Aleksandr Dvornikov: chi è il nuovo generale che guiderà la guerra in Ucraina

Luna Luciano

9 Aprile 2022 - 18:12

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La Russia riorganizza il comando delle operazioni militari in Ucraina. La scelta è ricaduta sul generale Aleksandr Dvornikov, veterano della guerra in Siria. Ecco chi è e cosa farà in Ucraina.

Aleksandr Dvornikov: chi è il nuovo generale che guiderà la guerra in Ucraina

La Russia riorganizza le proprie truppe in Ucraina e ha chiamato al vertice il generale Aleksandr Dvornikov, un veterano della guerra in Siria.

Finora, come mostrato da alcune inchieste occidentali, sembrerebbe che ci sia stato uno scarso coordinamento tra le unità militari che si trovano sul terreno ucraino dal 24 febbraio. Per questo motivo il Cremlino avrebbe deciso, 44 giorni dopo l’inizio della guerra, chi porre come unico comandante per coordinare l’invasione dell’Ucraina, un unico generale che possa quindi supervisionare e controllare tutti i fronti di quella che è un’operazione militare speciale per Mosca.

A comunicare questa scelta sarebbe stato Gordon Corera, corrispondente per la sicurezza di Bbc Russia citando anonimi funzionari. Il comandante Aleksandr Dvornikov non è un volto nuovo delle forze militari russe, anzi, è stato comandante del distretto militare meridionale. Purtroppo, la sua fama lo precede per essere stato responsabile in passato di crimini di guerra. Ecco, quindi, chi è il nuovo generale che guiderà la guerra in Russia.

Aleksandr Dvornikov: chi è il nuovo generale della Russia in Ucraina?

Se la Russia vuole portare a termine la propria “operazione militare speciale” deve abbandonare quelle tattiche militari, che finora hanno impedito alle truppe di ottenere successi sul campo di battaglia, lasciando libere le truppe ucraine di poter sferrare attacchi a sorpresa. Sicuramente a contribuire all’insuccesso registrato dalle truppe russe è proprio quel mancato coordinamento tra i diversi fronti.

Per questo motivo il Cremlino ha deciso di porre al vertice delle truppe il generale Aleksandr Dvornikov. Dvornikov ha 60 anni e fino a oggi si trovava a capo del Distretto militare del sud. Non si sa molto sulla vita del generale, se non che si è formato nell’accademia Frunze di Mosca. A oggi Dvornikov è considerato dal suo Paese un “Eroe della Russia” grazie al successo delle sue operazioni militari in Siria, dove però va ricordato il generale si è macchiato di crimini di guerra.

Aleksandr Dvornikov: i crimini di guerra in Siria

Il generale Dvornikov è famoso per le sue passate operazioni militari in Siria, che sono state accertate come crimini di guerra nel 2016. Stando a quanto riportato dal Violation Documentation Center, gli attacchi aerei coordinati dal generale erano spesso indiscriminati, non facendo distinzioni tra obiettivi militari e obiettivi civili.

Spesso strutture mediche sono state prese di mira con munizioni a grappolo. La conferma è poi arrivata dalle immagini analizzate da Human Rights Watch che mostrano più di 950 siti devastati dalla detonazione di bombe con alto potenziale esplosivo e pericolose per i civili. In Siria, Dvornikov ha usato schemi di attacco che ricalcavano quelli della guerra in Cecenia.

Aleksandr Dvornikov: cosa farà in Ucraina

Con la presenza di Dvornikov, il Cremlino si attende nuovi risultati sul campo. Il generale ha accumulato molta esperienza nelle operazioni russe in Siria, pertanto, il Governo si aspetta che “il comando e il controllo generale migliorino”. Queste le parole della fonte citata da Corera.

Inoltre, come sottolineato dalla fonte del corrispondente della Bbc: i negoziati potrebbero avere la precedenza sulle operazioni militari, in modo che il 9 maggio, la giornata della vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale, il Cremlino abbia qualcosa da festeggiare.

Eppure, la scelta del nuovo volto della guerra in Ucraina non è rassicurante, avendo il generale commesso in passato crimini di guerra. Il nome di Dvornikov riporta quindi alla mente la strategia portata avanti nei conflitti in Siria e Cecenia: la “tecnica Grozny” che consiste in raid a tappeto, senza distinguere obiettivi civili e militari, così da aprire la strada all’esercito affinché possa prendere possesso delle città. Una decisione controversa, in netta opposizione al tentativo di raggiungere un accordo di pace e un cessate il fuoco.

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