Non sai se comprare un’auto nuova o usata? Ecco un confronto completo tra prezzi, assicurazione, deprezzamento e garanzia per fare la scelta giusta.
Comprare un’auto è oggi più costoso rispetto ad anni fa. Il prezzo medio di listino di una macchina nuova ha superato per la prima volta i 36.000 euro, con un aumento superiore all’inflazione, mentre secondo l’edizione 2026 del sondaggio Bain & Company realizzato con ANIASA servono in media 11 stipendi per acquistare un veicolo, contro i 5 di vent’anni fa.
È qui che emergono le macchine di seconda mano, e a confermarlo ci sono anche i numeri. Nel primo trimestre del 2026, secondo i dati ACI Auto-Trend, per ogni 100 auto nuove immatricolate ne sono state vendute 179 usate e il valore complessivo del mercato ha superato quello del nuovo: 24,4 miliardi di euro contro 16,5 miliardi.
Quale conviene di più? La risposta non è unica per tutti. Dipende molto da quanto si vuole tenere un’auto, da come cambiano assicurazione e deprezzamento nel tempo, da quali tutele legali si hanno in caso di guasto e tanto altro. In questa guida, analizziamo tutti i fattori decisivi per capire cosa fa al caso tuo.
Cosa conviene di più tra auto nuova o usata
Per rispondere alla domanda su cosa conviene di più tra l’acquisto di un’auto nuova o una usata, è bene prendere in considerazione e analizzare i quattro fattori più impattanti nei costi: prezzo, assicurazione, deprezzamento e garanzia.
Prezzo
Partiamo dal prezzo, il fattore spesso determinante nella scelta dell’acquisto. Secondo l’Osservatorio Quattroruote Professional, a febbraio 2026 il prezzo medio di listino IVA inclusa delle auto nuove immatricolate in Italia è di 36.421 euro, in aumento dell’1,9% su base annua.
Le City Car partono da oltre 19.400 euro, le utilitarie costano in media 26.349 euro, le compatte e i SUV medi superano i 40.500 euro, mentre le cosiddette large cars (D-SUV e Station Wagon) arrivano a poco più di 61.000 euro. Anche l’auto nuova più economica sul mercato, la Dacia Sandero, parte da 13.950 euro.
Spostandoci sull’usato, il budget medio speso dagli italiani è cresciuto dell’11%, arrivando a circa 20.000 euro. Si tratta di un dato sempre più vicino a quello di un’utilitaria nuova, ma a parità di modello e allestimento resta nettamente più basso.
Un’auto di segmento B (utilitarie) con 3 anni di vita si trova mediamente a metà del prezzo del nuovo equivalente. La differenza di costo iniziale tra auto nuova e usata recente (dai 2 ai 4 anni) oscilla tra il 35% e il 50% a seconda del modello e dei chilometri percorsi.
Assicurazione
Spesso si pensa che un’auto usata costi sempre meno da assicurare, ma in realtà non è proprio così. Secondo il Bollettino Statistico IVASS più recente, il premio medio RC Auto in Italia nel primo trimestre 2026 è salito a 423 euro, +3,2% su base annua. Altre rilevazioni, come quella di Facile.it sui nuovi contratti, indicano premi ancora più alti, fino a 624 euro di media a febbraio 2026. Per i neopatentati, si toccano punte di 795 euro.
Ovviamente il tipo di auto da assicurare incide, ma non sempre a favore dell’usato. Tutte le nuove vetture dotate di sistemi ADAS, airbag multipli e ABS possono beneficiare di sconti sul premio per via della probabilità più bassa di sinistri gravi, mentre un’auto usata più datata che non ha questi dispositivi può costare quanto o più di un’auto nuova in termini di RC.
Il discorso cambia invece se si tiene conto delle coperture accessorie. La Kasko su un’auto nuova ha un valore assicurato più alto e quindi un premio più caro, che in media va dai 300 agli 800 euro in più. Per un’auto usata di valore contenuto, questa polizza incide meno e spesso diventa superflua.
Tieni infine conto della provincia di residenza. A Napoli, per esempio, si spendono in media 273 euro in più rispetto ad Aosta.
Deprezzamento
Un terzo importante fattore da tenere a mente nella scelta dell’auto da acquistare è il deprezzamento, il valore più sottovalutato in assoluto nonostante rappresenti più del 50% del costo totale di gestione nei primi tre anni di vita di un veicolo.
