Anche l’Indonesia avvia la sua guerra dei dazi: tariffe dal 100 al 200% sull’import cinese

Federico Giuliani

11 Luglio 2024 - 06:08

L’obiettivo della mossa di Jakarta? Mitigare gli effetti dello scontro in corso tra Usa e Cina. Quali sono i beni finiti nel mirino del governo indonesiano.

Anche l’Indonesia avvia la sua guerra dei dazi: tariffe dal 100 al 200% sull’import cinese

La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina ha spinto l’Indonesia ad attuare, a sua volta, tariffe dal 100 al 200% sull’importazione di alcuni beni cinesi. L’obiettivo di questa mossa? Mitigare gli effetti dello scontro in corso lungo l’asse Washington-Pechino.

Il ministro del Commercio indonesiano, Zulkifli Hasan, ha spiegato che la nuova politica entrerà in vigore una volta emanata la relativa regolamentazione, aggiungendo che la Trade War che coinvolge Cina e Occidente sta causando un eccesso di offerta oltre la Muraglia. La conseguenza di un simile fenomeno è semplice: Pechino, non potendo più esportare i propri beni nei ricchi mercati occidentali, è costretta a reindirizzare l’export altrove, Indonesia compresa.

“Se dovessimo essere inondati di (beni importati), le nostre micro, piccole e medie imprese potrebbero crollare”, ha affermato ancora lo stesso Hasan.

Jakarta, la più grande economia del sud-est asiatico, aveva iniziato, alla fine del 2023, a rafforzare il monitoraggio di oltre 3mila beni importati (dagli ingredienti alimentari ai prodotti elettronici e chimici), salvo poi fare retromarcia dopo che l’industria nazionale aveva fatto presente alle autorità politiche che il provvedimento stava ostacolando l’import del flusso di materiali necessari alle loro attività. Adesso il governo ha deciso di cambiare strategia.

I dazi dell’Indonesia: cosa si nasconde dietro la mossa di Jakarta

Per quale motivo l’Indonesia ha iniziato a temere proprio adesso di essere travolta dalle importazioni cinesi? Due sono le ragioni principali. La prima: le tensioni tra Occidente e Cina sono schizzate alle stelle nelle ultime settimane. La prospettiva che lo scontro possa aggravarsi non piace affatto al governo indonesiano, che teme di essere una vittima dei danni collaterali di questa Trade War.

C’è poi una seconda motivazione che riguarda le elezioni americane: nel caso in cui dovesse vincere Donald Trump, è lecito supporre un ulteriore inasprimento dei dazi americani sui beni cinesi. Con le stesse conseguenze sopra riportate amplificate all’ennesima potenza.

Ma quali settori saranno toccati dai dazi indonesiani? Il ministro Hasan ha spiegato che presto saranno imposte tariffe che potrebbero avere ripercussioni sulle importazioni di calzature, abbigliamento, prodotti tessili, cosmetici e ceramiche. Il Comitato indonesiano per le salvaguardie commerciali sta analizzando la situazione per determinare le aliquote dei dazi.

Quali Paesi saranno colpiti dalla mossa di Jakarta? Il piano indonesiano è un chiaro tentativo di chiudersi a riccio in anticipo, in vista di eventuali tempeste. La Cina, in ogni caso, subirà gli effetti primari di queste tariffe, così come potrebbero farlo Vietnam e Bangladesh, dai quali l’Indonesia importa principalmente abbigliamento e accessori connessi al settore moda.

Prepararsi al peggio

L’Indonesia intende insomma prepararsi al peggio. Dove peggio coincide con la vittoria di Trump negli Usa e l’acuirsi delle tensioni sino-americane.

“Gli Stati Uniti possono imporre una tariffa del 200% sulle ceramiche o sui vestiti importati; possiamo farlo anche noi per garantire che le nostre PMI e le nostre industrie sopravvivano e prosperino”, ha detto dal canto suo Hasan.

Rudy Setiawan, analista senior di MNC Sekuritas, ha intanto messo in guardia dall’impatto della guerra commerciale sui prezzi del nichel, una delle principali materie prime dell’Indonesia. Si dà il caso che il prodotto di punta della Cina coincidano con i veicoli elettrici (EV), che richiedono nichel indonesiano. Ebbene, Jakarta teme che un aumento delle tariffe di importazione sugli EV made in China agli Stati Uniti possa causare un calo dei prezzi del prezioso materiale, con danni alla propria economia nazionale.

Nell’attuale contesto, ricco di numerosi e improvvisi sviluppi, il richiamato Hasan ha fatto capire che per l’Indonesia è necessario creare un meccanismo di gestione economica più appropriato, sia per garantire i benefici dell’industria manifatturiera nazionale che per evitare l’impatto della concorrenza commerciale tra grandi Paesi.