Pensione a 62 anni: quando e come è possibile

Con l’introduzione di Quota 100 chi ha 62 anni può andare in pensione se nel contempo ha maturato 38 anni di contributi. In alternativa si può ricorrere a Quota 41 o anche alla pensione anticipata.

Pensione a 62 anni: quando e come è possibile

Se 62 anni vi sembra un’età ragionevole per andare in pensione questo è l’articolo giusto per voi: alla luce delle ultime novità introdotte sul fronte pensioni, infatti, vi spiegheremo quali sono le migliori soluzioni possibili per ritirarsi dal lavoro e percepire una pensione non oltre il compimento dei 62 anni di età.

Quando si parla di pensione a 62 anni viene subito da pensare alla tanto chiacchierata Quota 100, ossia la nuova misura per il pensionamento anticipato con cui il Governo Lega-Movimento 5 Stelle ha reso più flessibile l’uscita dal lavoro permettendo a coloro che hanno maturato 38 anni di contribuzione di andare in pensione con cinque anni di anticipo rispetto a quanto previsto per la pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 di contribuzione).

Ma non c’è solo Quota 100 che permette ai lavoratori di andare in pensione all’età di 62 anni: si può fare altrimenti, infatti, anche quando si soddisfano i requisiti previsti per Quota 41 e la pensione anticipata Inps, nonostante non sia semplice che questo accada.

Per Quota 41, infatti, bisogna essere dei lavoratori precoci e rientrare in una categoria tra disoccupati, invalidi, caregivers e lavoratori usuranti e gravosi; per la pensione anticipata, invece, bisogna aver iniziato a lavorare da giovani e aver mantenuto una carriera lavorativa stabile visto che il requisito contributivo richiesto è piuttosto elevato.

C’è poi una quarta opzione, ma riservata alle lavoratrici: l’Opzione Donna, prorogata dalla Legge di Bilancio 2019.

Quindi se avete o state per compiere i 62 anni e siete stanchi di lavorare vi interesserà sapere come fare per andare in pensione: ecco tutte le opzioni possibili partendo dalla nuova Quota 100 (che ricordiamo sarà valida solo per il triennio 2019-2021).

In pensione a 62 anni con Quota 100

Quota 100 è la misura che consente di andare in pensione anticipata al compimento del 62° anno di età. Questa opzione prevede anche un requisito contributivo fisso che indipendentemente dall’età è pari a 38 anni.

Per andare in pensione con Quota 100, quindi, bisogna avere 62 anni di età e 38 anni di contributi, con la somma che dà come appunto come risultato 100.

l requisito contributivo non varia con l’avanzare dell’età: quindi anche chi nel 2019 compirà 63 anni dovrà soddisfare 38 anni di contributi per andare in pensione (quindi si parla di Quota 101), così come chi ha 64, 65 e 66 anni. A 67 anni, invece, basta avere 20 anni di contributi per andare in pensione visto che in tal caso si potrà accedere alla pensione di vecchiaia.

Per chi ricorre a Quota 100 per anticipare il pensionamento non si applicano riduzioni o penalizzazioni sull’assegno previdenziale, quindi non dovete temere per un taglio della pensione.
Ricordiamo comunque che con Quota 100 la pensione decorre dopo diversi mesi dal raggiungimento dei requisiti: per i lavoratori dipendenti del settore privato, infatti, è prevista una finestra mobile trimestrale, mentre per i dipendenti pubblici questa è semestrale.

Pensione anticipata

A 62 anni è possibile, ma non semplice, soddisfare i requisiti per accedere alla pensione anticipata Inps. Per questa misura non è richiesta un’età anagrafica precisa, poiché basta aver maturato un determinato numero di contributi.

Nel dettaglio, per il 2019 il requisito è:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Per accedere alla pensione anticipata nel 2019, quindi, bisogna aver iniziato a lavorare almeno all’età di 19 anni (20 anni per le donne) e aver mantenuto una carriera lavorativa stabile e senza interruzione alcuna.

Non c’è stato alcun incremento dei requisiti nel 2019 - come invece è stato per la pensione anticipata - tuttavia per bilanciare il fatto che sulla pensione anticipata non sono stati applicati gli adeguamenti con le aspettative di vita è stata introdotta una finestra mobile trimestrale: anche in questo caso, quindi, la pensione decorre dal terzo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti.

In pensione a 62 anni con Quota 41

Tra le misure che il Governo avrebbe dovuto attuare nella riforma delle pensioni c’è l’estensione della Quota 41 per tutti i lavoratori; così non è stato per mancanza di risorse, ma fonti interne alla maggioranza assicurano che se ne riparlerà per il 2021.

Ci sono dei lavoratori, però, che già oggi possono accedere alla Quota 41 per cui, come si può facilmente intuire dal nome, per andare in pensione basta avere 41 anni di contributi.

Soddisfare il requisito contributivo, però, non è sufficiente: parimenti, infatti, bisogna essere dei lavoratori precoci (ossia aver maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età) e rientrare in uno dei seguenti profili di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi al 74%;
  • caregivers (assistere parenti invalidi);
  • lavoratori usuranti o gravosi.

I requisiti per accedere alla Quota 41 quindi sono molto restrittivi, ecco perché i lavoratori hanno chiesto con forza un ampliamento della platea dei beneficiari per i prossimi anni. Un appello che per il momento non è stato accolto, nonostante la promessa di un provvedimento ad hoc da parte del Governo.

In pensione a 62 con Opzione Donna

Come si intuisce dal nome, questa misura è riservata esclusivamente alle donne.

L’Opzione Donna è una misura sperimentale che il Governo ha deciso di prorogare anche per il 2018 consentendo alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 58 anni (un anno in più per le autonome) purché abbiano maturato 35 anni di contributi. Questi requisiti, però devono essere stati maturati entro

Chi ha 62 anni, quindi, rientra abbondantemente in questa misura, sempre se ovviamente ha maturato i 35 anni di contributi previsti. È bene sottolineare, però, che si può accedere ad Opzione Donna ad una condizione: accettare il ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale che, a seconda della posizione contributiva dell’interessata, può comportare una penalizzazione più o meno elevata.

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1 commento

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Arcadius • 2 giorni fa

Salve ho 63 anni compiti sono invalido al 100 % 100 attualmente percepisco pensione I. O non lavorando ho maturato 36 anni di contributi con azienda elettrica nazionale più 50 settimane tra i 18 e i 21 anni vorrei sapere se posso accedere con tali contributi accedere a quota 100 o a pensione di invalidità totale.
Grazie mille per la disponibilità
Arcadius

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