Ape sociale 2021, novità: ecco come cambia con la Legge di Bilancio

Ape sociale: confermato per il 2021 il trattamento per l’anticipo sulla pensione con la Legge di Bilancio, ma con una novità che riguarda i requisiti dei beneficiari. Vediamo come cambia.

Ape sociale 2021, novità: ecco come cambia con la Legge di Bilancio

Ape sociale 2021, novità in arrivo perché la misura per la pensione, sebbene semplicemente prorogata con la Legge di Bilancio, cambia in un aspetto fondamentale.

Per capire come basta guardare al testo in bozza della Legge di Bilancio 2021 che dedica al sistema per anticipare la pensione a 63 anni.

Insieme ad Ape sociale per il 2021 viene riconfermata con la Legge di Bilancio anche Opzione donna la misura per la pensione anticipata delle lavoratrici dipendenti e autonome.

Sebbene Ape sociale sia dedicata solo ad alcune categorie di lavoratori, per il 2021 la novità consiste proprio in un ampliamento della platea di beneficiari come formalizzato dal testo della Legge di Bilancio.

Ape sociale 2021, novità: nuovi beneficiari con la Legge di Bilancio

Le novità per Ape sociale nel 2021 riguardano i nuovi beneficiari introdotti dalla Legge di Bilancio in bozza e in particolare nel Titolo dedicato a Lavoro, Famiglia e Politiche sociali. L’articolo 60 del testo è dedicato alla proroga di Ape sociale e recita testualmente:

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

  • a) Al comma 179, all’alinea, le parole: «31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021»;
  • b) Al comma 186 le parole: “323,4 milioni di euro per l’anno 2021, di 101,2 milioni di euro per l’anno 2022 e di 6,5 milioni di euro per l’anno 2023” sono sostituite dalle seguenti: “411,1 milioni di euro per l’anno 2021, di 285,1 milioni di euro per l’anno 2022, di 169,3 milioni di euro per l’anno 2023, di 119,9 milioni di euro per l’anno 2024, di 71,5 milioni di euro per l’anno 2025 e di 8,9 milioni di euro per l’anno 2026”. 2. Le disposizioni di cui al secondo e al terzo periodo del comma 165 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2021.

A spiegare nel dettaglio come cambia Ape sociale nel 2021 è la relazione illustrativa. Ape sociale più che una forma di pensione anticipata rappresenta un trattamento per congedarsi a 63, ed è di fatto uno scivolo per raggiungere i 67 anni per la pensione di vecchiaia.

Per accedere ad Ape sociale pertanto, e anche per il 2021, non basta avere 63 anni, ma bisogna anche appartenere a una determinata categoria di lavoratori tra cui i disoccupati.

Con la Legge di Bilancio 2021, come spiega la relazione illustrativa che accompagna il testo, la novità normativa riguarda proprio i disoccupati stabilendo che potranno pertanto accedere ad Ape sociale 2021 anche coloro che non hanno percepito l’indennità di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo.

Ape sociale 2021: requisiti

Per Ape sociale 2021, che viene prorogata fino al 31 dicembre 2021 dalla Legge di Bilancio, i requisiti restano i medesimi in vigore, salvo per la categoria dei disoccupati.

Ape sociale, come abbiamo detto, consiste in un’indennità corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. L’importo è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso ad Ape sociale se inferiore a 1.500 euro o pari a 1.500 euro se superiore, anche per il 2021.

Per accedere ad Ape sociale anche per il 2021 occorre avere 63 anni e 30 o 36 anni di contributi a seconda della categoria di appartenenza.

Le categorie che possono beneficiare di Ape sociali, alle quali si aggiungeranno per il 2021 anche altri beneficiari, sono:

  • disoccupati che hanno cessato integralmente, al momento della domanda, di ricevere le prestazioni per gli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi. Il requisito contributivo è di almeno 30 anni;
  • soggetti con invalidità civile pari o superiore al 74% con almeno 30 anni di contributi;
  • persone che assistono parenti di primo grado con disabilità grave con almeno 30 anni di contributi i cosiddetti caregiver;
  • lavoratori occupati in attività gravose con almeno 36 anni di contributi. Questi per beneficiare dell’anticipo pensionistico gratuito devono dimostrare di aver svolto un’attività gravosa per almeno 6 anni negli ultimi 7, o per almeno 7 negli ultimi 10.

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