Assegno sociale, domanda all’Inps semplificata. Ecco perché adesso è più semplice ricevere oltre 540 euro al mese.
Si rinnovano le modalità per la richiesta dell’assegno sociale, come ufficializzato dall’Inps con il messaggio n. 1997 del 15 giugno.
Conosciuto da molti ancora come “pensione sociale”, per quanto in realtà si riferisca a uno strumento differente, l’assegno sociale si rivolge a una categoria di persone molto fragili: si tratta di chi, al raggiungimento del limite di età per la pensione, fissato a 67 anni, ha un reddito molto basso e pertanto necessita di un aiuto statale.
Proprio per questo motivo è importante andare incontro alle esigenze di chi, molto spesso, non è neppure digitalmente alfabetizzato al punto da riuscire a inviare autonomamente la domanda. Ci sono infatti molte persone che, pur avendone diritto, non beneficiano dell’assegno sociale, ferma restando sempre la possibilità di rivolgersi ai Caf per ricevere assistenza.
A tal proposito, con l’obiettivo di arrivare al maggior numero possibile di persone e rendere più semplice la richiesta dell’assegno sociale, l’Inps ha annunciato una nuova procedura nell’area personale MyInps, che presenta diverse migliorie rispetto al precedente sistema.
Ricevere così oltre 540 euro al mese, senza la necessità di aver versato contributi all’Inps, diventa più semplice: ecco quali sono tutte le novità introdotte.
Assegno sociale, nuove modalità per farne domanda all’Inps
Come anticipato, le novità annunciate dall’Inps riguardano la procedura per presentare domanda di assegno sociale, con l’obiettivo di renderla più semplice e accessibile anche per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali.
Come spiegato dall’Istituto, si tratta di un aggiornamento che si inserisce nel più ampio percorso di revisione dei processi legati all’assegno sociale, già avviato nell’ambito delle attività di innovazione digitale collegate al Pnrr. Il riferimento è al progetto “Istruttoria assegno sociale”, con il quale l’Inps punta, oltre che a semplificare la presentazione della domanda, a rendere più rapida anche la successiva fase di verifica dei requisiti.
Nel dettaglio, la nuova procedura riguarda l’assegno sociale ordinario, mentre resta invece escluso l’assegno sociale sostitutivo.
Per il primo la domanda può essere presentata direttamente dal portale Inps, accedendo al percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità”, poi “Per persone a basso reddito” e infine “Assegno sociale”.
Da qui l’utente può avviare la compilazione della richiesta attraverso una procedura aggiornata, pensata per ridurre gli errori e limitare il bisogno di assistenza successiva da parte delle sedi territoriali.
Tra le principali novità c’è innanzitutto la precompilazione di alcuni dati anagrafici, come lo stato civile e la cittadinanza, recuperati dagli archivi già a disposizione dell’Istituto, per quanto l’utente mantenga comunque la possibilità di modificare le informazioni proposte nel caso in cui non risultino corrette o aggiornate.
Sono stati poi introdotti messaggi esplicativi durante la compilazione, i cosiddetti tooltip, utili per chiarire i requisiti richiesti, le casistiche particolari e la documentazione da allegare, con l’obiettivo di accompagnare passo dopo passo il richiedente, soprattutto nei passaggi più delicati.
Particolare attenzione viene riservata anche al requisito del soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno 10 anni, per il quale la procedura prevede controlli bloccanti, così da consentire la prosecuzione della domanda solo se la data di inizio soggiorno risulta coerente con quanto richiesto dalla normativa. È inoltre possibile indicare eventuali periodi di assenza dal territorio nazionale, specificandone le motivazioni e allegando la documentazione utile.
Per i cittadini extracomunitari è stata inoltre introdotta una sezione dedicata ai titoli di soggiorno validi ai fini dell’assegno sociale. La procedura dialoga con l’archivio PE.SO. di ArcaNet e, quando risulta disponibile un permesso di soggiorno di lungo periodo in corso di validità, acquisisce automaticamente le informazioni necessarie, evitando così al richiedente di dover allegare ulteriore documentazione.
Infine, nella parte conclusiva della domanda, sono state inserite specifiche dichiarazioni obbligatorie, dove il richiedente deve confermare la veridicità delle informazioni rese e prendere atto degli obblighi di comunicazione in caso di variazioni reddituali, allontanamenti dal territorio italiano o ricoveri presso strutture pubbliche.
A chi spetta l’Assegno sociale e quanto si prende
Prima di concludere, vale la pena riepilogare brevemente a chi spetta l’assegno sociale e qual è l’importo riconosciuto nel 2026, rimandando per un approfondimento completo alla nostra guida dedicata alla misura.
Come anticipato, molti continuano a chiamarla pensione sociale, anche se oggi il riferimento corretto è assegno sociale. La ragione è semplice: si tratta di una prestazione che può essere riconosciuta anche senza aver versato contributi all’Inps, pensata per sostenere chi, una volta raggiunta l’età pensionabile, si trova in una condizione economica di difficoltà.
L’assegno sociale spetta infatti a chi ha almeno 67 anni, risiede stabilmente in Italia e si trova entro determinati limiti di reddito. La misura interviene soprattutto in favore di chi non riesce ad avere una pensione propria, ad esempio perché non ha raggiunto i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia. Tuttavia, può essere utile anche a chi percepisce una pensione molto bassa: in questi casi l’assegno sociale non si somma integralmente al trattamento già percepito, ma può spettare in misura ridotta, così da integrare il reddito entro i limiti previsti.
Dal 1° gennaio 2026, per effetto della rivalutazione dell’1,4%, l’importo dell’assegno sociale è salito a 546,24 euro al mese, riconosciuti per 13 mensilità. Il valore annuo della prestazione è quindi pari a 7.101,12 euro.
Ne hanno diritto in misura intera i soggetti non coniugati privi di reddito e i soggetti coniugati con un reddito familiare inferiore all’importo annuo dell’assegno, quindi sotto i 7.101,12 euro nel 2026. Spetta invece in misura ridotta ai non coniugati con reddito personale inferiore a 7.101,12 euro e ai coniugati con reddito familiare compreso tra 7.101,12 e 14.202,24 euro.
Va ricordato, infine, che l’importo può salire ulteriormente grazie all’incremento al milione, maggiorazione sociale che dal 2026 beneficia anche dell’aumento di 20 euro al mese previsto dalla legge di Bilancio. In presenza dei requisiti, e al compimento dei 70 anni, l’importo massimo può così arrivare fino a 768,29 euro al mese.