Allarme rosso sui fondi pensione: molti comparti non battono l’inflazione. Ecco cosa fare

Pietro Pisello

18 Agosto 2024 - 06:32

I dati della COVIP mettono in discussione l’assunto che trasferire il TFR al fondo pensione sia sempre la scelta più vantaggiosa in termini di rendimento.

Allarme rosso sui fondi pensione: molti comparti non battono l’inflazione. Ecco cosa fare

Chi ha scelto di affidare il proprio futuro ai fondi pensione potrebbe trovarsi di fronte a una brutta sorpresa. L’ultimo rapporto COVIP ha infatti evidenziato come molte di queste soluzioni di investimento non abbiano generato i rendimenti sperati, lasciando i risparmiatori esposti all’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione.

Soprattutto per chi ha trasferito il TFR, è importante valutare attentamente le diverse opzioni, poiché il TFR aziendale, pur con i suoi limiti, offre una protezione dall’inflazione. In questo articolo ti guideremo nella selezione del comparto ideale e ti mostreremo una strategia per ottenere rendimenti superiori e raggiungere i tuoi obiettivi previdenziali.

Cos’è la relazione annuale Covip sui Fondi Pensione?

La relazione annuale della COVIP è un documento fondamentale che viene pubblicato ogni anno. In questo rapporto, la COVIP presenta un’analisi dettagliata e completa sullo stato di salute del sistema previdenziale complementare italiano.
La relazione annuale della COVIP è un vero e proprio «bilancio di salute» del mondo dei fondi pensione. Al suo interno, troverai informazioni su: performance dei fondi, composizione dei portafogli, iscritti e patrimonio, tendenze di mercato, vigilanza e sanzioni, proposte e raccomandazioni. In particolare, questo documento permette ai risparmiatori di valutare la performance dei fondi pensione a cui sono iscritti e di prendere decisioni più consapevoli in materia di previdenza complementare.

Di recente, l’autorità ha pubblicato la sua ultima relazione, relativa all’anno 2023. Il nostro obiettivo, adesso, è quello di analizzare i dati per individuare i fondi pensione e i comparti di investimento che non hanno raggiunto una performance superiore all’inflazione e alla rivalutazione del TFR in azienda.

Fondi Pensione, chi non ha battuto l’inflazione?

Negli ultimi dieci anni, si legge nel report Covip, le linee d’investimento più audaci, ossia quelle a maggiore contenuto azionario, hanno offerto un rendimento medio annuo compreso tra il 4,2% e il 4,5%. Un risultato che ha superato di gran lunga le linee più conservative, come quelle obbligazionarie e garantite. Quest’ultime si sono attestate su valori prossimi allo zero, non riuscendo, dunque, nemmeno a coprire il tasso d’inflazione registrato nello stesso periodo, pari all’1,7%. La rivalutazione del TFR in azienda, che ricordiamo prevede una certa copertura dall’inflazione, negli ultimi 10 anni è stata mediamente del 2,4%.
Nella scheda seguente, sono evidenziati i comparti che, nel corso di un decennio, hanno registrato rendimenti inferiori sia al trattamento di fine rapporto (TFR) che al tasso di inflazione.

Forme pensionistiche complementari Forme pensionistiche complementari Rendimenti netti medi annui

I dati della COVIP, dunque, mettono in discussione l’assunto che trasferire il TFR al fondo pensione sia sempre la scelta più vantaggiosa in termini di rendimento. Sebbene offra altri vantaggi, come quelli fiscali, la performance dei fondi pensione, negli ultimi anni, non ha sempre superato la rivalutazione garantita dal TFR aziendale, erodendo così parte dei benefici.
La scelta del fondo pensione richiede un’attenta valutazione. Spesso, anche tra i più giovani, si assiste a un trasferimento del TFR verso fondi pensione dai costi elevati e con un profilo di rischio molto basso (garantiti o obbligazionari). Questa scelta limita notevolmente i potenziali rendimenti nel lungo periodo, che potrebbero essere ottenuti investendo in comparti più dinamici.

Una strategia di investimento previdenziale efficace prevede solitamente un approccio dinamico: investire in linee a maggiore componente azionaria durante la fase lavorativa, per poi spostarsi gradualmente verso linee più prudenti man mano che ci si avvicina alla pensione. Questa gradualità permette di beneficiare dei potenziali rendimenti delle azioni nel lungo periodo, mitigando il rischio nel momento in cui si è prossimi a utilizzare il capitale accumulato.

Conclusione: Fondi Pensione, una scelta saggia

In conclusione, la scelta del fondo pensione è una decisione cruciale che può influenzare significativamente il nostro futuro economico. I dati analizzati evidenziano come non tutti i comparti garantiscano rendimenti adeguati a superare l’inflazione e la rivalutazione del TFR. È fondamentale, quindi, adottare un approccio consapevole e personalizzato, scegliendo un comparto che si adatti al proprio profilo di rischio e al proprio orizzonte temporale. In particolare, per i giovani, con un lungo arco temporale davanti a sé, investire in comparti azionari può offrire maggiori opportunità di crescita nel lungo periodo, pur richiedendo una maggiore tolleranza alla volatilità nel breve termine.