Altro che 1,5 litri ogni 100 km, quanto consumano davvero le auto ibride ricaricabili

Emanuela Ceccarelli

2 Agosto 2026 - 10:36

Auto ibride plug-in, lo studio rivela consumi ed emissioni reali fino al 300% superiori ai dati dichiarati.

Altro che 1,5 litri ogni 100 km,  quanto consumano davvero le auto ibride ricaricabili

Per anni le auto ibride sono state considerate come la perfetta quadratura del cerchio, dopotutto consentono la libertà di viaggiare a benzina quando è necessario e la possibilità di muoversi a zero emissioni in città. Le stesse brochure delle case automobiliste rappresentavano le auto ibride pulg-in come il compromesso perfetto per conciliare performance e rispetto dell’ambiente.

Tuttavia, da una ricerca condotta dal Fraunhofer Institut di Karlsruhen emerge una realtà ben diversa. L’istituto ha analizzato l’utilizzo effettivo di 981.000 vetture Plug-in Hybrid (PHEV) circolanti sul mercato tedesco con risultati che ribaltano le promesse iniziali di questa tipologia di auto.

Auto ibride plug-in, i consumi reali sono fino al 300% più alti del dichiarato

È bene precisare che l’analisi condotta dal Fraunhofer Institut di Karlsruhen ha preso in esame solo modelli di prima generazione, caratterizzati da batterie e tecnologie meno efficienti rispetto alle ricaricabili di ultimissima generazione. Tuttavia, la situazione non è per questo più rassicurante.

Dallo studio è emerso che nell’impiego quotidiano le ibride plug-in consumano in media il 300% in più rispetto ai valori omologati nel ciclo WLTP ( Procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale), ossia la procedura globalmente standardizzata per misurare i consumi di carburante, l’autonomia dei veicoli elettrici e le emissioni di gas di scarico delle autovetture. Per quanto riguarda le ibride plug-in, consumi così elevati provocano anche emissioni di CO2 nettamente superiori.

Ancora più interessante è l’analisi legata alle agevolazioni fiscali, come i fringe benefit stabiliti dalla legge di bilancio 2025 che favorivano proprio le PHEV a discapito delle full hybrid. Escludendo le elettriche pure, il primato della guida a zero emissioni spetta paradossalmente alle ibride tradizionali, capaci di coprire il 42,8% dei tragitti complessivi sfruttando l’energia elettrica. È il caso, per esempio, dei modelli Toyota capaci di autoricaricarsi senza l’ausilio della spina.
Il campione analizzato dal Fraunhofer Institut di Karlsruhe registra casi limite emblematici. Tra questi figurano le vetture ad alte prestazioni di Porsche, le cui componenti ibride vengono sfruttate in modalità puramente elettrica per appena lo 0,8% dei chilometri percorsi. Nella pratica, chi riceve un’automobile aziendale plug-in potente spesso la utilizza come una normale auto termica.

Monitoraggio OBFCM e test WLTP: come funziona la ricerca europea

Il team di ricerca del Fraunhofer Institut di Karlsruhe ha elaborato i flussi di dati OBFCM (On-Board Fuel Consumption Monitoring) forniti dall’Agenzia Europea dell’Ambiente e relativi alla finestra temporale tra il 2021 e il 2023. Dall’esame è emerso l’intero ciclo di vita dei mezzi, tenendo conto di:

  • Chilometraggi totali;
  • Quantità di benzina bruciata;
  • Ripartizione percentuale tra la marcia a batteria caria e quella in modalità ibrida tradizionale.

Per quanto riguarda il piano normativo, i test con cui l’Europa misura l’efficienza delle automobili hanno cambiato più volte strada nel tempo. Dopo aver mandato in pensione i vecchi test di laboratorio, ritenuti troppo teorici, si è passati al ciclo WLTP e successivamente alla normativa Euro 6e-bis. Quest’ultimo, in particolare, ha persino triplicato i parametri di calcolo basati su quanto l’utente sfrutta realmente la batteria, portando la distanza di riferimento da 800 a 2.200 chilometri.

Il problema del peso e il futuro delle motorizzazioni «Super Hybrid»

L’efficienza di un’ibrida ricaricabile dipende totalmente dalla buona abitudine di chi la guida; se ci si dimentica di attaccarla alla presa di ricarica, per esempio, la batteria si scarica e il veicolo si trasforma in un’auto a benzina che deve però portarsi dietro il peso extra di circa trecento chili di accumulatore. Proprio per correggere questa stortura, i costruttori stanno intraprendendo la strada delle architetture Super Hybrid, progettate per far comportare le plug-in in modo molto più simile alle ibride tradizionali, riducendo gli sprechi anche quando la spina resta scollegata.