Allarme Russia, l’Europa non è pronta

Ilena D’Errico

27 Dicembre 2025 - 21:33

Inutile negarlo e ripetere che tanto la Russia non intende attaccare i Paesi europei, perché se lo volesse fare l’Europa non sarebbe pronta ed è un grosso problema.

Allarme Russia, l’Europa non è pronta

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha cambiato tutto, spingendo il mondo ad affrettarsi per stare al passo con i nuovi standard bellici fissati dalla Russia, soprattutto chi, come l’Europa, è rimasto un po’ indietro negli ultimi tempi. Di fatto, sono stati compiuti passi in avanti importanti in questo triennio, ma pare proprio di essere ancora assai lontani dall’obiettivo. Soltanto un mese fa esperti di difesa e intelligence internazionali si sono riuniti a Whitehall, sede del governo britannico, per valutare le capacità di difesa raggiunte dal Regno Unito e dai suoi alleati.

Le risposte raggiunte durante l’incontro, presieduto dal think tank londinese Royal United Services Institute (Rusi), non sono state affatto incoraggianti. Illustri esponenti delle Forze armate, funzionari del governo e della Nato, ricercatori e professionisti di ogni genere legato alla difesa hanno discusso delle valutazioni dell’intelligence e sono arrivati a conclusioni poco rassicuranti.

Mentre la Russia si prepara all’eventuale conflitto con l’Europa, non perché abbia intenzione di attaccare ma per non farsi sfuggire alcuna possibilità, l’Occidente non sarebbe in grado di difendersi a dovere. È un enorme pericolo secondo gli esperti, perché vedono nella capacità bellica europea la più potente arma di dissuasione per evitare quest’ipotetica guerra fin dal principio. Se così è, allora bisogna accelerare.

Allarme Russia, l’Europa non è pronta

L’Europa non è pronta a un’eventuale guerra con la Russia, al contrario di Mosca che incombe con sicurezza sempre maggiore. Questo non vuol dire certo che Putin comincerà a bombardare le capitali europee dall’oggi al domani, ma semplicemente che a tutti gli Stati europei resta un margine di trattativa ridotto all’osso. Una difesa europea insufficiente significa che l’Europa sarà costretta a scendere a compromessi, non potendo contare sulla deterrenza per tenere lontana la minaccia del Cremlino. Un’eventualità spaventosa e mortale tanto quanto un conflitto armato, evitabile soltanto con l’ottimizzazione della macchina bellica.

Secondo gli esperti di sicurezza bisogna quindi agire molto velocemente, incrementare ulteriormente gli investimenti nella difesa europea - tralasciati per troppi anni - ma soprattutto cambiare mentalità. Cercare la via diplomatica e rassicurare le popolazioni va bene, ma non deve tramutarsi in debolezza. Per questo, secondo i professionisti che si sono riuniti a Londra, è tempo che le istituzioni parlino apertamente con i cittadini e chiariscano la posizione nei confronti di Mosca. Sam Greene, professore di politica russa al King’s College di Londra ed esperto di resilienza democratica, ha in proposito dichiarato:

Penso che ci sia un segnale che le società siano disposte ad avere questa conversazione, ma penso anche che stiamovedendo governi che non sono ancora abbastanza sicuri di sé da avere questa conversazione con i loro pubblici.

Va anche considerato che la popolazione europea non è affatto all’oscuro della minaccia russa. Le incursioni nello spazio aereo della Nato e le campagne di disinformazione, fra i vari esempi lampanti, hanno reso i cittadini ben consci dell’allarme russo. È quindi fondamentale che l’Europa mostri di prenderli sul serio, non per alimentare le paure ma piuttosto per dare un segnale di prontezza e coesione.

Problemi che si collegano direttamente alle questioni tecniche, vale a dire la nuova guerra ibrida che Mosca e Kiev stanno conducendo, influenzando completamente gli attuali scenari bellici. Per fortuna, l’Europa gode ancora dell’immenso vantaggio offerto dall’appartenenza Nato, che dissuade Mosca da qualsiasi ipotesi di attacco. Per il momento almeno, infatti, il Cremlino sa di non avere mezzi sufficienti a sopraffare l’Alleanza atlantica e ciò garantisce spazio per rimettersi in carreggiata.

La Russia contro l’Europa

La Russia stessa non tralascia ancora nessuna opzione, anzi mantiene aperta l’ipotesi di una guerra con la Nato almeno fino al 2029, come svelato dall’intelligence tedesca. Gli sforzi devono essere quadruplicati secondo gli esperti, abbastanza per garantire la sicurezza delle nazioni e preservare l’Europa nello scenario internazionale, anche nell’ottica di una maggiore autonomia dagli Stati Uniti.

Assume quindi particolare importanza il patto di non aggressione con Ue e Nato che Mosca sarebbe pronta a siglare. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato infatti:

La disponibilità a formalizzare legalmente l’assenza di piani aggressivi nei confronti della Nato e dell’Ue su base reciproca è una logica continuazione dell’approccio di principio della Russia. (...) La Russia è pronta a formalizzare questi impegni per iscritto.

È soltanto l’eloquenza del Cremlino che evita contraddizioni stonanti, visto che soltanto qualche settimana fa Putin diceva che la Russia “è pronta fin d’ora” a una guerra con l’Europa. Non perché Mosca voglia attaccare i Paesi europei, ma nell’ipotesi di un conflitto cercato dall’Europa stessa. Una minaccia a tutti gli effetti, un promemoria delle capacità russe e dei limiti europei che inficiano tutte le negoziazioni. Cosa vorrà Mosca per questo “atto giuridico internazionale” di non belligeranza e soprattutto come potrà esser fatto valere? Altre domande che per adesso restano senza risposta, ma che dovranno presto delinearsi vista la situazione.

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