Aerospazio e Difesa: perché c’è ancora margine di crescita del settore

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10/02/2023

Le prospettive del mercato aereo e dei velivoli militari sono decisamente positive per il 2023. La crescita maggiore arriverà dal segmento commerciale (aviazione civile), che recupererà...

Aerospazio e Difesa: perché c’è ancora margine di crescita del settore

Le prospettive del mercato aereo e dei velivoli militari sono decisamente positive per il 2023

La crescita maggiore arriverà dal segmento commerciale (aviazione civile), che recupererà pian piano i volumi pre-pandemici, soprattutto grazie alla riapertura del mercato cinese, portando all’aumento dei ritmi di produzione di aeromobili e ad una maggiore attività in aftermarket.
Lato difesa, invece, sul proseguimento del conflitto tra Russia e Ucraina e sull’aumento delle tensioni tra Cina e USA, quest’anno verrà ulteriormente incrementato il budget pubblico per la difesa dei principali Paesi Occidentali, portando all’aumento dei margini delle società, anche se l’ostacolo all’aumento della produzione sarà rappresentato dalla persistenza dei colli di bottiglia della supply chain, visto che gli strumenti militari impiegano migliaia e migliaia di componenti diverse.
Secondo Moody’s, l’EBIT del settore crescerà di circa il 20% nel 2023, dopo aver registrato una crescita del 65% nel 2021 e del 14% ca. nel 2022. Questi dati si basano sulle 26 società del settore dell’aviazione e della difesa più grandi, con ricavi aggregati di circa $500mld nel 2021, suddivisi circa al 50/50 tra i segmenti della difesa e commerciale.

EBIT in crescita nel 2022 e 2023 guidato dalle top 3 EBIT in crescita nel 2022 e 2023 guidato dalle top 3 EBIT in crescita nel 2022 e 2023 guidato dalle top 3

Il recupero dell’aviazione civile

La ripresa e il recupero delle consegne dei Boeing 737 MAX rappresentano una delle chiavi della crescita per Boeing, che dovrebbero consentirle di raggiungere un EBIT superiore ai $3mld nel 2023, rispetto a $-3,5mld milioni nel 2022 e $-2,9mld nel 2021. La ripresa dei 737 MAX arriverà grazie al fatto che il modello è stato ricertificato nel 2021 ed è ora pronto per ritornare sul mercato, dopo i due incidenti fatali in Asia ed Africa nel 2018-19.
Di conseguenza, le consegne totali di velivoli civili tra Airbus e Boeing (duopolio nel mercato dell’aviazione commerciale) aumenteranno a circa 1.500, ovvero del 23%, nel 2023.

737 MAX vs A320NEO 737 MAX vs A320NEO 737 MAX vs A320NEO

Sulla stessa lunghezza d’onda saranno Airbus e Raytheon Technologies, che dovrebbero registrare una crescita a doppia cifra in termini di EBIT nel 2023, in seguito al recupero dei voli commerciali e all’aumento delle consegne dei velivoli e dei motori, oltre che alla ripresa dei voli intercontinentali verso la Cina, dopo 3 anni di stringenti lockdown.
Si prevede, inoltre, che le consegne di aerei commerciali di grandi dimensioni superino i tassi di produzione nel corso del 2023 permettendo alle società produttrici di svuotare l’eccedenza in magazzino accumulata durante la pandemia (e favorendo così un aumento della generazione di Free Cash Flow).
Ciò dovrebbe essere in parte compensato dai rallentamenti della catena di approvvigionamento e la carenza di capitale umano che rimarranno le principali limitazioni alla crescita delle consegne nei prossimi 18 mesi.

La spinta dei jet di lusso

Quanto alla nicchia dei jet di lusso, secondo il rapporto della Federal Aviation Administration, i movimenti degli aerei privati di lusso negli Stati Uniti negli ultimi 12 mesi fino a luglio 2022 erano del 21% più alti rispetto ai livelli pre-pandemici (ultimi 12 mesi fino a luglio 2019).
E tale mercato, unito alla produzione di velivoli charter, è previsto continuare a crescere a tassi interessanti nel 2023, sostenuto dalla graduale ripresa del mercato civile, dall’aumento dell’attività offshore di petrolio e gas in un contesto di prezzi del petrolio più elevati e da ordini della difesa più forti.
I principali beneficiari di questa ondata saranno Bombardier, Dassault Aviation e Textron.
Analogamente, le prenotazioni di elicotteri di Airbus e Leonardo sono aumentate del 33% e del 9%, rispettivamente, nella prima metà del 2022 rispetto all’anno precedente.

Mercato della difesa in rafforzamento e budget in crescita

L’invasione russa in Ucraina ha aumentato le tensioni geopolitiche a livello globale, portando ad una rivalutazione dei bilanci di investimento nella Difesa in tutta Europa e ad aspettative di una maggiore crescita della spesa per l’esercito a livello mondiale.

