Anche FMI richiama l’Italia: non tocchi le riforme

Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme sull’Italia ed esorta il Belpaese a lavorare senza intaccare le riforme su pensioni e mercato del lavoro

Anche FMI richiama l'Italia: non tocchi le riforme

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha ammonito l’Italia esortandola a non toccare le riforme già approvate e a lavorare senza danneggiare la sostenibilità del debito pubblico.

Dopo aver tagliato le previsioni sul commercio mondiale il FMI ha scelto di confermare quelle sul Belpaese sottolineando però le preoccupazioni derivanti dalle ultime discussioni sul Def e sulla futura manovra di bilancio.

Al centro del dibattito di nuovo le riforme che il governo gialloverde pare pronto a sradicare, prima fra tutte quella sulle pensioni. Secondo il FMI se l’Italia compierà passi indietro in tal senso gli spread si allargheranno e la sostenibilità del debito sarà messa di nuovo in discussione.

FMI su Italia ed economia mondiale: le stime di crescita

Come già affermato qualche mese fa dal Fondo, l’economia italiana crescerà dell’1,2% nel corso dell’anno corrente. Nel 2019, invece, il Pil del Belpaese frenerà, avanzando di un più modesto 1,0%.

Dopo aver confermato le previsioni sull’Italia, il FMI ha però rivisto quelle sull’economia globale che a sua detta crescerà del 3,7% sia nel 2018 che il prossimo anno. I venti di guerra commerciale continueranno a pesare sull’outlook, mentre i mercati emergenti risentiranno ancora di condizioni finanziarie meno accomodanti e dei crescenti deflussi di capitale.

Occhio alle riforme

Le dichiarazioni del FMI hanno trovato terreno fertile nelle recenti dinamiche dei Btp. Per dirla con le stesse parole dell’Organizzazione, una nuova discesa delle quotazioni dei titoli di Stato peggiorerà la dinamica del debito italiano, e potrebbe dar vita ad un effetto contagio tale da innescare di nuovo quel circolo vizioso tra debito sovrano e istituti di credito.

L’Italia, ha tuonato il FMI, dovrà lavorare al mantenimento delle riforme già attuate e dovrà evitare indesiderate inversioni di tendenza. Sradicare quanto promosso sia sul fronte lavoro che sul fronte pensioni potrebbe non soltanto danneggiare il debito pubblico, ma determinare nuovi forti allargamenti degli spread.

Secondo il Fondo, il rapporto deficit/Pil si attesterà all’1,7% sia nel 2018 che nel 2019 contro l’1,6% e lo 0,9% previsti ad aprile. Il quadro stimato porterebbe il debito italiano al 130,3% nel 2018 e al 128,7% nel 2019.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Italia

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.