Venezuela: Maduro dice che è sua la colpa della crisi

Mentre l’inflazione viaggia verso il 1.000.000% e la crisi economica si fa sempre più nera, il Presidente Maduro critica il suo stesso sistema economico e chiede 2 anni per una piena ripresa

Venezuela: Maduro dice che è sua la colpa della crisi

Come sempre più spesso accade, le ultime notizie in arrivo dal Venezuela sono molto vicine al paradosso.

Ancora una volta protagonista è il Presidente Maduro, che si dà la colpa per l’attuale crisi nera in cui versa il Paese, parlando di “modelli produttivi fallimentari” e chiedendo due anni per arrivare a una piena ripresa, che possa garantire una stabilità negli anni a venire.

Venezuela: dove porterà il ’mea culpa’ di Maduro?

Malgrado le enormi risorse, il Venezuela sta affrontando la crisi peggiore della sua storia, schiavo di un’iperinflazione che sta per raggiungere il milione per cento (per comprare 1 chilo di carne servono due stipendi e mezzo) e di carenze d’ogni tipo: dal cibo alle medicine passando per una lunghissima serie di servizi pubblici.

Carenze talmente gravi che il Paese, che ha le maggiori riserve di petrolio al mondo, è stato persino vicino ad importarlo. A fronte di una situazione simile, Maduro ha chiesto un cambio d’atteggiamento al suo governo, facendo riferimenti neanche troppo velati a una colpa attribuibile agli Stati Uniti e alla loro “guerra imperialista”:

“L’imperialismo ci aggredisce? Basta lamentarci, non mi vedrete lamentarmi di me, degli altri o dell’imperialismo. Lasciamo pure che ci attacchino, sta a noi decidere se agire con o senza aggressività [...] Ci sono molte cose di questo nuovo programma di recupero che ho bisogno di definire meglio, ma il Venezuela ha tutto per essere una potenza nel contesto latinoamericano”.

Intanto i cittadini si preparano ad accogliere il cosiddetto ’bolivar soberano’, che verrà emesso dal 20 agosto. Si tratta della valuta nazionale privata di 5 zeri al fine di combattere la situazione economica ostile. In molti hanno etichettato la misura come “grottesca”, nulla più che una manovra volta a migliorare l’umore dei venezuelani cercando di fargli dimenticare la vera portata dell’inflazione.

Ma non è certo la prima iniziativa del governo venezuelano - e in primis del suo Presidente - a destare perplessità, dopo il lancio di una nuova criptovaluta sostenuta dal petrolio - Petro - per aggirare le sanzioni USA a carico di Caracas, e dopo i vari tentativi di rialzo dei salari quasi del tutto inutili.

Anche alla luce di simili esperienze passate, circolano molti interrogativi in merito alle ultime dichiarazioni di Maduro, che si teme possano essere solo il preambolo ad altre misure scarsamente risolutive, mentre il Paese, al collasso socio-economico, fa i conti con black-out, malattie, fame e una perdita di peso media tra i cittadini di 9 chili.

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