Forze Armate, assegno una tantum e nuovi parametri in arrivo da ottobre: la tabella

Simone Micocci

2 Ottobre 2017 - 09:12

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Riordino delle carriere per le Forze Armate: solo il via libera del MEF separa il personale militare dal tanto atteso aumento di stipendio.

A partire dal 1° ottobre 2017 il riordino delle carriere comincerà a produrre alcuni dei suoi effetti, specialmente per quanto riguarda lo stipendio delle Forze Armate.

L’iter di attuazione è molto complesso e non verrà concluso prima della fine del 2018, ma già da questo mese sono attese delle novità molto importanti per il personale militare.

Infatti, mentre ad agosto e settembre sono stati corrisposte sia le indennità mensili per gli avanzati al grado di Luogotenente - con effetto retroattivo al 1° gennaio 2017 - che quelle per il personale promosso come Maresciallo Maggiore, a partire da ottobre gli aumenti riguarderanno una platea più ampia di beneficiari.

Ad esempio, come anticipato da noi di Money.it, nelle prossime settimane ci sarà la corresponsione del bonus di 80 euro riconosciuto per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2017 e allo stesso tempo entreranno in vigore i nuovi parametri per il calcolo dello stipendio.

Tuttavia sembra che l’assegno di 350 euro lordi (240 netti) per il Bonus Forze Armate non arriverà ad ottobre, poiché manca ancora il via libera da parte del MEF.

Riordino carriere: assegni una tantum in arrivo per le Forze Armate

Il Bonus Forze Armate da 80 euro non sarà più riconosciuto nel 2018; questo grazie agli effetti del riordino delle carriere sarà integrato nello stipendio delle Forze Armate, per merito dell’introduzione dei nuovi parametri che saranno operativi a partire da questo mese, salvo ritardi burocratici.

Ritardi che invece sembrano esserci stati per la corresponsione dell’assegno da 240 euro netti con le mensilità mancanti del Bonus 80 euro, in programma per ottobre 2017. Molto probabilmente, infatti, il personale militare dovrà attendere fino a novembre 2017, poiché il MEF non ha ancora dato il via libera.

Naturalmente il bonus non è a rischio visto che le risorse sono state stanziate con la Legge di Bilancio 2017, ma fino a quando l’iter burocratico non verrà completato ci sarà da pazientare.

Allo stesso tempo - seppur siamo ancora in anticipo - il Tesoro dovrà dare il via libera per le risorse necessarie per un altro assegno una tantum, ossia quello riconosciuto al personale che al 1° gennaio 2017 - secondo quanto stabilito dal riordino - rivestiva la qualifica o il grado apicale.

L’importo di questo assegno dovrebbe essere di circa 1.000 euro, ma per saperne di più dovremo attendere le prossime settimane.

Per quanto riguarda le competenze stipendiali - e gli arretrati - per chi è avanzato ai nuovi gradi o qualifiche speciali introdotte con il riordino, bisognerà attendere l’arrivo dei decreti di promozione inviati dalla Direzione Generale del Personale Militare.

Infine, nei prossimi giorni il CNA emetterà le competenze per l’attribuzione dei nuovi parametri stipendiali; per saperne di più di seguito potete scaricare una tabella riassuntiva con tutti i nuovi parametri, ad opera del portale Infodifesa.it.

Nuovi parametri stipendio Forze Armate
Clicca qui per scaricare lo schema riassuntivo sul nuovo trattamento economico per le Forze Armate a seguito del riordino.

Riordino delle carriere: le procedure ancora in corso

Come vi abbiamo anticipato l’attuazione del riordino non sarà completata prima del prossimo anno.

Ad oggi, infatti, sono ancora in corso tutte le procedure straordinarie di avanzamento, le quali prevedono la riduzione del tempo di permanenza nei gradi e l’attribuzione delle qualifiche speciali.

Per quest’ultimo le aliquote di valutazione sono formate al 30 settembre, quindi probabilmente l’attribuzione verrà decretata verso la fine di ottobre.

Le prossime settimane quindi saranno molto calde per il tema del riordino perché - burocrazia permettendo - verranno fatti dei notevoli passi in avanti verso la totale attuazione del provvedimento.

E le Forze Armate potranno finalmente sorridere per un aumento di stipendio atteso da diversi anni.

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