Avvisi bonari partite IVA: a chi spetta lo sconto? I requisiti

Rosaria Imparato

19 Luglio 2021 - 10:51

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Alle partite IVA che pagano entro un mese dalla ricezione dell’avviso bonario spetta uno sconto del 10% sulla sanzione: vediamo quali sono gli altri requisiti.

Avvisi bonari partite IVA: a chi spetta lo sconto? I requisiti

È previsto uno sconto sugli avvisi bonari in arrivo alle partite IVA, in base alla normativa che regola la definizione agevolata del decreto Sostegni 1.

Per poter usufruire dell’agevolazione fiscale, però, è necessario che i soggetti interessati siano in possesso di determinati requisiti, che vanno dalla data di apertura della partita IVA al calo di fatturato.

Va rispettata anche la tempistica di pagamento rispetto alla data di ricezione dell’avviso bonario. Andiamo per ordine e vediamo quali sono gli atti agevolabili e con quali requisiti le partite IVA hanno diritto allo sconto.

Avvisi bonari: quali sono gli atti agevolabili?

A stabilire quali siano gli atti agevolabili ci ha pensato l’articolo 5 del Dl Sostegni 1 (il Dl 41/2021), in riferimento agli avvisi bonari ricevuti in seguito ai controlli sulle dichiarazioni dei redditi o IVA del 2017 e del 2018.

Risultano quindi agevolabili:

  • per l’anno di imposta 2017 gli atti che sono stati elaborati al 31 dicembre 2020 ma che per effetto del Dl Rilancio ancora non stati inviati;
  • gli atti per l’anno di imposta 2018 che saranno elaborati entro il 31 dicembre 2021.

Ricevuti questi due tipi di avvisi bonari, le partite IVA e i professionisti in possesso di determinati requisiti possono avere diritto a uno sconto del 10% sulla sanzione per omesso versamento.

Avvisi bonari partite IVA: a chi spetta lo sconto? I requisiti

Partite IVA e professionisti che riceveranno un avviso bonario relativo agli anni di imposta 2017 e 2018 tramite PEC possono ottenere il suddetto sconto innanzitutto se pagheranno entro un mese (30 giorni) dalla ricezione dall’avviso.

Gli altri requisiti che danno diritto all’agevolazione sono:

  • partita IVA attiva al 23 marzo 2021;
  • aver subìto, nel 2020, un calo di fatturato superiore al 30% rispetto al volume d’affari del 2019.

Per i soggetti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione IVA verranno presi in considerazione i dati delle dichiarazioni dei redditi del 2020.

Il contribuente riceverà l’avviso con la proposta di definizione agevolata e l’importo da versare, e pagare in un’unica soluzione o una prima rata entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso.

Nel frattempo, il DL Sostegni prevede anche lo stralcio delle cartelle sotto i 5.000 euro, ma il decreto attuativo MEF continua a farsi attendere.

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