Apple collaborerà con Intel per la produzione di chip negli Stati Uniti. L’annuncio di Trump

P. F.

19 Giugno 2026 - 11:51

Donald Trump annuncia l’accordo tra Apple e Intel per produrre chip negli Stati Uniti, spinta al rilancio del gruppo di Santa Clara. Il titolo Intel vola del 7% al massimo storico.

Apple collaborerà con Intel per la produzione di chip negli Stati Uniti. L’annuncio di Trump

Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e fabbricare i propri chip negli Stati Uniti. Ad annunciarlo è stato giovedì 18 giugno il presidente statunitense Donald Trump, in quella che si configura come una spinta importante per gli sforzi del colosso tecnologico americano di rilanciare il proprio business.

Un’eventuale commessa di Apple assicurerebbe a Intel una domanda costante da parte di uno dei maggiori gruppi mondiali dell’elettronica di consumo, con benefici su reputazione e ricavi nel momento in cui l’azienda punta a ridurre il distacco dalla rivale TSMC, leader globale della produzione di chip su commessa.

Apple e Intel, l’intesa per i chip prodotti negli Stati Uniti

Per Apple l’accordo aiuterebbe a diversificare la base produttiva e ad ampliare la capacità di fornitura di semiconduttori in una fase in cui il partner chiave TSMC è sotto pressione per la crescente richiesta dei produttori di chip destinati all’intelligenza artificiale come Nvidia e AMD.

Interpellate da Reuters, Apple e Intel non hanno fornito un commento immediato. Le azioni Intel sono però salite del 7% nella giornata di gioved’, toccando un massimo storico, in aggiunta al rialzo che ha già triplicato il loro valore dall’inizio dell’anno, mentre il titolo Apple ha guadagnato lo 0,8%.

Secondo quanto riferito a maggio dal Wall Street Journal, Intel aveva raggiunto un’intesa preliminare per realizzare alcuni componenti per Apple dopo oltre un anno di trattative.

Le dichiarazioni di Trump sul rilancio di Intel

Nel messaggio pubblicato su Truth Social Trump ha rivolto un duro attacco ai suoi predecessori, ai quali ha imputato la perdita della produzione interna di fabbriche di semiconduttori. “Presidenti stupidi hanno dato per scontata la nostra economia e hanno lasciato che Taiwan e altri ci rubassero le fabbriche di semiconduttori”, ha scritto il presidente, per poi aggiungere: «Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e costruire i suoi chip in America».

Trump ha spiegato le ragioni del proprio impegno a favore dell’azienda, di cui il governo statunitense detiene una quota del 10%. “Ho deciso di aiutare Intel perché abbiamo bisogno di progettare e costruire i nostri chip proprio qui in America”, ha dichiarato.

Il presidente ha poi elencato i passi già compiuti per rafforzare l’industria dei chip nazionale. “Per prima cosa abbiamo contribuito a portare Nvidia, che ha accettato di costruire i suoi chip di primo livello con Intel”, ha affermato. “Poi Elon ha accettato di costruire la sua TerraFab, la più grande fabbrica di chip al mondo, progettata insieme al team tecnologico di Intel”. Il progetto TerraFab, riconducibile a Elon Musk, rappresenta il primo grande impegno esterno per l’attività di fonderia di Intel, che in precedenza aveva fabbricato chip soltanto per i propri prodotti.

Intel ha fornito i processori per i computer portatili Mac per circa quindici anni, fino al 2020, quando Apple è passata ai propri chip della serie M prodotti da TSMC. A quel passaggio viene ricondotto il miglioramento delle vendite dei Mac. Lo scorso aprile l’azienda di Santa Clara aveva conquistato Tesla come primo grande cliente del suo processo produttivo 14A di nuova generazione, la cui produzione di massa è attesa per il 2029.

La quota del governo americano in Intel

L’anno scorso Trump aveva chiesto le dimissioni del CEO di Intel, Lip-Bu Tan, per i suoi legami con la Cina, prima di annunciare l’intesa che ha reso lo Stato il principale azionista di Intel. In seguito lo stesso presidente aveva dichiarato che “avrebbe dovuto chiedere di più” in termini di partecipazione, a otto mesi dal momento in cui la quota pubblica nel gruppo aveva superato i 50 miliardi di dollari di valore.

L’amministrazione americana ha intensificato l’azione per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento statunitensi nei minerali critici e nei semiconduttori, anche tramite l’acquisizione di partecipazioni nelle aziende, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla Cina.