Auto danneggiata da una buca stradale? Come e quando chiedere il risarcimento

Emanuela Ceccarelli

17 Luglio 2026 - 16:42

Guida pratica su come richiedere il risarcimento danni per l’auto danneggiata da una buca stradale.

Auto danneggiata da una buca stradale? Come e quando chiedere il risarcimento

Incontrare una buca profonda sull’asfalto è uno degli imprevisti più comuni sulle strade italiane e le conseguenze per il portafogli degli automobilisti possono essere particolarmente pesanti. Dai danni ai pneumatici e ai cerchioni fino alla rottura delle sospensioni, i costi di riparazione rischiano di incidere pesantemente sul bilancio familiare.
Fortunatamente, non sempre si è costretti a pagare di tasca propria.

Nel caso in cui il danno sia causato dalla cattiva manutenzione del manto stradale, la legge prevede una responsabilità precisa in capo all’ente custode della via. Tuttavia, per ottenere il risarcimento è fondamentale conoscere l’esatto iter burocratico da seguire ed evitare errori formali che potrebbero compromettere la richiesta.

Buche stradali e danni all’auto: di chi è la responsabilità?

La regola a cui fare riferimento in questi casi si trova nell’articolo 2051 del Codice Civile. Questo articolo disciplina la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia: nel caso specifico, l’ente custode della strada (che sia il Comune, la Provincia, la Regione o l’Anas) è responsabile dei danni provocati agli utenti a causa della cattiva manutenzione della stessa.

La responsabilità, infatti, non si limita alla sola riparazione dell’asfalto quando si sgretola. L’ente custode ha anche il dovere di segnalare tempestivamente i pericoli non ancora risolti. Se questo non avviene e la strada si trasforma in un percorso a ostacoli, scatta l’obbligo di risarcire il cittadino danneggiato.

Tuttavia, l’ottenimento di questo risarcimento non è automatico. L’onere della prova spetta infatti quasi interamente all’automobilista, che deve dimostrare l’esistenza del danno e, soprattutto, il nesso di causalità tra la buca e il guasto subito.

Come raccogliere le prove sul luogo del sinistro

Nel caso in cui l’auto subisca un danno evidente a causa di una buca, è bene non muovere subito il mezzo. Senza prove schiaccianti raccolte nell’immediatezza del fatto, la richiesta di risarcimento è quasi certamente destinata a essere respinta. Nei limiti della sicurezza stradale, è necessario scattare foto ravvicinate della buca, così da mostrarne nel dettaglio la profondità e la pericolosità. È bene poi scattare anche foto a medio e lungo raggio per contestualizzare la posizione della buca sulla carreggiata e dimostrare, al tempo stesso, l’assenza di cartelli di pericolo. Inoltre, è fondamentale fotografare i danni subiti dall’automobile direttamente in loco.

Sul posto è consigliabile richiedere l’intervento delle autorità (come la Polizia Locale o i Carabinieri), affinché redigano un verbale dell’accaduto. Questo documento ha un valore probatorio importantissimo perché attesta ufficialmente lo stato dei luoghi al momento del sinistro. Nel frattempo, se ci sono persone che hanno assistito alla scena o commercianti della zona, è utile chiedere i loro dati per poterli eventualmente citare come testimoni.

La procedura passo dopo passo per richiedere il risarcimento

Una volta raccolta la documentazione sul posto, il passo successivo consiste nella quantificazione economica del danno. Per farlo, è necessario recarsi da un meccanico o da un gommista per farsi rilasciare un preventivo scritto e dettagliato o, se la riparazione è urgente e inevitabile, la fattura dei lavori eseguiti.

A questo punto si può procedere con l’invio della richiesta formale di risarcimento danni tramite raccomandata A/R o PEC indirizzata all’ente proprietario della strada. Nella richiesta dovranno essere indicati chiaramente:

  • Il giorno, l’ora e il luogo esatto del sinistro;
  • La dinamica dell’accaduto;
  • La descrizione dei danni riportati dal veicolo e, se presenti, le eventuali lesioni fisiche dei passeggeri;
  • La richiesta esplicita di risarcimento della somma quantificata dal preventivo o dalla fattura.

Alla domanda vanno allegati il verbale delle autorità, le fotografie e la copia del preventivo o della fattura. L’ente pubblico, una volta ricevuta la richiesta, la inoltrerà alla propria compagnia assicurativa per l’apertura del sinistro e la valutazione da parte di un perito.

Quando la richiesta viene respinta: il fattore «caso fortuito»

Nonostante si siano seguiti pedissequamente tutti i passaggi, non sempre l’iter si conclude con un assegno di risarcimento. La legge prevede infatti, per l’ente custode, la scappatoia del caso fortuito. Se l’amministrazione riesce a dimostrare che il danno si è verificato per un evento imprevedibile e inevitabile, viene sollevata da ogni responsabilità. Ad esempio, se una buca si è aperta a causa di un violento e improvviso temporale appena mezz’ora prima del passaggio dell’auto, il Comune potrebbe non aver avuto il tempo materiale per intervenire o segnalare il pericolo.

Allo stesso modo, entra in gioco la condotta dell’automobilista. Nel caso in cui la buca fosse di grandi dimensioni e, di conseguenza, ben visibile, l’ente potrebbe eccepire la mancanza di prudenza e attenzione di chi era alla guida. In questi casi, la giurisprudenza tende a considerare il comportamento del conducente come causa esclusiva del danno o, quantomeno, come fattore di concorso di colpa, riducendo sensibilmente l’importo del risarcimento.