Aumenti di stipendio e rinnovi contrattuali: infermieri, OSS e fisioterapisti equiparati

Vittorio Proietti

13 Luglio 2017 - 11:57

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I rinnovi contrattuali in Sanità sono prossimi: successivamente alla direttiva del Ministro Marianna Madia il Comparto Sanità è di nuovo in fibrillazione per gli aumenti di stipendio. Chi avrà più vantaggi tra medici, infermieri e OSS?

Il rinnovo dei contratti in Sanità è prossimo: successivamente alla direttiva del Ministro Madia, il Comparto Sanità è di nuovo in fibrillazione per gli aumenti di stipendio, dato che l’Aran a breve partirà con le convocazioni dei sindacati dei lavoratori del SSN.

L’aumento di stipendio per il triennio si aggirerà su un 2,9% con 67 euro mensili, che però non corrisponde all’accordo tra Governo e sindacati siglato proprio nel 2016, per cui mancherebbero almeno 225 euro al conteggio totale. Questa la stima fatta da Quotidianosanita.it.

A destare l’attenzione è però un altro punto sostanziale del rinnovo dei contratti, cioè un diverso adeguamento degli aumenti tra dirigenti e dipendenti del SSN non dirigenti, che avranno pari opportunità di crescita secondo il riordino delle carriere in Sanità organizzato dal Ministro Lorenzin.

Vediamo nello specifico se i rinnovi contrattuali della Sanità saranno supportati da risorse effettive nella prossima Legge di Bilancio, oppure se dovremo aspettarci dei passi indietro.

Rinnovi contrattuali: i sindacati sono sul chi va là

Il rinnovo dei contratti statali è mancato negli ultimi 6 anni anche in Sanità, tuttavia la Riforma Madia ha aperto le braccia agli aumenti di stipendio, di cui i maggiori beneficiari ad osservare quanto riportato dal Conto Annuale 2015 sarebbero i veterinari.

Lo stipendio dei veterinari nel triennio 2016-2018 prevedrà un aumento per singolo contratto di 110 ero mensili, seguiti dai medici che avranno a disposizione 108 euro in più ogni mese. Per quanto riguarda odontoiatri e tecnici si prevedono 105 e 101 euro mensili medi.

Gli aumenti però non convincono le sigle sindacali del Comparto Sanità, che attende maggiori rassicurazioni sulle risorse disponibili per tali aumenti contrattuali, certamente dovuti ma in netta contrapposizione con la revisione della spesa della PA cui il Ministro Madia dedica il suo intero lavoro.

Aumenti per i non dirigenti: altro che Robin Hood

Il rinnovo dei contratti statali e del comparto Sanità non colpisce solo medici e dirigenti del SSN, vi sono infatti aumenti stipendiali anche per il personale non dirigente. Infermieri, OSS e fisioterapisti potranno beneficiare di 61 euro al mese di aumento, a differenza degli altri ruoli come vigilanti e ispettori dipendenti del SSN che arrivano a 63.

Il personale amministrativo non dirigente del SSN sarà meno fortunato: l’aumento di stipendio previsto è di soli 54 euro al mese, con 49 euro mensili per il personale di ruolo tecnico. Pari opportunità, in sintesi, ma non pari aumenti.

Malgrado sindacati e lavoratori attendano gli aumenti di stipendio ed il rinnovo dei contratti da anni, è doveroso ricordare che a cambiare nei prossimi mesi sarà il Governo stesso e per ora si possono fare solo delle stime.

La Legge di Bilancio nel nostro paese può riservare brutte sorprese, soprattutto per il personale sanitario e gli statali.

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