Come verrà calcolato l’aumento di stipendio per i dipendenti pubblici

Simone Micocci

20 Dicembre 2017 - 09:19

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Rinnovo del contratto: svelati i parametri sui quali verrà deciso l’aumento di stipendio. Il reddito influirà al 70%, mentre il merito al 30%. Per chi sbaglia, sanzioni per tutto l’ufficio.

Il rinnovo del contratto continua a tenere in ansia milioni di dipendenti pubblici italiani. Secondo le ultime anticipazioni la firma sul rinnovo del contratto dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno così da far partire gli aumenti dal 1° gennaio 2018.

Tuttavia ci sono ancora molti aspetti da chiarire, come ad esempio le modalità con le quali verrà calcolato l’aumento di stipendio per ogni dipendente pubblico.

Come noto, nell’accordo del 30 novembre 2016 è stato stabilito che per gli statali l’aumento di stipendio sarà di 85 euro lordi che però non verrà distribuito a pioggia.

L’aumento di stipendio di 85 euro infatti è una media, ciò significa che c’è chi prenderà di più di questa cifra, ma anche chi riceverà meno. Ecco perché decidere su quale base assegnare l’aumento di stipendio è un compito molto delicato, ed è per questo che l’Aran e i sindacati ne stanno ancora discutendo.

In tutto sono 95 le cartelle con allegate altrettante tabelle retributive, nelle quali oltre a stabilire i parametri per il calcolo dello stipendio dei dipendenti pubblici vengono introdotte delle nuove regole comportamentali per gli statali, sia per quanto riguarda i licenziamenti che per i permessi.

Come riferito dall’Ansa il nuovo contratto degli statali comincia a delinearsi anche se ci sono alcuni aspetti che non convincono i dipendenti pubblici. Uno di questi riguarda proprio le modalità con le quali verrà assegnato l’aumento di stipendio delle quali vi parleremo nel proseguo dell’articolo.

Quindi se siete curiosi di sapere di quanto aumenterà il vostro stipendio a partire dal 1° gennaio 2018 continuate a leggere, così da avere un’idea più chiara su cosa cambierà con il rinnovo del contratto.

Aumento di stipendio, come si calcola

La base di partenza sono gli 85 euro medi da assegnare tenendo conto di diversi parametri. Il più importante è il reddito del dipendente, poiché viene stabilito che il “bonus” sarà assegnato in proporzione ai guadagni: saranno i redditi più bassi a ricevere l’aumento maggiore.

Quindi, nonostante per molti sindacati gli 85 euro sono una soglia sotto la quale non si può scendere, la realtà dei fatti sarà differente.

L’altro parametro sul quale verrà determinato l’aumento di stipendio è il merito. Per incentivare i lavoratori statali a lavorare di più - e meglio - con il rinnovo del contratto saranno introdotti dei nuovi premi per i più meritevoli.

Un dipendente statale che eseguirà il suo lavoro con il massimo impegno potrebbe ricevere un vero e proprio super premio, fino ad un massimo del 30% in più di quanto percepito dai propri colleghi.

A questo punto possiamo affermare che sull’aumento di contratto peserà per il 70% il reddito del dipendente e per il restante 30% il merito.

Riguardo a quest’ultimo aspetto c’è una novità annunciata dall’Ansa che sta facendo molto discutere: oltre ai premi per i più meritevoli il rinnovo del contratto introdurrà anche delle “punizioni”. Il problema è che queste non riguardano solamente il dipendente poco corretto, ma tutto il suo ufficio.

Se sbaglia uno “pagano” tutti

Con il rinnovo del contratto verranno introdotte delle nuove sanzioni per chi approfitta dell’indennità di malattia per assentarsi nei giorni precedenti o successivi ai weekend, alle festività e al riposo settimanale.

Uno strumento con il quale si spera di risolvere il problema dell’assenteismo nei pubblici uffici prevede la riduzione delle risorse da assegnare a titolo di premio per lo stipendio.

Il problema è che a pagare non sarà solamente il “furbetto”, ma anche i suoi colleghi. La riduzione infatti riguarderà tutto l’ufficio nel quale è impiegato.

Una novità che ha fatto scattare le polemiche dei sindacati che si stanno battendo affinché questa norma non faccia parte dell’impianto definitivo del rinnovo contrattuale.

Bonus 80 euro

Nonostante l’aumento di 85 euro - almeno per i fortunati che lo riceveranno - i dipendenti pubblici non perderanno il diritto al Bonus 80 euro. È ormai certo infatti che per salvaguardare il bonus introdotto da Renzi ne verranno aumentate le soglie di reddito:

  • reddito inferiore a 24.600€ (non più 24.000€): il bonus sarà assegnato interamente;
  • reddito superiore a 24.600€ e inferiore a 26.660€ (non più 26.000€): il bonus sarà assegnato in maniera progressiva a seconda dell’importo del reddito.

Quindi, anche se le cifre dell’aumento non soddisfano tutti, non sembrano esserci più dubbi sul fatto che il rinnovo del contratto non comporterà la perdita degli attuali bonus.

Da quando parte l’aumento?

Ad oggi i sindacati e l’Aran stanno discutendo del solo comparto centrale della Pubblica Amministrazione. L’intenzione è di arrivare alla firma prima della fine dell’anno, così da fare da accelerare le trattative per gli altri settori, come Sanità, Scuola e Forze Armate.

Qualsiasi aumento comunque partirà dal 1° gennaio 2018: ciò non significa che lo stipendio cambierà fin dagli inizi del nuovo anno, ma solo che l’aumento sarà ufficialmente riconosciuto.

Facciamo un esempio: mettiamo il caso che la firma sul nuovo contratto del comparto Istruzione verrà posta nel mese di Marzo. In tal caso i dipendenti pubblici cominceranno a ricevere l’aumento nel mese successivo, insieme a tutti gli arretrati di Gennaio, Febbraio e appunto Marzo.

Lo stesso d’altronde avverrà per gli anni 2016 e 2017, visto che il nuovo contratto ha come validità il triennio 2016/2018. In questo caso però le risorse a disposizione per l’aumento sono sufficienti per concedere solamente un assegno una tantum del valore lordo di 450€ che verrà pagato ai dipendenti pubblici una volta che il rinnovo sarà ufficiale.

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