Pensione, chi ci va prima: differenza tra gravosi e usuranti

Simone Micocci

13 Maggio 2021 - 16:30

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Chi va prima in pensione? Ci sono differenze tra i cosiddetti lavori usuranti e gravosi e a seconda della categoria di appartenenza sono previste delle diverse misure di flessibilità.

Pensione, chi ci va prima: differenza tra gravosi e usuranti

Tra le categorie che vanno prima in pensione ci sono i cosiddetti gravosi e usuranti. Due termini che si assomigliano, anche etimologicamente, ma che nell’ambito delle pensioni hanno due significati differenti.

È molto importante capire qual è la differenza tra gravosi e usuranti, poiché a seconda dell’appartenenza all’una o all’altra categoria c’è la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione.

Vi anticipiamo che tra le due categorie è quella dei gravosi ad avere maggiori possibilità di andare prima in pensione. Sono diverse, infatti, le misure di flessibilità a cui coloro che hanno ha ricoperto una mansione definita gravosa - e riconosciuta come tale - possono accedere.

Pensioni: elenco usuranti e gravosi

Se pensavate che non ci fosse alcuna differenza tra lavoratori gravosi e usuranti vi sbagliavate. È vero, infatti, che si tratta in entrambi i casi di lavori particolarmente faticosi ma si tratta di due categorie separate e distinte.

A descrivere i lavori che fanno parte dei gravosi e quelli che invece si considerano usuranti sono due differenti norme di legge. Nel dettaglio, per gli usuranti si fa riferimento all’articolo 1 del dlgs 67/2011, dove si considerano tali le seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
  • lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti: con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

Per poter beneficiare delle agevolazioni riconosciute agli usuranti, delle quali vi parleremo di seguito, è necessario che le suddette mansioni siano state svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10, o comunque per la metà della vita lavorativa.

I lavori gravosi vengono invece indicati nella legge 232/2016 (la finanziaria 2017): qui ce ne sono 11 ma con la legge 205/2017 sono state aggiunte altre 4 attività. Ad oggi, dunque, sono 15 le categorie dei cosiddetti gravosi:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelle e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzati in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto a servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell’agricoltura, zootecnia e pesca,
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature, non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al dlgs n. 67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Per beneficiare delle seguenti agevolazioni è necessario che l’attività gravosa sia stata svolta per almeno 6 anni negli ultimi 7 o comunque per almeno 7 anni negli ultimi 10.

Pensione, chi ci va prima: differenza tra gravosi e usuranti

Sia ai lavoratori gravosi che agli usuranti è stata riconosciuta la possibilità di andare prima in pensione. Ad esempio, entrambi possono accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 66 anni e 7 mesi di età (al netto dunque dell’ultimo adeguamento con le aspettative di vita) ma a patto che ci siano almeno 30 anni di contribuzione versati.

Per i gravosi ci sono altre due agevolazioni:

  • possibilità di smettere di lavorare al compimento dei 63 anni, ma con almeno 36 anni di contributi, accedendo all’Ape Sociale. Si ricorda che per il momento questa misura è in scadenza il 31 dicembre 2021;
  • se allo stesso tempo oltre ad essere gravosi si è anche dei lavoratori precoci (ossia sono stati maturati 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni) questi possono accedere alla pensione indipendentemente dall’età con soli 41 anni di contributi (aspettando però una finestra mobile di tre mesi). Questa si definisce Quota 41.

Per i lavoratori usuranti, invece, esiste la cosiddetta Quota 97,6. Nel dettaglio, per i lavoratori dipendenti è previsto l’accesso alla pensione a 61 anni e 7 mesi di età a fronte di 35 anni di contributi. Per i lavoratori autonomi, invece, l’età minima è di 62 anni e 7 mesi (si parla quindi di Quota 98,6).

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