Allarme deficit Italia, l’Istat rema contro Giorgetti? Cosa c’è di vero

Laura Naka Antonelli

20 Aprile 2026 - 14:24

Tutti i rumor sui tecnici dell’Istat che non starebbero sostenendo le speranze di Giorgetti sull’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione UE. Cosa rischierebbe il Paese.

Allarme deficit Italia, l’Istat rema contro Giorgetti? Cosa c’è di vero

L’Istat rema contro l’Italia, in particolare contro il sogno del ministro dell’Economia e dell Finanze Giancarlo Giorgetti di far uscire il Paese dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo lanciata dall’UE nel 2024?

È quanto è emerso oggi, lunedì 20 aprile 2026, da alcuni organi stampa, in particolare da un articolo de Il Giornale, che ha ricordato intanto quanto questa che si è appena aperta sia una settimana campale per l’Italia di Meloni.

Dopodomani, mercoledì 22 aprile 2026 è, infatti, il giorno della verità per i conti pubblici del Paese, con l’Eurostat che renderà note le proprie stime sul rapporto deficit-PIL dell’Italia relativo al 2025, decidendo se convalidare o meno quanto è stato già reso noto dall’Istat.

Countdown a verdetto Eurostat, i rumor: l’Istat farebbe muro contro l’Italia e il sogno di Giorgetti

Se l’Eurostat confermerà quanto calcolato dall’Istat, ovvero che nel 2025 il rapporto deficit-PIL dell’Italia non è sceso sotto la soglia del 3%, attestandosi piuttosto al 3,1%, il sogno di Giorgetti potrebbe, come è stato già fatto notare nei giorni precedenti, infrangersi contro la realtà dei numeri.

In poche parole, l’Italia non potrebbe uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo questa primavera, contrariamente a quanto sperava il titolare del MEF.

Il Patto di Stabilità e crescita UE impone infatti che la soglia del 3% non venga superata, nel caso del rapporto deficit-PIL.

Mentre l’ansia per il verdetto dell’Eurostat sale, nell’articolo “ Deficit, l’Istat fa muro contro l’Italia ”, Il Giornale ha parlato di “intransigenza dei tecnici” dell’Istat, che più che promuovere l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo in cui Roma rimane impantanata in due anni, insisterebbero sul fatto che la soglia massima del 3%, per quanto di poco, sia stata comunque sforata.

Il quotidiano non ha indorato la pillola, sottolineando, nel rendere noto che neanche il pressing del Presidente dell’Istat avrebbe smosso l’intrasingenza dei tecnici, che “non rientrare subito nei parametri di Bruxelles potrebbe significare una manovra senza risorse e costi extra miliardari per gli interessi sul debito ”.

Deficit-PIL Italia, in attesa del giorno della verità arriva il chiarimento-smentita dell’Istat

Ma è davvero così? A rispondere è stata la stessa Istat, che ha diramato un comunicato ad hoc:

“Il presidente, Francesco Maria Chelli, conferma la sua piena e assoluta fiducia nel lavoro serio e competente che stanno conducendo le colleghe e i colleghi della Contabilità nazionale dell’Istat. È pertanto destituita di ogni fondamento l’ipotesi di sue pressioni nei loro confronti”.

L’Istat ha continuato sottolineando che, “riguardo al processo di verifica condotto da Eurostat e coordinato, a livello nazionale, dall’Istat, sui dati relativi all’indebitamento netto per gli anni 2022-2025, a tutta la data del 19 aprile u.s., non erano ancora pervenute comunicazioni ufficiali e conclusive da parte di Eurostat”.

L’Istituto Nazionale di Statistica si è limitato dunque a ricordare che “la notifica prevista in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Disavanzi Eccessivi annesso al Trattato di Maastricht sarà pubblicata mercoledì 22 aprile alle ore 11.00 contemporaneamente sul sito di Eurostat e di Istat ”.

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