Un’auto perde in media tra il 20% e il 30% del proprio valore già nel primo anno, tra il 9% e l’11% solamente nel tragitto dal concessionario a casa. Il deprezzamento sale al 50% dopo tre anni e oltre il 70% dopo cinque anni. Se quindi acquisti un’auto da 26.349 euro, dopo un anno vale già oltre 5.000 euro in meno.
Chi compra un’auto usata, invece, entra nel ciclo di vita dove la curva di svalutazione già si è appiattita. A partire dal quinto anno in poi, infatti, la perdita di valore rallenta al 5-6% annuo. Comprare un veicolo usato vuol dire quindi lasciare che sia il primo proprietario a pagare la parte più pesante del deprezzamento.
Ci sono però alcune variabili che accelerano la svalutazione anche dell’usato. Per esempio il chilometraggio elevato, che oltre i 20.000 km all’anno pesa fino al 10-15% in più, il numero di proprietari precedenti con un calo del 3-5% per ogni passaggio, gli incidenti pregressi e la classe ambientale. I diesel Euro 5 ed Euro 4 sono penalizzati dai divieti di circolazione nei centri urbani.
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Garanzia
Spesso si tende a pensare che un’auto usata offra tutele quasi nulle rispetto al nuovo. In realtà, anche in questo caso non sempre è così. Il Codice del Consumo prevede una garanzia legale di conformità di 24 mesi dalla consegna anche per le auto usate acquistate da un rivenditore professionale. Si riduce a un minimo di 12 mesi solo con accordo scritto tra le parti.
Parliamo di un diritto irrinunciabile, che copre i difetti già presenti al momento della consegna. È invece esclusa l’usura normale. La differenza sostanziale riguarda il canale di acquisto, non l’età dell’auto.
Se si compra una macchina da un concessionario o rivenditore professionale, che sia nuova o usata, si ha diritto alla garanzia di conformità. Acquistando da un privato, anche per un’auto quasi nuova, si applica la garanzia per vizi occulti del Codice Civile. Per questo, chi cerca il massimo risparmio in sicurezza su un’auto usata dovrebbe sempre preferire rivenditori professionali con attestato di conformità, evitando la compravendita tra privati salvo casi di fiducia consolidata.
Simulazione dei costi reali a 5 anni
Per farsi un’idea più chiara delle differenze economiche tra un’auto nuova e una usata, facciamo una simulazione dei costi reali in un arco temporale di 5 anni. Prendiamo un’utilitaria di segmento B come caso, la categoria più comprata in Italia.
Nuova costa in media 26.349 euro, mentre lo stesso modello con 3 anni di vita si trova a circa 13.000 euro.
Nello scenario dell’auto nuova con 5 anni di possesso, il deprezzamento stimato è intorno al 35%. Quindi dal valore iniziale, la perdita è di circa 17.100 euro. Per l’assicurazione RC, calcolando con la media IVASS di 423 euro all’anno per 5 anni, si arrivano a spendere 2.115 euro. Dunque il costo totale di possesso è di circa 19.200 euro.
Ora vediamo lo scenario della stessa auto, con già 3 anni di vita e tenuta altri 5 anni, per un totale di 8 anni dalla prima immatricolazione. Il deprezzamento stimato, tenendo conto della curva più piatta di questa fascia d’età, è di circa 7.700 euro. L’assicurazione RC, ipotizzando un premio più alto in assenza di ADAS, può pesare 450 euro all’anno per 5 anni, per arrivare a 2.250 euro. Il totale del costo di possesso è di circa 9.950 euro.
Il risparmio acquistando un’auto usata in questo caso specifico è quindi di 9.250 euro in 5 anni, pari a circa il 48% in meno di costo totale di possesso rispetto al nuovo. Ovviamente si tratta di una simulazione generica, che non tiene conto di manutenzione straordinaria e bollo.
Quando conviene davvero l’auto nuova
Potresti quindi pensare che conviene sempre acquistare un’auto usata per risparmiare. Se in genere la risposta è sì, ci sono alcuni casi specifici dove un veicolo nuovo può essere la scelta vincente. Per esempio quando si vuole tenere la stessa macchina per un periodo molto lungo (8-10 anni), ammortizzando così il deprezzamento sui tanti anni di utilizzo.
Oppure quando si punta su un modello elettrico o ibrido di ultima generazione, dove le differenze tecnologiche e di autonomia tra un usato di pochi anni e uno nuovo possono essere enormi.
Infine quando si beneficia di incentivi statali o offerte del costruttore che riducono sensibilmente il prezzo reale rispetto al listino, colmando parte del divario con l’usato. Fuori da questi casi, chi guarda puramente al risparmio economico nel medio periodo dovrebbe spostarsi sull’usato.