Si prevede che i budget per la difesa aumentino dell’1% nel 2023 e oltre. Tuttavia, il beneficio di questi aumenti per i fornitori di velivoli militari sarà diluito sia dal ritardo tra l’approvazione dei bilanci e le erogazioni dei capitali, che dall’inflazione. Il risultato sarà una crescita relativamente modesta del fatturato e del risultato operativo per le aziende nel 2023, anche se gradualmente in accelerazione e con fondamentali di medio termine che porteranno a una crescita più veloce verso fine 2023, inizio 2024.

Dunque la tesi di investimento di medio periodo sulle varie Lockheed Martin, Northrop Grumman e General Dynamics rimane positiva, ma gli effetti potrebbero non manifestarsi nel 2023.
Il bilancio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) 2023 prevede $817mld (escluso il bilancio nucleare), +10% rispetto a quello approvato nell’anno precedente.

US DoD Budget in crescita dal 2021 US DoD Budget in crescita dal 2021 US DoD Budget in crescita dal 2021

Ulteriori finanziamenti di emergenza per sostenere l’Ucraina probabilmente aumenteranno la spesa al di sopra dei livelli di bilancio. Le principali armi fornite, come i missili anticarro Javelin e i missili antiaerei Stinger sono prodotti da Raytheon e Lockheed Martin, che probabilmente trarranno beneficio da questi ordini di rifornimento. L’F-35 Lightning I Joint Strike Fighter di Lockheed Martin è l’unico modello del DoD a vedersi ridotto nel bilancio, con nuovi ordini che sono scesi a 61 nel 2023 da 85 nell’anno precedente. Nonostante ciò, l’F-35 rimane un mezzo chiave per il lungo termine, sostenuto dall’obiettivo del DoD di raggiungere 2.456 velivoli, cui si aggiungeranno gli ordini di 35 velivoli da parte della Germania, previsti in consegna nel 2026.
Tuttavia, come già evidenziato, la redditività del sotto-settore difesa rimarrà sotto pressione, soprattutto per il protrarsi dei colli di bottiglia alla supply chain e dall’incremento del numero di contratti stipulati allo stadio di sviluppo di nuove tecnologie ed armi, che si caratterizzano per spese più elevate e margini più bassi.
A spingere il settore saranno come sempre accade gli USA, che valgono il 46% della spesa militare mondiale e che quest’anno incrementeranno anche i contratti di manutenzione dei velivoli e degli armamenti.

Budget spesa militare suddiviso per i principali Paesi Budget spesa militare suddiviso per i principali Paesi Budget spesa militare suddiviso per i principali Paesi

A livello geografico, molti Paesi non hanno ancora annunciato la loro spesa per la difesa per il 2023, tuttavia, il trend generale è di forte incremento di quest’ultima (che tuttavia sarà più visibile verso la fine dell’anno).
La Germania ha approvato il suo bilancio 2023 assieme ad un fondo speciale di €100mld da spendere in cinque anni per aumentare la spesa militare al 2% del PIL (dall’1,3% nel 2022). La Germania, inoltre, ha in programma di accelerare il rinnovo dei vecchi jet Tornado dell’aeronautica con aerei da combattimento più moderni. Ciò beneficerà Airbus, BAE Systems e Leonardo, che insieme costruiscono l’Eurofighter Typhoon, e Lockheed Martin, che produce l’F-35, ma anche i produttori di armi e radar, come Rheinmetall ed Hensoldt.
La Francia ha proposto una spesa militare per il 2023 di €44mld, l’8% in più rispetto al 2022, mentre il Regno Unito vuole aumentare la spesa al 2,5% del PIL entro il 2030. Assieme a loro molti altri Paesi stanno rivedendo al rialzo le loro spese militari a fronte dell’aumento delle tensioni geopolitiche.

Analizzando i multipli delle società in rapporto al loro tasso di crescita, abbiamo creato il grafico a dispersione qui sotto che evidenzia le società potenzialmente ancora sottovalutate (sotto la linea di tendenza) rispetto a quelle attualmente sopravvalutate (sopra la linea di tendenza), o per le quali il mercato si attende un ulteriore incremento delle performance operative.
Le società concentrate sulla spesa militare come Rheinmetall e Hensoldt mostrano ancora una certa sottovalutazione, legata al fatto che il mercato sconta il rischio della fine della guerra, che inevitabilmente potrebbe zavorrare i loro tassi di crescita. Scommettere su queste società equivale a credere nella prosecuzione del conflitto armato.
Quanto ad Airbus e Boeing, la seconda emerge da un periodo molto complicato della sua storia finanziaria e operativa. Ma il mercato appare prezzare già una piena ripresa dei volumi su quelli storici (in cui Airbus e Boeing si spartivano quasi equamente il mercato, mentre oggi Airbus ne controlla due terzi). Airbus dunque rappresenta un investimento più prudente sulla ripresa dei flussi turistici e sulla riapertura cinese.
In generale, i player europei scontano un rischio Paese maggiore, oltre che minori investimenti nella spesa militare e nell’aviazione. In particolare, i player italiani, come Leonardo e Avio subiscono un pesante sconto per il rischio Italia, oltre che qualche fallimento di obiettivi operativi, ma rappresentano opportunità per il medio periodo.