Appuntamento con gli interessi trimestrali per i titolari del BTP della 3° serie del bond retail della famiglia dei Valore
Siamo ancora nella parte medio-alta dei rendimenti sovrani, nazionali e non, di questo primo scorcio del 2026. La situazione di crisi prima, e di stallo poi in Medio Oriente, ha fatto da detonatore alle aspettative di inflazione e, a cascata, di rialzo dei tassi. Al momento manca una direzione forte e chiara sui mercati, quello che potremmo definire un trend di lungo termine, almeno sui mercati azionari.
Sul comparto obbligazionario, invece, la discesa degli yield al momento sembra essersi interrotta con la fine di febbraio. Intanto sul fronte nazionale c’è che il 5 giugno stacca la cedola il BTP Valore a 6 anni con premio fedeltà dello 0,7%.
Districarsi oggi sui mercati finanziari
Sul comparto obbligazionario, la discesa degli yield partita da aprile dell’anno scorso al momento sembra essersi interrotta con la fine di febbraio. Un discorso che vale tanto per bond denominati in euro che nelle principali altre valute mondiali. Oggi il BTP 10Y rende sul 3,77% (dati: Investing), mentre i corrispondenti titoli francese, tedesco e spagnolo rendono, nell’ordine, il 3,66%, il 3,02% e il 3,45%. Grandi linee possiamo dire che ci troviamo nel range 3-4% su questa scadenza per tutti gli emittenti sovrani dell’Eurozona.
Tuttavia, anche i rendimenti dei titoli di Stato non denominati in euro sono cresciuti, a partire dalla situazione americana. I Treasury a 10 anni rendono intorno al 4,5% attestandosi così nella parte alta degli ultimi anni. Decisamente peggio la situazione Oltremanica, con il Gilt 10Y in area 4,92% in parziale recupero rispetto ai picchi delle settimane scorse. In entrambi i casi (USA e UK) pesa il sentiment degli operatori sul ritorno imperioso dell’inflazione nei rispettivi Stati e quindi di tassi più elevati.
Ad ogni modo si vive di market movers (dati e variabili macroeconomiche) e “colpi di scena”, un quadro a cui non potrà sottrarsi il piccolo investitore. Letta in questi termini, ci si chiede quale titolo, su quale timeframe e in che periodo storico investire o uscire dall’asset class? Purtroppo nessuno possiede la risposta.
La cedola trimestrale del BTP Valore della 3° serie
Passando dall’incerto al certo, ecco intanto il nuovo stacco cedola per il bond retail della 3° serie dei titoli Valore. Si tratta del primo dei due Valore del ‘24 collocato dal 26 febbraio al 1° marzo (3° serie) e l’altro a maggio (la 4°).
Il Valore Mz30 ha data di godimento e regolamento 5/03/’24 e scadenza allo stesso giorno del 2030, 6 anni in origine scissi in due trienni. Al momento siamo nella seconda metà del primo step, ossia al 3° e ultimo anno del 1° triennio. Per farla più semplice, sarà dal 5 giugno 2027 che arriveranno le cedole più ricche della serie.
A proposito di tassi, quelli nominali annui definitivi previsti dall’emittente in origine furono del 3,25% p.a. nel 1° step e del 4,00% p.a. nel 2°. Ancora per quest’anno (date di stacco: 5 di giugno, settembre, dicembre e marzo) il bond pagherà lo 0,8125% lordo trimestrale del capitale nominale sottoscritto e ancora posseduto.
Solo a naturale scadenza, ossia il 5 marzo 2030, arriverà il premio extra finale di fedeltà dello 0,7% per i soli titolari dell’ISIN speciale IT0005583478. Nessuna extra cedola per i titolari dell’ISIN ordinario IT0005583486.
Quanto rende oggi il BTP Valore Mz30?
Nella mattinata di giovedì 4 giugno il titolo passa di mano a 102,20 centesimi, sopra la pari. Vuol dire che per sottoscrivere 1.000 € di nominale servono 1.022 € più altri euro alla propria banca per la commissione d’acquisto. A scadenza si perderanno quei 22 € di sovrapprezzo pagati oggi, dato che il Tesoro rimborsa a 100, alla pari.
Ai corsi attuali l’effettivo annuo lordo a scadenza è del 3,25%, per un netto totale da qui al termine del 10,2-10,3% circa. Sicuramente è stato più conveniente acquistarlo in emissione, quando gli yield erano più ricchi anche in rapporto alla durata in origine, e c’era anche il premio fedeltà. Alternativamente, a marzo scorso quando ha rasentato quota 101 (prezzo minimo annuo a 101,07), mentre il massimo è stato a 104,49.
Di contro oggi presenta una discreta duration modificata a 3,41. Difficile, cioè è possibile ma poco probabile, che i corsi sprofonderanno sotto cento visto il contrarsi della vita residua e il passaggio di step prossimo in arrivo. Tra 9 mesi il titolo sarà un BTP con cedola lorda annua al 4%, tanta roba ai contesti attuali.
Il 5 giugno stacca la cedola il BTP Valore a 6 anni con premio fedeltà dello 0,7%
Nel complesso può dirsi soddisfacente la scelta di chi, 2,35 anni fa, decise di sottoscriverlo in emissione. L’obbligazione ha sempre ben tenuto le quotazioni di mercato sul secondario e ad oggi ha staccato discrete cedole, in attesa del salto di step. Invece chi lo avesse nel frattempo liquidato ha incassato la plusvalenza maturata al tempo della rivendita, con il massimo storico formato a febbraio 2026.
Quest’ultima circostanza accomuna i BTP Valore delle prime 4 serie, ossia un massimo storico formatosi intorno alla metà della vita fruttifera. Per il Valore Gn27 e l’Oct28 è difficile che i prezzi vadano a ritestare i massimi storici o ne formino di nuovi. Invece per i due nati nel 2030 i giochi non sono ancora conclusi, e non è detto che i massimi possano ritornare in futuro. Discorso invertito, infine, per i Valore emessi nel ’25 e nel ’26, dove le quotazioni hanno finora navigato intorno alla parità. Tuttavia, avranno ancora modo e tempo di dispiegare tutta la loro potenza, sempre che le future condizioni di mercato lo consentano. Diversamente, addio speranze di veder decollare anche i loro corsi sopra la parità.
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