I nuovi tagli delle accise incidono sul prezzo dei carburanti, anche se non come sperato.
Si è concluso il Consiglio dei ministri di oggi, 27 luglio 2026, convocato per la discussione di nuove misure contro il caro carburanti. Come annunciato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, è stato approvato soltanto il decreto-legge recante “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria”. Un provvedimento molto più limitato di quanto si sperava, ma che al momento non contempla gli aumenti sulle sigarette, ipotizzati per compensare eventuali ulteriori tagli delle accise. Ma vediamo nel concreto quanto costeranno benzina e diesel.
Quanto costeranno benzina e diesel dopo i nuovi tagli delle accise
Il taglio delle accise approvato dal Cdm n. 183 da poco terminato è a dir poco risicato, un vero e proprio intervento “tampone”, come definito dal ministro Giorgetti. In particolare, è stato previsto esclusivamente uno sconto sul gasolio, pari a 17 centesimi in meno (al litro) in totale considerando anche la diminuzione dell’Iva (circa 3 centesimi). La misura avrà peraltro una durata molto limitata, entrando in vigore alla mezzanotte del 28 luglio e restando attiva solo fino al 6 agosto. Nonostante ciò, ha un costo stimato per il taglio delle accise di 125 milioni di euro.
Il governo spera che il taglio si rifletta entro qualche giorno nei prezzi ai distributori di carburante, ma bisogna anche considerare che viene compensata soltanto in parte l’impennata registrata dopo la fine dell’ultimo taglio. Dal 3 luglio, infatti, secondo le stime del Codacons il diesel ha subito un’impennata di 30,3 centesimi di euro sulla rete stradale ordinaria e di 28,7 centesimi sulle autostrade. Resta inoltre l’aumento delle benzina, in media di 17,9 centesimi di euro, su cui il Cdm non è intervenuto. Adesso, però, era necessario un provvedimento urgente per limitare i disagi economici legati agli aumenti e all’assenza di riduzioni, facendo fronte al contempo alle imminenti partenze estive.
La misura ha comunque carattere provvisorio, infatti è previsto un nuovo Consiglio dei ministri il 4 agosto per valutare l’andamento dei prezzi a livello nazionale e internazionale e così ragionare su eventuali nuovi interventi. Nel frattempo è stato però prorogato il contributo in favore degli autotrasportatori e il credito d’imposta per l’agricoltura. Insomma, è stato fatto quanto si poteva a fronte di tempistiche ridotte e fondi da centellinare, parole della stessa premier Meloni: “Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione.”
Niente compensazione con gli aumenti sulle sigarette
La riduzione del gettito provocata dai tagli delle accise sarebbe potuta essere compensata con aumenti sul tabacco, che tuttavia sono stati categoricamente respinti. Per quanto si tratterebbe di un modo utile a recuperare parte delle entrate, senza toccare beni primari ma anzi il cui consumo dovrebbe essere disincentivato, le finalità non sarebbero state eque. Questa possibilità aveva infatti sollevato forti obiezioni, soprattutto da parte del Codacons che aveva sottolineato:
Non si tratterebbe di una misura sanitaria, ma di un escamotage fiscale che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi cittadini che fanno rifornimento alla pompa.
La misura ha di fatto visto la contrarietà dei ministri Salvini e Tajani e il Mef ha per il momento confermato che non sarà prevista, ma è ancora oggetto di dibattito.
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