Storico accordo commerciale tra UE e India. Riduzione dei dazi su vino, olio, alimentari e auto. Un’intesa che rafforza i legami economici e apre nuovi mercati.
Dopo quasi vent’anni di negoziati intermittenti e a tratti difficili, l’Unione Europea e l’India hanno raggiunto un accordo commerciale di portata storica che promette di trasformare i rapporti economici tra i due blocchi. L’intesa, siglata oggi nel corso del vertice UE-India nella capitale indiana, è stata definita dalle autorità europee e indiane come “un punto di svolta” nel commercio internazionale e uno degli accordi più ambiziosi finora conseguiti nei rapporti bilaterali tra grandi economie.
Nel corso di una conferenza stampa congiunta, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di una pagina di storia, sottolineando come il patto apra ufficialmente la strada a una zona di libero scambio che copre circa due miliardi di consumatori, una porzione significativa del commercio mondiale. Il primo ministro Narendra Modi, dall’altra parte, ha definito l’accordo “il più grande mai siglato dall’India”, nonché sottolineato l’importanza di consolidare relazioni commerciali con un partner strategico come l’Unione Europea.
Cosa prevede l’accordo commerciale UE-India?
Al centro dell’intesa c’è la progressiva eliminazione o riduzione di gran parte dei dazi doganali che finora hanno rallentato il flusso di beni e servizi tra Bruxelles e Nuova Delhi. Secondo quanto illustrato dal commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, l’accordo “rappresenta il miglior pacchetto di condizioni mai offerto dall’India a un partner commerciale”, con riduzioni significative delle tariffe su prodotti chiave dell’economia europea come vini, liquori, olio d’oliva e alimentari trasformati.
I numeri sono impressionanti. Le tariffe indiane sui vini di alta gamma diminuiranno dal 150% al 20%, quelle su liquori e birra dal 110% al 40%, mentre i dazi su olio d’oliva e altri oli vegetali saranno azzerati. Anche prodotti come pasta, cioccolato e altre specialità alimentari europee vedranno i dazi ridotti a zero, aprendo mercati finora difficili da penetrare per gli esportatori UE.
Questi cambiamenti, secondo Bruxelles, potrebbero far raddoppiare il commercio bilaterale di beni e servizi, attualmente stimato in circa 180 miliardi di euro, entro i prossimi cinque-sei anni.
Cosa cambia per il settore automotive
Particolare attenzione è stata dedicata al settore automotive, da sempre cocciutamente protetto dall’India. Nel nuovo quadro commerciale, le tariffe sulle auto europee, che potevano arrivare fino al 110%, verranno gradualmente ridotte fino a livelli molto più competitivi, favorendo così l’ingresso di marchi come Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW e altri nel vasto mercato indiano. Secondo fonti della Commissione, si tratta di condizioni senza precedenti per un partner commerciale dell’India, con un meccanismo di tariffe crescenti più favorevole rispetto a quello concordato con altre nazioni come il Regno Unito.
Svolta anche negli investimenti
L’accordo non riguarda esclusivamente le merci. È stato infatti incluso anche un capitolo dedicato ai servizi e agli investimenti, volto a semplificare l’accesso ai mercati nei settori delle telecomunicazioni, dei servizi finanziari e professionali, oltre a ridurre gli ostacoli burocratici per le imprese di entrambe le regioni. Un passo importante per rafforzare la cooperazione nel campo delle infrastrutture digitali e dell’innovazione tecnologica, due aree in rapida espansione nelle economie globali.
Dal punto di vista geopolitico, l’accordo UE-India è ancora più cruciale. Con le tensioni commerciali a livello globale e l’adozione di politiche protezionistiche da parte di Paesi terzi sullo sfondo, l’intesa è un segnale forte a sostegno del multilateralismo e del libero scambio regolato. E consente all’Unione Europea di diversificare i suoi partner commerciali e rispondere alle sfide poste dai dazi statunitensi e dall’incertezza politica.
L’iter verso l’approvazione dell’intesa
Nonostante l’entusiasmo espresso dai leader, il percorso non si conclude con la firma di oggi. Il testo dell’accordo dovrà essere sottoposto alle procedure di ratifica formali. Sarà esaminato dal Parlamento europeo, dai parlamenti nazionali degli Stati membri dell’UE e dalle autorità indiane competenti, prima di entrare ufficialmente in vigore. Le previsioni più diffuse indicano che questa fase potrebbe concludersi entro il 2027.
© RIPRODUZIONE RISERVATA