Alitalia: è di 450 milioni di euro il prestito dallo Stato

Mentre i commissari studiano il piano tagli, il prestito statale potrebbe salire a 450 milioni di euro, 50 milioni in più del previsto. I dettagli

Alitalia: è di 450 milioni di euro il prestito dallo Stato

450 milioni di euro dallo Stato. Potrebbe aumentare di 50 milioni - rispetto a quanto messo in conto in precedenza - il prestito che mira a salvare Alitalia.

La misura potrebbe già essere confermata nel pomeriggio, con l’ok della commissione Finanze delle Camere. Nel frattempo, i tre commissari straordinari incaricati di traghettare la compagnia - Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo - stanno portando avanti il piano tagli aziendali.

L’obiettivo, dettato proprio dal governo, è quello di “razionalizzare i costi”, che dovrebbero essere alleggeriti di almeno il 20%. La circostanza ha già messo in allarme i rappresentanti del lavoratori, pronti allo sciopero del prossimo 13 dicembre e ad altre forme di protesta nei giorni a venire.

Venuta meno la cordata Ferrovie dello stato-Delta-Atlantia, resta ora in ballo solo l’ipotesi Lufthansa, e i tagli dei costi interni puntano proprio a presentare una situazione aziendale il più appetibile possibile a chi sia disposto a manifestare interesse nell’affare.

Alitalia: è di 450 milioni di euro il prestito dallo Stato

Come ampiamente prevedibile, i termini per la presentazione delle offerte vincolanti non sono stati rispettati neanche in occasione dell’ultima scadenza indicata, con un nuovo ennesimo rinvio.

Atlantia ha comunicato la sua intenzione di ritirarsi dal dossier, Ferrovie dello Stato ha di fatto lasciato la questione nelle mani dei commissari, che inevitabilmente hanno solo potuto constatare il mancato rispetto della deadline, fissata allo scorso 21 novembre.

I tedeschi di Lufthansa si sono invece mostrati aperti al dialogo, pur chiarendo la volontà di avviare un’alleanza commerciale e non essere interessati a un reale investimento.

In presenza di un simile, complicatissimo scenario, il leitmotiv aziendale dev’essere quello di una razionalizzazione dei costi, così come dettato dal governo, in ottica di una presentazione di un quadro il più possibile allettante a chi vorrà avvicinarsi al dossier.

Intanto, mentre i commissari studiano il piano tagli, il prestito statale potrebbe salire a 450 milioni di euro, vale a dire 50 milioni in più del previsto.

Ma proprio il suddetto riferimento ai tagli non ha lasciato di certo indifferenti i Sindacati, pronti a chiedere un confronto immediato con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, così come chiarito dalla Filt Cgil:

“L’ultimo incontro con Patuanelli c’è stato a metà ottobre, da allora non abbiamo avuto più notizie dirette; aspettiamo una convocazione. Ribadiamo il no allo spezzatino e non siamo disponibili a sacrifici sul lavoro”.

Un riferimento al più volte citato “spezzatino” che preoccupa non poco. Oltre infatti a un piano che prevede almeno 4mila esuberi, i tre commissari starebbero vagliando la nascita di tre società ad hoc pronte a gestire tre diverse divisioni aziendali in base ai compiti: volo, catering e manutenzione.

Al momento Alitalia spende 600 milioni di euro l’anno per i suoi dipendenti, già in notevole riduzione rispetto ai 900 milioni del 2007. Una riduzione che non ha però mai condotto verso un aumento della redditività, punto che scatena le maggiori perplessità dei sindacati.

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Argomenti:

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