Mappa dei blocchi auto dall’1 ottobre, dove si rischia e modelli più colpiti

Emanuela Ceccarelli

27 Giugno 2026 - 08:43

Blocco diesel Euro 5 dal 1° ottobre al Nord: 1 auto su 7 rischia lo stop. Ecco i modelli e i marchi più colpiti.

Mappa dei blocchi auto dall’1 ottobre, dove si rischia e modelli più colpiti

Dal 1° ottobre, una vettura su sette in circolazione nel Nord Italia rischia di trasformarsi in un costoso soprammobile da garage.

Salvo proroghe dell’ultimo minuto, scatterà il fatidico blocco della circolazione per i veicoli diesel Euro 5, un duro colpo per migliaia di automobilisti e, in modo particolare, per chi si è affidato di recente al mercato dell’usato.

La transizione verso una mobilità green ha raggiunto il suo giro di boa, stringendo i bulloni attorno a una categoria di motorizzazioni che fino a pochi anni fa rappresentava la spina dorsale delle flotte aziendali e delle famiglie italiane.

Per il momento, il provvedimento si concentra principalmente nel bacino della Pianura Padana, zona nota per essere estremamente vulnerabile alle sanzioni europee per lo sforamento dei limiti della qualità dell’aria e per l’accumulo di polveri sottili.

Quattro regioni verso lo stop al diesel Euro 5

La mappa del blocco al diesel Euro 5 circoscrive i confini delle aree industriali del settentrione, coinvolgendo il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. Le regioni stanno definendo i dettagli dei divieti per adeguarsi alle norme europee sullo smog, tuttavia manca ancora il testo definitivo del governo che, per il momento, non ha ricevuto il via libera finale in Parlamento.

Questa attesa consente a ciascuna regione di muoversi con una certa autonomia, introducendo eccezioni o permessi speciali adatti alla propria realtà locale.

È bene precisare che il blocco non riguarderà le auto a benzina Euro 5, che potranno continuare a circolare senza alcuna limitazione. Il divieto colpirà esclusivamente i modelli alimentati a gasolio, in particolare quelli immatricolati tra il 2011 e il 2015.

L’obiettivo è intervenire sulle emissioni più critiche, in particolare quelle generate dal traffico urbano e pendolare nelle aree più densamente popolate. Gli analisti del settore concordano sul fatto che questa scelta nasce da esigenze ambientali che, allo stato attuale delle cose, non possono più essere rinviate.

Quali sono i marchi più coinvolti

Uno studio di Carfax, società specializzata nella raccolta e analisi dello storico dei veicoli, fotografa una situazione estremamente critica per migliaia di automobilisti. Il segmento interessato dal blocco coinvolge una quota significativa di veicoli ancora molto diffusi in Italia. Tra i marchi più rappresentati tra i mezzi interessati dal blocco troviamo:

  1. Audi, il 10%;
  2. BMW, il 9%;
  3. FIAT, il 13%;
  4. Mercedes, l’8%;
  5. Volkswagen, l’8%.

Per quanto riguarda i modelli, l’impatto si concentra soprattutto su vetture di larga diffusione. In testa troviamo la Fiat Panda e la Fiat 500, seguite da Alfa Romeo Giulietta, Volkswagen Golf e dai SUV BMW della gamma X.

Cosa rischia chi guida

Appurato che il 14% (ovvero una su sette) dei diesel Euro 5 in circolazione subirà un blocco della circolazione dal prossimo ottobre, è chiaro che altrettanti automobilisti si troveranno impossibilitati a utilizzare l’auto nei centri urbani o durante le fasce orarie soggette ai blocchi antismog, con limitazioni progressive alla circolazione.

A seconda delle ordinanze locali, infatti, l’auto potrebbe diventare utilizzabile solo in modo parziale.

Questo significa che chi utilizza il veicolo per lavoro o per gli spostamenti casa-lavoro, dovrà ricorrere a soluzioni alternative come mezzi pubblici o cambi d’auto anticipati. Il problema non sarà quindi solo logistico, ma soprattutto economico; un automobile acquistata per essere economica, infatti, rischia ora di trasformarsi in un bene difficile (se non impossibile) da rivendere o da utilizzare pienamente.

Chi dovesse continuare a circolare con un’auto diesel Euro 5 nelle aree e nei periodi previsti dal blocco rischia pesanti sanzioni. Anche se le Regioni interessate stanno ancora pensando a un piano di attuazione del blocco, l’infrazione rientrerà nel regime generale delle violazioni ai divieti di circolazione. Le multe potranno variare indicativamente da circa 80 a oltre 300 euro, a seconda del caso specifico e delle disposizioni locali eventualmente più restrittive.

Argomenti

# Diesel