Asilo nido gratis per redditi medio-bassi: la promessa di Conte alle famiglie

Per molte famiglie l’iscrizione agli asili nido diventerà gratuita a partire dall’a.s. 2020-2021: lo ha promesso il Premier Giuseppe Conte nel corso del suo discorso alla Camera.

Asilo nido gratis per redditi medio-bassi: la promessa di Conte alle famiglie

Sugli asili nido non possiamo indugiare oltre”; con queste parole il premier Giuseppe Conte ha iniziato ad illustrare il programma del Governo M5S-PD sulla Scuola.

Una delle priorità del Governo Conte (Bis), quindi, riguarderà il rafforzamento del sistema integrato 0-6, in particolar modo per quel che riguarda l’asilo nido.

Nel dettaglio, l’obiettivo fissato dal Premier prevede il rafforzamento dell’offerta e della qualità dell’educazione fin dal nido; un investimento che Conte definisce “strategico” per il futuro della nostra società, dal momento che è qui che si combattono quelle disuguaglianze sociali che si manifestano “già nei primissimi anni di vita”.

Allo stesso tempo l’asilo nido è un importante strumento per le donne, in quanto garantisce loro una completa integrazione nella comunità di vita sociale e lavorativa.

Come spiegato da Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera, è assolutamente necessario “contrastare la falsa mitologia per cui la cura della comunità familiare, dei figli e degli anziani possa rappresentare un ostacolo ad una più intensa partecipazione al mercato del lavoro”.

Raggiungere entrambi gli obiettivi - cura della famiglia e occupazione - è possibile ma solo con:

  • adeguate politiche di offerta di servizi alle famiglie;
  • una coerente distribuzione del carico fiscale;
  • una lotta alla discriminazione di genere.

Ebbene, il progetto che ha in mente il Governo Conte Bis interviene su questi punti, specialmente sui primi due. Già per il 2020-2021, infatti, si cercherà di mettere in atto due provvedimenti che possano risolvere due dei grandi problemi che in questi anni hanno reso impossibile, per alcune famiglie, l’approccio agli asili nido pubblici: la mancanza di posti e la retta insostenibile.

Asili nido: più posti per tutti, retta gratuita per redditi medio bassi

Per quanto riguarda gli asili nido il Governo Conte Bis, nato dall’intesa PD-M5S, intende muoversi in due differenti direzioni:

  • da una parte si impegna - specialmente nel Mezzogiorno - ad incrementare l’offerta dei posti disponibili, così da permettere a più famiglie di iscrivere i propri figli agli asili nido pubblici;
  • dall’altra si adopererà - insieme alle Regioni - per individuare una misura di intervento in favore delle famiglie con redditi medio bassi che possa azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micro nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

Due misure necessarie non solo per far sì che le persone possano conciliare gli impegni lavorativi con quelli connessi alla cura delle famiglie, ma anche per sostenere la natalità e contrastare il declino demografico.

Asili nido gratuiti dal 2020-2021: cosa cambia rispetto ad oggi?

Oggi anche le famiglie meno abbienti pagano l’asilo nido pubblico: è vero sì che la retta è proporzionale al reddito familiare, ma in ogni caso non si arriva mai a zero euro.

Basti vedere quel che accade per il Comune di Roma dove per le famiglie che hanno un reddito che va da 0,00€ a 5.165,00€ annui la retta è pari a:

  • 54,54€ per la fascia oraria 07:00-18:00;
  • 52,07: per la fascia oraria 07:30-18:00;
  • 49,58€ per la fascia oraria 08:00-18:00;
  • 39,67€ per la fascia oraria 09:00-17:00.

Più il reddito sale e più alta sarà la retta: ad esempio, per una famiglia con reddito compreso tra da 9.814,00€ a 10330,00€ il costo per la frequenza al nido- nella fascia oraria 07:00-18:00 - è pari a 114,96€.

Dal 2020-2021, invece, per molte famiglie (i limiti di reddito non sono stati specificati ma Conte ha parlato di fasce medio-basse) la retta per l’asilo nido dovrebbe essere totalmente gratuita.

In realtà già oggi è così: grazie al Bonus Nido (per il quale non è richiesto alcun limite Isee), infatti, le famiglie possono recuperare quanto speso per la frequenza al nido dei propri figli fino ad un massimo di 1.500€ annui.

Fino a 136,36€ mensili, quindi, li paga lo Stato, con il cittadino che qualche mese dopo otterrà il rimborso di quanto speso.

È comunque il genitore a dover anticipare le spese del nido; a tal proposito bisogna considerare che non tutte le famiglie hanno la possibilità economica di anticipare queste spese, ed è per questo che in molti sperano che la promessa fatta di Conte - con la quale l’asilo nido diventerebbe completamente gratuito al di sotto di una determinata (ma non ancora specificata) fascia di reddito - si concretizzi a breve.

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