Tranches di obbligazioni sovrane con caratteristiche, cedole, rendimenti, durate residue ed esigenze di investimento differenti
Usando la fantasia, il debito pubblico è come un organismo vivente che ogni 2-3 settimane va alimentato di nuovo cibo per tenerlo vivo. Tradotto, nuovi soldi presi in prestito, e quindi nuovo debito, per tenere in piedi la baracca. Vale a dire coprire i deficit di bilancio, pagare i servizi ai cittadini come sanità, istruzione, sicurezza, etc. Poi ci sono le infrastrutture pubbliche inclusi i tanti sprechi e le opere lasciate a metà o inutili proprio, ma anche gli interessi sui debiti precedenti. Infine ci sono le emissioni ad hoc per rimborsare vecchi titoli giunti in scadenza tipo i BOT di inizio mese. Insomma, a tenerci buoni diciamo che la faccenda è abbastanza complessa.
Passiamo ora dal lato di chi quei soldi li andrà a prestare, il mercato, composto da investitori istituzionali e retail. Bene, tra martedì 24 e mercoledì 25 arrivano gli ultimi titoli di Stato in offerta a febbraio tra BOT e BTP Short Term più 2 BTP€i.
I titoli buoni per proteggere un capitale dall’inflazione
Partiamo dalle due obbligazioni agganciate all’inflazione europea tramite lo IACP, l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo. Si tratta dei BTP€i, bond sovrani MEF come gli altri BTP “normali” ma con uno scopo particolare rispetto alla versione standard. Il BTP€i, infatti, fornisce al capitale del suo possessore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi. Sia il capitale rimborsato a scadenza che le cedole staccate ogni 6 mesi sono rivalutati all’inflazione dell’area euro misurata da Eurostat, il parallelo dell’ISTAT ma versione europea.
In caso di riscatto anticipato sul mercato secondario, l’importo corrisposto sarà pari al nominale sottoscritto moltiplicato per il coefficiente di indicizzazione. I due valori, cioè il nominale e l’importo corrisposto coinciderebbero solo se il coefficiente fosse inferiore o uguale ad uno. Ovviamente verrà riconosciuto anche il rateo pro tempore nel frattempo maturato.
Per cui se da qui ai prossimi 2 o 4 o X anni i prezzi dovessero tornare ad esplodere, il debitore adeguerebbe capitale e cedole all’inflazione dell’Eurozona. In termini più spicci, su questi prodotti finanziari il rendimento reale, cioè al netto del’inflazione, non è mai negativo.
Le caratteristiche tecniche di due BTP€i
Veniamo agli aspetti tecnici dei due BTP€i.
Quello dalla vita residua più corta dei due è il BTP€i a 5 anni con matricola ISIN IT0005657348 giunto alla 11° tranche. L’obbligazione ha data emissione 27/06/’25 e scadenza al 15/08/’31, e quindi 11 giorni di dietimi dato che a metà febbraio ha staccato la cedola (15/02 e 15/08/). L’ammontare offerto dal Tesoro è racchiuso tra i 750 e i 1.000 milioni di €, e altri 150 mln di importo saranno riservati agli Specialisti.
La cedola nominale annua è dell’1,10%, oltre ai meccanismi di rivalutazione su citati. Tuttavia, sul MOT, il mercato secondario di compravendita bond, prezza sui 101,18 per uno yield che oggi si aggira sul 2,88% (dati: Borsa Italiana).
L’altro indicizzato è il BTP€i 10 anni con matricola IT0005588881, data emissione 15/11/’23 e data rimborso finale al 15/05/’36. Qui l’ultima cedola il Tesoro l’ha pagata il 15/11, per cui ci sono 103 giorni di dietimi da conteggiare e pagare in sede di regolamento del titolo. La cedola annua lorda è dell’1,80%, mentre gli importi min-max offerti nella 14° tranche, e agli Specialisti, coincidono con quelli del BTP€i a 5 anni.
Venerdì 20 il flottante del titolo già in circolo ha chiuso a 102,60, da cui ne deriva un effettivo a scadenza del 3,45% annuo lordo.
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In settimana andranno in asta anche altre due tranches di BOT a 6 mesi emessi di recente ma con date residue ancora più corte dei 6 mesi. procediamo con ordine.
Il BOT a 6 mesi con ISIN IT0005680639 in realtà ha una vita residua di 3 mesi (91 giorni, per la precisione) vista l’emissione al 28/11/’25 e scadenza al 29/05/’26. L’importo offerto è di 2 miliardi di €, mentre il prezzo di aggiudicazione d’asta della 3° tranche dovrebbe aggirarsi sui 99,5 circa. Al momento il BOT già presente sul MOT prezza 99,476 per un effettivo a scadenza del 2,05%.
A seguire ecco i 2,5 mld di € della 3° tranche sul Buono Ordinario del Tesoro 6M ma vita residua a 5 mesi, matricola identificativa IT0005692485. Il BOT è nato il 30 gennaio scorso e scadrà il prossimo 31 luglio, per una durata di 154 giorni. Venerdì 20 lo Zc Jul26 ha chiuso a 99,121 centesimi (yield a scadenza: 2,06%), e questo dovrebbe essere grosso modo il prossimo prezzo di aggiudicazione.
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Ultimi titoli di Stato in offerta a febbraio tra BOT e BTP Short Term più 2 BTP€i
L’ultima asta riguarda la 3° tranche del BTP Short Term nato lo scorso 29 gennaio. L’identificativo ISIN è IT0005692410 e prevede 2 anni di investimento con rimborso finale al 28/02/’28. Al riguardo, i futuri sottoscrittori quasi non faranno in tempo a regolare il titolo, maggiorato dei 28 giorni di dietimi da emissione a regolamento, che incasseranno già la cedola. Quest’ultima, la prima in assoluto, è del tipo corta a 0,179348% lordo, parametrata ai 30 giorni (su 184 del semestre) di vita fruttifera. Le prossime saranno invece piene, con date di stacco al 28/08 e 28/02 di ogni anno.
Il tasso nominale annuo è del 2,20%, mentre la forchetta offerta dal Tesoro è compresa tra 2 e 2,5 mld di €, e in 0,5 nell’asta supplementare.
Il calendario delle operazioni di sottoscrizione
In chiusura diamo un rapido sguardo al calendario delle operazioni di sottoscrizione.
Per i soli 2 BOT, il termine di presentazione delle domande in asta è per martedì 24 febbraio, mentre l’asta vera e propria si terrà il giorno dopo, mercoledì 25. La data di regolamento, invece, è per venerdì 27.
Per i due BTP€i e lo Short Term, invece, le tre fasi (prenotazione, asta e regolamento) sono tutte anticipate di un giorno rispetto a quelle dei BOT. Quindi lunedì 23 scade la prenotazione da parte del pubblico, il 24 verranno assegnati mentre giovedì 26 andranno saldati.
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