario iscriversi a un concorso pubblico, studiando per una prova scritta e attendendendo con ansia la pubblicazione di una graduatoria.
Accanto alle amministrazioni pubbliche, infatti, esiste un vasto insieme di società nelle quali lo Stato detiene direttamente o indirettamente una quota del capitale. Parliamo di realtà molto diverse tra loro, attive nei settori dell’energia, dei trasporti, delle infrastrutture, della finanza, delle telecomunicazioni e dei servizi digitali, le quali pur avendo un azionista pubblico restano nella maggior parte dei casi società di diritto privato e i loro dipendenti non acquisiscono lo status di dipendenti pubblici.
Ciò significa che per candidarsi può essere sufficiente consultare la sezione “Lavora con noi”, dove rispondere a un annuncio e poi sperare di superare una selezione composta dalla valutazione del Curriculum Vitae e da uno o più colloqui. In altri casi, soprattutto nelle società sottoposte a controllo pubblico, è invece prevista la pubblicazione di un avviso di selezione aperto a tutti.
La differenza, quindi, non dipende esclusivamente dalla percentuale posseduta dallo Stato. Bisogna considerare se la partecipazione pubblica comporta o meno il controllo della società, come pure se l’azienda è quotata e quali regole di reclutamento ha adottato.
Naturalmente, lavorare in una partecipata non garantisce automaticamente il tanto desiderato posto fisso, visto che la durata del contratto dipende sempre dalla posizione offerta. Si tratta comunque di aziende che generalmente propongono contratti a tempo indeterminato, retribuzioni competitive, sistemi di welfare e percorsi di crescita professionale, al pari appunto di quanto previsto nel pubblico impiego.
Per chi cerca un’occupazione stabile, quindi, conoscere le principali società partecipate e controllare periodicamente le posizioni aperte può rappresentare un’alternativa interessante rispetto al tradizionale concorso nella Pubblica amministrazione.
Quali aziende private partecipate devono comunque assumere previo concorso
Quando si parla di assunzioni nelle società partecipate si utilizza spesso la parola concorso, ma il termine non è sempre corretto. Le aziende controllate dallo Stato non sono infatti obbligate, in ogni caso, a organizzare un concorso identico a quello previsto per le pubbliche amministrazioni
Il riferimento principale è oggi l’articolo 19 del decreto legislativo n. 175 del 2016, il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. La norma prevede che le società a controllo pubblico stabiliscano criteri e modalità per il reclutamento del personale rispettando i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, oltre a quelli previsti dall’articolo 35, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
In pratica, l’azienda deve adottare e pubblicare un proprio regolamento per le assunzioni. La selezione può prevedere un avviso pubblico, la valutazione dei titoli e delle esperienze, test tecnici, prove attitudinali e colloqui: non è però necessariamente richiesto il classico concorso pubblico per titoli ed esami utilizzato dalle amministrazioni.
Il rispetto delle procedure non è soltanto formale. La stessa normativa stabilisce che, salvo il diritto alla retribuzione per il lavoro già svolto, i contratti stipulati senza applicare le regole di reclutamento previste possono essere dichiarati nulli.
Come anticipato, è importante chiarire che l’obbligo non riguarda solamente le società nelle quali lo Stato possiede il 100% del capitale, in quanto ciò che conta è l’esistenza di un controllo pubblico, che può derivare anche da una partecipazione inferiore al 100% o dall’azione coordinata di più amministrazioni.
Esistono poi alcune eccezioni. Il Testo unico si applica alle società quotate soltanto quando ciò viene espressamente previsto. Le aziende presenti sui mercati regolamentati possono quindi adottare sistemi di reclutamento più vicini a quelli delle imprese private, anche quando lo Stato conserva una partecipazione rilevante.
Quali aziende statali possono assumere senza concorso?
Le società partecipate sono aziende nelle quali una o più amministrazioni pubbliche detengono una quota del capitale. La partecipazione può essere diretta, quando le azioni sono possedute dal ministero competente, oppure indiretta, quando passa attraverso un’altra società pubblica, come Cassa depositi e prestiti.
Non esiste un unico elenco di aziende nelle quali l’assunzione avviene sempre con il semplice invio del curriculum. Le modalità possono cambiare da una posizione all’altra. È però possibile distinguere le grandi società quotate, che utilizzano generalmente procedure privatistiche, dalle società controllate che pubblicano avvisi e selezioni regolamentate.ù
Tra le principali aziende quotate direttamente partecipate dal ministero dell’Economia e delle Finanze troviamo:
- Enel, partecipata dal Mef per il 23,59%;
- Leonardo, partecipata per il 30,20%;
- Poste Italiane, partecipata direttamente per il 29,26%, oltre alla quota posseduta da Cassa depositi e prestiti;
- Enav, controllata dal Mef con una partecipazione del 53,28%;
- Eni, partecipata direttamente dal Mef e indirettamente attraverso Cassa depositi e prestiti;
- Banca Monte dei Paschi di Siena;
- STMicroelectronics, attraverso la partecipazione in STMicroelectronics Holding.
Le quote dirette vengono aggiornate periodicamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze e possono variare in seguito a vendite, aumenti di capitale o operazioni sul mercato.
In queste aziende la ricerca del personale avviene normalmente attraverso i rispettivi portali dedicati alle carriere. Il candidato individua la posizione di interesse, invia il curriculum e, quando previsto, affronta test, assessment e colloqui con le risorse umane e con i responsabili dell’area interessata.
Un discorso simile vale per molte società industriali partecipate indirettamente attraverso Cassa depositi e prestiti, della quale il ministero dell’Economia detiene l’82,77%. Nel portafoglio del gruppo rientrano, direttamente o attraverso società controllate, partecipazioni in aziende come:
- Eni;
- Poste Italiane;
- Terna;
- Snam;
- Italgas;
- Fincantieri;
- Saipem;
- Ansaldo Energia;
- Nexi;
- Webuild.
Esistono poi numerose società interamente o quasi interamente possedute dallo Stato. Tra le principali figurano:
- Ferrovie dello Stato Italiane;
- Invitalia;
- Sace;
- Consap;
- Consip;
- Gestore dei servizi energetici;
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
- PagoPA;
- Sogei;
- Sogesid;
- Sogin;
- Sport e Salute;
- Sviluppo Lavoro Italia;
- Rete autostrade mediterranee;
- Rai;
- Amco.
Un caso particolare è quello della Rai. Pur essendo quasi interamente pubblica, per molte figure professionali ricorre a bandi di selezione pubblica, spesso accompagnati da prove, test e graduatorie. Non si tratta comunque di un concorso per diventare dipendenti pubblici, poiché il rapporto di lavoro resta di natura privatistica.
Lo stesso vale per società tecnologiche e di servizio come PagoPA, Sogei, Consip e Invitalia, per le quali le opportunità vengono pubblicate sui siti aziendali e possono prevedere procedure più strutturate rispetto a una normale candidatura spontanea, pur restando esterne al sistema dei concorsi gestiti attraverso il portale inPA.
Le società partecipate rappresentano così un punto d’incontro tra pubblico e privato, offrendo la possibilità di lavorare in settori strategici per il Paese e, in molti casi, di ottenere un contratto stabile senza affrontare il tradizionale concorso pubblico.