Allarme inflazione in Italia: brutti segnali per famiglie e Bce

Violetta Silvestri

Commenta

In Italia l’inflazione di febbraio rallenta la crescita, ma non per i prezzi del carrello della spesa. L’aggiornamento dei dati è una tegola per le famiglie. E un chiaro segnale per la Bce.

Allarme inflazione in Italia: brutti segnali per famiglie e Bce

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

L’inflazione in Italia mostra una doppia faccia. E, purtroppo, la lettura dei dati di febbraio conferma che una emergenza prezzi c’è ancora e l’allarme per le famiglie non è affatto rientrato.

I dati Istat definitivi sull’andamento mensile e annuale dell’IPC (indice dei prezzi al consumo) di febbraio hanno svelato che “la fase di rapido rallentamento dell’inflazione (scesa a +9,1%)”, ma il carrello della spesa ha ripreso a correre.

Questo significa che la pressione sui prezzi non si sta placando e le famiglie restano alle prese con un potere di acquisto indebolito. Non solo, proprio nel giorno di riunione della Bce, la lettura offre un ulteriore spunto all’Eurotower per alzare ancora i tassi.

Inflazione in Italia: l’allarme c’è per il carrello della spesa

I numeri Istat sui prezzi al consumo in Italia nella lettura definitiva di febbraio parlano chiaro: +0,2% a livello mensile e +9,1% su base annua, in rallentamento dal +10,0% nel mese precedente e dalla stima preliminare di un +9,2%.

Buone notizie? Non del tutto e per trovare segnali preoccupanti basta osservare l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, in accelerazione da +6,0% a +6,3% e quella al netto dei soli beni energetici passata da +6,2% a +6,4%.

Alla flessione dei prezzi dei beni energetici su base annuale si è aggiunta la corsa dei prezzi degli Alimentari, sia lavorati (da +14,9% a +15,5%) sia non lavorati (da +8,0% a +8,7%), di quelli dei Tabacchi (da una variazione tendenziale nulla a +1,8%), dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +5,5% a +6,1%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +5,9% a +6,4%), ha precisato Istat.

In sostanza, “...si mantengono le spinte al rialzo dei prezzi nel comparto dei Beni alimentari, lavorati e non, dei Tabacchi e dei Servizi, quasi tutti in accelerazione tendenziale. Come conseguenza di tali andamenti, si accentua la crescita su base annua della componente di fondo (+6,3%) e quella del cosiddetto “carrello della spesa”, che risale a +12,7%, dopo il rallentamento osservato a gennaio.”

Questo significa che la diminuzione dei prezzi energetici non si sta diffondendo ancora sui costi degli altri beni e le famiglie si trovano ad affrontare evidenti disagi proprio nell’acquisto della prodotti di maggiore uso quotidiano. In un momento, inoltre, in cui i tassi di interesse della Bce sono visti in crescita, facendo salire ulteriormente le rate dei mutui e gli oneri da pagare per ottenere prestiti.

Bce avvisata: l’inflazione core è alta

Le letture aggiornate sull’inflazione offrono suggerimenti alla Bce, che si riunisce proprio oggi, 16 febbraio.

Non solo Italia: anche i dati di ieri della Francia sono stati allarmanti. I prezzi al consumo sono aumentati del 7,3% rispetto a un anno fa, il più forte per la nazione. Il governo francese già la scorsa settimana ha negoziato un accordo con i rivenditori per appiattire i margini sugli articoli essenziali mentre le famiglie lottano con il rapido aumento dei prezzi dei generi alimentari.

Nel rapporto di mercoledì 16 marzo sull’inflazione francese, cibo, servizi e beni manifatturieri sono stati i principali contributori agli aumenti dei prezzi, mentre gli aumenti dei costi energetici sono rallentati. L’indice sottostante, che è attentamente monitorato dai banchieri centrali, ha raggiunto il 6,1% a febbraio dopo il 5,6% di gennaio.

Il messaggio alla Bce appare chiaro: alzare ancora i tassi, ma di quanto ancora?

Argomenti

# Bce
# Italia

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su