Assegno unico 2026, cosa fare se la domanda è con Isee sbagliato?

Patrizia Del Pidio

29 Gennaio 2026 - 12:42

Non è raro incorrere in errori nell’Isee, ma cosa succede se si percepisce un beneficio? L’inps fornisce le istruzioni per regolarizzare l’Isee per l’assegno unico.

Assegno unico 2026, cosa fare se la domanda è con Isee sbagliato?

Assegno unico con Isee sbagliato, cosa fare per rimediare? L’assegno unico è una misura che viene calcolata sull’Isee del nucleo familiare, con l’importo spettante che cala al crescere del valore dell’indicatore. Per chi ha un valore al di sopra di 46.582,71 euro spetta solo l’importo base che, nel 2026 è pari a 58,50 euro. Chi ha l’Isee fino s 17.468,51 euro, invece, ha la possibilità di ricevere l’importo massimo dell’assegno, che è pari a 204,40 euro al mese, quest’anno.

Un Isee difforme o con omissioni, quindi, fa ricevere un assegno unico dall’importo errato. Quando l’Inps si accorge che l’Isee è difforme o presenta errori procede a versare solo l’importo base dell’assegno unico fino a quando il contribuente non apporta le necessarie correzioni o fornisce all’istituto i chiarimenti in merito. Il rischio che si corre in questi casi, quindi, è quello di ricevere un importo base quando, magari, spettava un assegno più alto. Proprio per questo motivo correggere le Dsu diventa importantissimo.

Perché l’Inps eroga l’importo base? All’inizio l’istituto continuava a versare l’importo derivante dall’Isee difforme, ma, ovviamente, poi provvedeva a fare il conguaglio degli importi indebitamente versati chiedendone la restituzione. In questo modo, versando solo l’importo base, l’Inps non si trova nella condizione di dover recuperare somme e il beneficiario dell’assegno non si trova nella spiacevole situazione di dover restituire gli importi.

Le istruzioni, contenute nei messaggi 2856/2023 e 2913/2023 hanno fornito le nuove indicazioni in fatto di erogazione dell’assegno in presenza di Isee difforme.

Assegno unico, cosa sapere

L’assegno unico è entrato in vigore il 1° marzo 2022.

Va ricordato che la correttezza dell’Isee è un elemento da non sottovalutare, visto che l’importo dell’assegno unico dipende proprio dal valore dell’indicatore. Vediamo quindi cosa fare in caso si presenti domanda per l’assegno unico con Isee con errori, e le sanzioni a cui si va incontro se non si regolarizza la propria situazione.

Assegno unico, cosa fare se la domanda è con Isee sbagliato?

La domanda per l’assegno unico e universale viene istruita sulla base dell’Isee, anche se con omissioni o errori. Cosa fare in questo caso? Le soluzioni prospettate dall’Inps sono tre:

  • presentare all’Inps i documenti per comprovare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione;
  • presentare una nuova Dsu, priva di difformità;
  • richiedere al Caf che ha presentato la domanda di attestazione Isee la rettifica della Dsu, con effetto retroattivo, cosa possibile solo se gli errori presenti nell’Isee dipendono da un errore materiale in corso di compilazione.

Assegno unico 2026: come si dimostra che l’Isee non è sbagliato?

Per correggere l’Isee innanzitutto bisogna capire se le omissioni o le incongruenze riguardano il patrimonio o i redditi.

Nel primo caso la documentazione da fornire all’Inps è quella fornita dalla banca o dall’intermediario (tipo estratto conto) che riesca a dimostrare la correttezza di quanto dichiarato. Altra documentazione probatoria, in questo caso, è anche una eventuale denuncia alle autorità in cui è affermato che il rapporto sia stato aperto all’insaputa del titolare o, in alternativa, la documentazione che attesti che il rapporto non dichiarato in Dsu è stato chiuso negli anni precedenti.

Se il problema riguarda, invece, il reddito la documentazione probatoria è quella rilasciata dall’Agenzia delle Entrate a dimostrazione che la difformità o l’omissione segnalata non sussiste (tipo in presenza di una CU errata rilasciata dal datore di lavoro e, in seguito, corretta).

Conguaglio assegno unico con arretrati

Se l’Inps, una volta ricevuta la documentazione, ritiene che il contribuente sia nel giusto, provvede a effettuare i calcoli dell’assegno unico realmente spettante. Per i mesi nei quali l’assegno è stato versato con importo minimo, poi, provvede anche alle integrazioni spettanti.

Se l’Isee si regolarizza entro la fine dell’anno la famiglia ha diritto a ricevere tutte le mensilità per intero per i mesi in cui ha ricevuto importo minimo tramite conguaglio.

Se non si assolve l’obbligo entro la fine dell’anno, l’anno successivo la famiglia deve provvedere a restituire le somme ricevute in eccesso nei mesi in cui l’assegno è stato percepito per intero, prima che fosse portato all’importo base.

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