Varianti Covid, un metro di distanza non basta: le indicazioni del Cnr

Martino Grassi

20 Febbraio 2021 - 19:59

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Il mantenimento della distanza di un metro potrebbe non essere più sufficiente per le varianti del Covid. Ecco le nuove indicazioni del CNR.

Varianti Covid, un metro di distanza non basta: le indicazioni del Cnr

Il mantenimento di una distanza di un metro potrebbe non essere più sufficiente con le nuove varianti del coronavirus. L’ipotesi era già stata avanzata nelle scorse settimane dall’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, durante il XXII congresso nazionale della Società italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf) e adesso arriva la conferma da Corrado Spinella, fisico e direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e Tecnologie della materia (Cnr-Dsftm).

In tutta Europa cresce l’allerta nei confronti delle nuove mutazioni del coronavirus e gli scienziati stanno studiando i ceppi emersi recentemente per limitare quanto più possibile la loro diffusione.

Varianti Covid, la distanza di un metro non basta

Ormai abbiamo imparato a convivere con la distanza di sicurezza, ma un metro potrebbe non essere più sufficiente per proteggersi dalle nuove mutazioni del Covid.

“Le varianti del virus SARS-Cov-2 sono caratterizzate da un aumento della distanza di trasmissibilità del 40 percento. Prima, in media, dovevi essere lontano un metro dal positivo. Ora, se non vuoi essere contagiato, bisogna tenersi distanti 1,4 metri. È aumentata la distanza di trasmissibilità entro cui il virus rischia di infettare la persona sana. Un metro non è più sufficiente”.

È quanto ha affermato il dottor Corrado Spinella, fisico e direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e Tecnologie della materia (Cnr-Dsftm) all’Ansa.

Il professor Spinella ha precisato che la nuova indicazione di mantenere una distanza di almeno 1,40 metri è stata calcolata avvalendosi di una simulazione al computer basata su un particolare algoritmo, definito dallo scienziato “scova varianti”. L’analisi in sostanza sfrutta su un modello fisico-matematico sviluppato “per analizzare l’andamento della pandemia e prevedere la sua tendenza futura, prendendo in considerazione diversi fattori, come la densità abitativa delle diverse zone, oltre che gli effetti della campagna vaccinale.

La variante britannica è più contagiosa

Stando a quanto emerso da diversi studi condotti nel Regno Unito è emerso che la variante inglese B.1.1.7 ha una trasmissibilità maggiore compresa tra il 30 e il 50% in più rispetto alla variante di Wuhan.

Una ricerca dell’Imperial College di Londra ha stabilito inoltre che questa nuova mutazione è responsabile di un incremento dell’indice Rt pari a + 0,7. Tuttavia al momento non è ancora possibile stabilire con certezza se sia effettivamente più mortale.

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