Assegno al nucleo familiare (ANF), aggiornati i limiti di reddito: cambiano - per alcune famiglie - anche gli importi mensili. Ecco le nuove tabelle.
Da non confondere con l’Assegno unico universale (Auu), gli Assegni al nucleo familiare (Anf) sono una prestazione Inps che continua a essere riconosciuta, ma solamente a una platea circoscritta, alle famiglie.
Con l’introduzione dell’Auu, infatti, il numero dei beneficiari degli Anf si è ridotto in maniera significativa, ma la misura non è scomparsa. Gli Assegni al nucleo familiare continuano a spettare ai nuclei diversi da quelli con figli e orfanili: di fatto, quindi, ci si riferisce soprattutto ai nuclei composti da coniugi, fratelli, sorelle e nipoti, purché a carico e in possesso delle caratteristiche richieste dalla normativa.
Nonostante la riduzione della platea, l’impianto degli Assegni al nucleo familiare è rimasto lo stesso. Per questo motivo, i limiti di reddito, e di conseguenza gli importi spettanti alle famiglie interessate, vengono aggiornati ogni anno dal 1° luglio, con le nuove tabelle valide fino al 30 giugno dell’anno successivo.
A tal proposito, la nuova circolare Inps n. 61 del 26 maggio aggiorna i livelli reddituali per il periodo compreso tra il 1° luglio 2026 e il 30 giugno 2027, intervenendo in particolare sulle tabelle 19, 20A, 20B, 21A, 21B, 21C e 21D. Un aggiornamento che segue una logica simile a quella prevista per l’Assegno unico: anche per gli Anf, infatti, è prevista una rivalutazione annuale sulla base dell’inflazione accertata nell’ultimo anno solare, pari in questo caso all’1,4%.
L’adeguamento ha l’obiettivo di mantenere invariato il potere d’acquisto della prestazione nonostante l’aumento dei prezzi. Il che non significa che si traduca necessariamente in un aumento dell’importo per tutti, ma può comunque produrre un effetto favorevole per alcune famiglie: con l’innalzamento delle soglie reddituali, infatti, alcuni nuclei che oggi rientrano in una fascia meno conveniente potrebbero accedere a uno scaglione più favorevole, ottenendo così un assegno più alto.
Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio come cambiano le tabelle per gli Assegni al nucleo familiare 2026-2027 e quali sono i familiari per i quali è ancora possibile richiedere la prestazione.
Assegno al nucleo familiare 2026-2027, a chi spetta?
Come anticipato, questa sorta di “bonus” famiglia spetta anche quest’anno, ma con una platea molto più ristretta rispetto al passato: restano esclusi, infatti, i nuclei familiari con figli e quelli orfanili, ormai ricompresi nella disciplina dell’Assegno unico universale.
Nel dettaglio, le tabelle aggiornate, che potete scaricare di seguito, fanno riferimento alle seguenti categorie:
- Tabella 19: nuclei familiari composti solo da maggiorenni inabili diversi dai figli.
- Tabella 20A: nuclei familiari con entrambi i coniugi e senza figli, nei quali sia presente almeno un fratello, una sorella o un nipote inabile.
- Tabella 20B: nuclei monoparentali senza figli, nei quali sia presente almeno un fratello, una sorella o un nipote inabile. Rientrano in questa categoria i richiedenti celibi o nubili, separati, divorziati, vedovi, abbandonati, oppure stranieri con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato.
- Tabella 21A: nuclei familiari senza figli e senza componenti inabili, composti solo dai coniugi oppure da entrambi i coniugi con almeno un fratello, una sorella o un nipote.
- Tabella 21B: nuclei monoparentali senza figli, con almeno un fratello, una sorella o un nipote e senza componenti inabili. Anche in questo caso rientrano i richiedenti celibi o nubili, separati, divorziati, vedovi, abbandonati, oppure stranieri con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato.
- Tabella 21C: nuclei familiari senza figli nei quali sia presente almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile. Si tratta, quindi, di nuclei composti solo dai coniugi oppure da entrambi i coniugi con almeno un fratello, una sorella o un nipote.
- Tabella 21D: nuclei monoparentali senza figli, con almeno un fratello, una sorella o un nipote, nei quali solo il richiedente sia inabile. La categoria riguarda i richiedenti celibi o nubili, separati, divorziati, vedovi, abbandonati, oppure stranieri con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato.
Sono queste, quindi, le categorie per le quali è ancora possibile richiedere l’Assegno al nucleo familiare. Una prestazione che oggi non ha più la funzione generalizzata che aveva in passato, ma che continua a tutelare situazioni familiari particolari, soprattutto quando nel nucleo sono presenti persone inabili oppure familiari diversi dai figli, come fratelli, sorelle e nipoti a carico. Ma di che importi si parla? Scopriamolo.
I nuovi importi degli Anf dal 1° luglio 2026
Come anticipato, per effetto della rivalutazione dell’1,4%, dal 1° luglio 2026 cambiano i limiti di reddito degli Assegni al nucleo familiare. per il quale l’importo riconosciuto dipende dalla composizione del nucleo, e quindi dalla categoria di appartenenza, come pure dalla presenza o meno di componenti inabili e dal reddito familiare annuo.
Per dare un’indicazione sintetica, nelle tabelle relative ai nuclei senza figli e senza componenti inabili, quindi quelle più “ordinarie” tra quelle ancora interessate dagli Anf, l’assegno va da un massimo di 46,48 euro al mese per un nucleo di un solo componente e 82,63 euro per un nucleo di due componenti, fino ad azzerarsi al superamento delle soglie reddituali previste. Per i nuclei con due componenti, ad esempio, l’importo minimo ancora riconosciuto è pari a 10,33 euro mensili nella fascia di reddito più alta utile.
Gli importi crescono invece nei nuclei in cui sono presenti componenti inabili. Nel caso dei nuclei composti solo da maggiorenni inabili diversi dai figli, l’assegno può arrivare fino a 52,91 euro al mese con un componente e 98 euro con due componenti, per poi ridursi progressivamente all’aumentare del reddito familiare. Ancora più favorevoli le tabelle per i nuclei con coniugi senza figli in cui sia presente almeno un fratello, una sorella o un nipote inabile: in questo caso, per i primi scaglioni di reddito, l’importo può arrivare a 107,94 euro mensili con un componente e 156,23 euro con due componenti.
In ogni caso, non c’è un importo unico valido per tutti: per conoscere la cifra spettante bisogna incrociare il reddito familiare annuo con la tabella corrispondente alla propria composizione familiare. Più basso è il reddito e più numeroso - o più fragile - è il nucleo, maggiore sarà l’assegno riconosciuto.
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