Analisi indici: il Def pesa sulle banche italiane, cosa attendersi ora dal FTSE Italia Banks?

Le quotazioni dell’indice delle banche quotate a Piazza Affari soffrono l’avversione al rischio degli investitori dopo l’accordo sul rapporto deficit/pil raggiunto dal Governo Lega-M5S

Analisi indici: il Def pesa sulle banche italiane, cosa attendersi ora dal FTSE Italia Banks?

Seduta all’insegna delle vendite per le banche italiane, con le quotazioni dell’indice FTSE Italia Banks che sintetizzano egregiamente l’avversione al rischio verso l’Italia da parte degli investitori internazionali. Al momento i corsi dell’indice mostrano un calo del 5,40%.

A penalizzare le quotazioni delle banche italiane l’accordo raggiunto da parte dell’esecutivo nella serata di ieri relativo alla decisione di portare il rapporto deficit/pil al 2,4% nel triennio 2019-2021. La scelta attuata dall’esecutivo Lega-M5S sta penalizzando i titoli di Stato, così come mostra l’allargamento dello spread Btp-Bund e conseguentemente anche il comparto bancario del Belpaese, storicamente ricco di titoli del debito pubblico italiano in portafoglio.


FTSE Italia Banks, grafico settimanale. Fonte: Bloomberg

Il tutto si inserisce in un contesto tecnico/grafico già difficile. L’analisi del chart settimanale evidenzia come i corsi dell’indice non godano di buona salute da diverso tempo.

L’impulso rialzista iniziato la prima settimana di luglio 2016, evidenziato dalla linea di tendenza ascendente che ha sostenuto i corsi fino a maggio 2018, ha infatti riportato le quotazioni in prossimità della strategica soglia resistenziale di matrice statica lasciata in eredità dai minimi del novembre 2014 e gennaio 2015. Violata al ribasso a fine gennaio 2016, da allora detta soglia resistenziale ha sempre ostacolato le velleità rialziste dell’indice. A dimostrarne la strategicità la serie di top registrati in prossimità dei 12.485 punti a cavallo tra gennaio e metà maggio di quest’anno.

Proprio nel corso dell’ottava del 14-178 maggio le quotazioni del FTSE Italia Banks hanno rotto al ribasso i supporti dinamici forniti dalla trendline che accompagnava il rialzo del paniere dai minimi del 2016. Il segnale di vendita è stato molto importante: oltre alla presenza delle già citate resistenze statiche di area 12.485 punti, la violazione al ribasso della trendline ha fatto seguito al test, durato ben 4 ottave, delle resistenze dinamiche offerte dalla linea di tendenza ribassista tracciata con i massimi decrescenti della settimana chiusa il 24 luglio 2015 e 27 aprile 2018.

Negli ultimi mesi a deteriorare ulteriormente il quadro tecnico la discesa dei corsi sotto i supporti statici di area 10.800 punti. Il livello, violato al ribasso nell’ultima settimana di maggio, è stato ritestato in occasione dei top di inizio agosto. La successiva discesa delle quotazioni ha così portato alla rottura della trendline ascendente ottenuta unendo i minimi settimanali di tutte le ottava da giugno a fine luglio. I massimi di questa settimana e della scorsa hanno portato al completamento del pullback di questa linea di tendenza, rotta al ribasso nell’ottava 6-10 agosto.

Spostando l’analisi sul daily chart, quello che si nota è come i ribassi odierni sembrano portare le quotazioni del FTSE Italia Banks verso gli ultimi supporti prima di un ritorno sui minimi dell’anno. Il riferimento in questo caso è al livello statico posto in corrispondenza dei 9.320 punti. Detta soglia potrebbe favorire un veloce rimbalzo utile a implementare strategie ribassiste di medio termine.

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Strategie operative su FTSE Italia Banks

Vista la struttura di medio-lungo periodo evidenziata dall’analisi, la preferenza in questo contesto va rivolta a strategie di stampo ribassista da attuare in caso di rimbalzi. Al tempo stesso è possibile valutare operazioni speculative di breve di matrice rialzista.

Partendo da questi presupposti, nel breve è possibile posizionarsi in acquisto a 9.320 punti. Con stop in caso di ritorni delle quotazioni sotto i 9.240 punti, i target di questa strategia si avrebbero dapprima a 9.433 punti e successivamente a 9.555 punti.

Per quanto riguarda invece le strategie short di medio termine, è possibile valutare l’opportunità di posizionarsi in vendita in prossimità dei 9.633 punti. Con stop in caso di allunghi oltre i 9.890 punti, i target sono collocati a 9.100 punti e a 8.860 punti.

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