Venti di guerra in Europa (ed è tutto nelle mani della Merkel)

Poche settimane fa si è sfiorata una guerra in Europa tra Grecia e Turchia. Ad impedire il peggio Angela Merkel. Può davvero durare questa labile pace?

Venti di guerra in Europa (ed è tutto nelle mani della Merkel)

Mentre il mondo è occupato a pensare ad altro, non fanno che crescere le tensioni nel territorio europeo. Solo poche settimane fa la Turchia e la Grecia hanno sfiorato l’inizio di una guerra nel Mar Egeo.

Ad impedire il peggio sarebbe stata Angela Merkel, bloccando diciotto navi turche e la loro attività di ricerca ed estrazione di petrolio su proprietà greca, non lontano dall’isola di Kastellorizo.

La situazione era drammatica: gli F-16 turchi stavano sorvolando l’isola. Navi e aerei da guerra erano in attesa non lontano dalla costa.

Il quotidiano tedesco Bild ha riportato alcune dichiarazioni anonime da parte di funzionari del governo tedesco. Ancora sotto shock, hanno affermato che questo incidente ha ricordato loro la crisi dei missili di Cuba - confronto tra Stati Uniti ed Unione Sovietica in merito al dispiegamento di missili balistici sovietici a Cuba in risposta a quelli statunitensi schierati in Turchia e in Italia (fonte: Wikipedia).

Al tempo, nel 1962, le navi da guerra statunitensi e sovietiche sfiorarono lo scontro, che avrebbe potuto dare il via ad una terza guerra mondiale.

Ora lo stesso rischio si sta verificando in Europa.

Venti di guerra tra Grecia e Turchia (e la Merkel interviene)

Il capo di stato maggiore dell’esercito greco è tornato in fretta e furia da Cipro. Sospese le ferie dei soldati greci. Ad alcuni abitanti delle città di confine è stato consigliato di evacuare.

Sia la Grecia che la Turchia hanno chiamato la Merkel, un dettaglio “simpatico”. Da sempre per ogni grave problema europeo si chiama la Casa Bianca. Durante la crisi del debito sovrano Barack Obama è stato coinvolto più volte. Ma con Donald Trump alla presidenza statunitense tutti decidono di chiamare la Merkel.

La cancelliera era appena tornata da Bruxelles, dove insieme a Macron aveva impiegato quattro giorni per convincere l’intero Consiglio europeo a dare l’ok al Recovery Fund.
Ma tutto ha un prezzo e, in questo caso, impatto anche sulle tensioni greco-turche.

I «frugali», guidati dai Paesi Bassi, hanno chiesto e ottenuto una compensazione finanziaria sotto forma di sconti sul bilancio dell’UE.
Parte di quel denaro proviene però dal bilancio dell’Agenzia europea per la protezione delle frontiere, Frontex, che nei prossimi sette anni riceverà anche il 43% in meno del previsto. Anche il budget del nuovo Fondo europeo per la difesa è stato ridotto: il 39% in meno rispetto a quanto inizialmente proposto dalla Commissione UE.

Una volta atterrata in Germania, la Merkel ha subito iniziato un’opera di convicimento su Atene e Ankara.

La pace durerà?

Agli occhi di Erdogan, presidente turco, Merkel è l’unico leader europeo ad avere una qualche autorità. E la cancelliera sa bene che Erdogan può rappresentare un forte pericolo per la tenuta dell’Europa, basta guardare agli scontri militari attualmente in corso contro la Russia.

E in un certo senso c’è fiducia tra i due, tanto da impedire ad Erdogan di andare contro la volontà della cancelliera. In fin dei conti la Merkel si è già dimostrata più che benevola con lui: dopo uno scontro tra Turchia e Francia nel Mediterraneo, a giugno, Macron aveva chiesto furiosamente che delle sanzioni europee venissero applicate alla Turchia, ma la Merkel si era opposta.

Ma per quanto tempo durerà ancora la calma di Erdogan?
Può la Merkel tener quieti i greci?

Fonte: EUobserver

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