Il “Whatever it takes” di Draghi entra nella Treccani: il vero significato della frase passata alla storia

Whatever it takes: il vero significato e la traduzione dei termini passati alla storia grazie a Mario Draghi e ora entrati ufficialmente nell’enciclopedia Treccani

Il “Whatever it takes” di Draghi entra nella Treccani: il vero significato della frase passata alla storia

Whatever it takes: il significato e la traduzione dei termini sono finiti nuovamente sotto i riflettori italiani e internazionali.

La frase, passata alla storia grazie a Mario Draghi nel corso del suo mandato come governatore della BCE, è stata ufficialmente inserita nell’enciclopedia Treccani, cosa che ha consacrato l’espressione come una delle più importanti della storia economica e monetaria moderna.

Conoscere il vero significato e la traduzione del Whatever it takes di Draghi oggi è qualcosa di estremamente importante, anche perché su questa frase è stato costruito passo dopo passo il salvataggio della moneta unica.

Whatever it takes: significato e traduzione del termine

La traduzione del Whatever it takes di Draghi è letteralmente “costi quel che costi”. L’allora governatore della Banca Centrale Europea ha pronunciato queste parole, inserite oggi nella Treccani, in un momento particolarmente delicato per l’intera Eurozona, alle prese con una crisi sempre più marcata.

Il significato di Whatever it takes può essere spiegato alla perfezione proprio attraverso l’analisi di quel periodo storico.

Perché Draghi ha pronunciato quelle storiche parole

Siamo nel 2012, anno in cui il Vecchio Continente sta lottando con numerosi venti contrari e con una nuova crisi economica. Stati come l’Italia stanno soffrendo, mentre altri Paesi come la Spagna stanno tentando di arginare il collasso del sistema bancario. I mercati sono in fermento, mentre le speculazioni stanno mettendo a rischio l’euro.

Una situazione decisamente delicata, affrontata da Draghi con una frase ricca di significato poi passata alla storia.

Nell’ambito del suo mandato, la BCE è pronta a fare tutto ciò che è necessario per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza.

Parole decise, pronunciate il 26 luglio del 2012 in occasione della Global Investment Conference di Londra, quando il governatore si è detto pronto a combattere per salvaguardare la tenuta della moneta unica, messa alle strette da speculazioni e dalla corsa dei rendimenti obbligazionari.

Il significato di quelle tre semplici parole ha nascosto un obiettivo ben preciso: convincere i mercati ad allentare la tensione e convincerli altresì della possibilità di risolvere la questione mantenendo intatto l’euro.

Ha funzionato?

Le parole del presidente non sono rimaste isolate e sono state altresì seguite da delle misure di politica monetaria concrete, tra cui il Quantitative Easing, iniezioni di liquidità per la Grecia e la discesa dei tassi.

Il Whatever it takes ha effettivamente portato calma sui mercati. I rendimenti obbligazionari sono scesi, e non soltanto nei Paesi periferici dell’Eurozona.

Il significato della frase di Draghi, ormai passata alla storia, ha messo in luce alla perfezione l’importanza della comunicazione e della fiducia nella politica monetaria.

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