Apple ha annunciato ufficialmente un nuovo accordo strategico con Broadcom per la produzione di chip. Sul piatto ci sono 30 miliardi di dollari USA.
Nelle scorse ore, Apple ha diramato un comunicato stampa in cui annuncia un nuovo accordo del valore di 30 miliardi di dollari per la progettazione di chip prodotti direttamente negli Stati Uniti da Broadcom. Si tratta di un’iniziativa ambiziosa, che rientra nell’impegno di Apple a diversificare le fonti di approvvigionamento dei suoi componenti. Anche per sostenere la produzione nazionale di chip, un obiettivo in linea con la politica di Donald Trump.
Broadcom è un’azienda che produce processori per la connettività wireless, così da dare modo ai dispositivi di collegarsi alle reti Wi-Fi, mobile e al bluetooth. Non parliamo dunque di componenti per la memoria RAM o per lo storage, diventati costosi dopo il boom dell’AI e che hanno obbligato Apple ad aumentare i prezzi.
Gli obiettivi di Apple
Se l’aumento dei costi di chip per la memoria RAM sono la causa principale dell’incremento dei prezzi per i suoi device di punta, c’è anche un altro fattore da tenere in considerazione: i dazi doganali, saliti di miliardi di dollari a trimestre. Un fattore che ha spinto l’azienda californiana a lavorare per riportare in patria la produzione di alcune componenti.
Oltre a voler sostenere la produzione di chip negli USA, Apple ritiene ormai sempre più necessario diversificare la propria catena di approvvigionamento per ridurre il legame coi produttori taiwanesi di chip da cui dipende la fabbricazione dei processori che alimentano iPhone, iPad e Mac.
Proprio lo scorso mese, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato un accordo da 9 miliardi di dollari tra Apple e Intel per l’acquisto di processori di produzione americana, in cui il governo federale aveva investito 8,9 miliardi di dollari. L’accordo con Broadcom porterà alla produzione di altri 15 milioni di chip e consentirà all’azienda di investire 1,5 miliardi per espandere e modernizzare i suoi impianti di produzione a Fort Collins, in Colorado.
Il piano “American Manufacturing Program”
L’American Manufacturing Program (AMP) è un’iniziativa strategica firmata Apple che punta a dare nuova linfa alle fabbriche e alle linee di assemblaggio negli Stati Uniti. Questa accelerazione dal punto di vista industriale prevede un investimento complessivo di 600 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, all’interno del territorio americano.
Apple ad oggi non gestisce direttamente le fabbriche, ma finanzia e collabora con i più grandi fornitori per poter espandere i loro stabilimenti in America. Ne è un esempio l’accordo con Broadcom di cui abbiamo parlato, ma non solo. L’OEM di Cupertino ha infatti dedicato uno stabilimento in Kentucky a Corning per la produzione di smart glass che verrà usato sugli iPhone e sugli Apple Atch.
Con Bosch si collabora per la produzione di chip dedicati alle funzioni di tracciamento delle attività, mentre Cirrus Logic e GlobalFoundries collaborano a New York per la creazione dei semiconduttori che alimentano la tecnologia Face ID. E ancora, presto TDK avvierà per la prima volta la produzione di sensori negli USA, inclusi quelli per la stabilizzazione delle fotocamere degli iPhone.