Valeria Fedeli: chi è e quanto guadagna la Ministra dell’Istruzione?

Valeria Fedeli è la Ministra più ricca del Governo Gentiloni secondo quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi del 2016 dei politici italiani. Ma cosa ha fatto la Ministra dell’Istruzione per meritarsi un tale stipendio?

Quanto guadagna Valeria Fedeli?

Valeria Fedeli è la nuova Ministra dell’Istruzione nominata lo scorso dicembre dal nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al posto di Stefania Giannini.

Ma Valeria Fedeli non fece in tempo ad essere nominata come nuova Ministra dell’Istruzione che subito si scatenò una polemica riguardo al suo curriculum dove ha dichiarato di essere laureata in Scienze Sociali nonostante non fosse vero.

Infatti, il corso di laurea che la Fedeli dice di aver frequentato è stato istituito solamente nel 2000, quando lei era già segretaria nazionale del sindacato dei tessili. Alle polemiche seguì la pubblicazione di alcuni manifesti con su scritto:

“Per fare il Professore ci vogliono Laurea, abilitazione e concorso. Per fare il Ministro dell’Istruzione terza media, conoscenze e tante bugie…”

Il rapporto tra la Fedeli e gli insegnanti non sembra essersi ricucito in questi mesi, nonostante la Ministra sia riuscita a raggiungere in tempi record il tanto atteso accordo per le operazioni di mobilità 2017/2018.

Probabilmente dopo la notizia che vi stiamo per dare il rapporto tra la Fedeli e il personale della scuola sarà ancora più conflittuale. Immaginiamo infatti che tutti voi vi sarete chiesti almeno una volta quanto guadagna Valeria Fedeli e finalmente possiamo darvi una risposta perché nelle ultime ore sono stati pubblicati i redditi del 2016 dei vari Ministri e politici italiani.

Stipendi dei Ministri: la più ricca è Valeria Fedeli

Nelle ultime ore sono state svelate le dichiarazioni dei redditi dei Ministri e dei politici e immaginiamo che quanto emerge dall’analisi degli stipendi farà molto discutere il personale della scuola.

Infatti, è proprio Valeria Fedeli la più ricca del Governo Gentiloni, con un reddito imponibile per l’anno 2016 pari a 180.921 euro. Insomma, la Fedeli ogni mese vanta delle entrate superiori ai 15 mila euro; e pensare che invece gli insegnanti sono i dipendenti della pubblica amministrazione con lo stipendio più basso.

Bisogna precisare comunque che l’alto stipendio della Fedeli non dipende dal suo essere Ministra dell’Istruzione, quanto dalla sua precedente carica. Infatti, prima di essere nominata a rappresentare il MIUR, la Fedeli era la vicepresidente del Senato.

Quindi è probabile che nel 2017 il suo reddito sarà più basso ma stiamo sempre parlando di cifre che gli insegnanti hanno difficoltà a raggiungere anche in 10 anni di lavoro.

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Dietro alla Fedeli troviamo il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini con un reddito di 148.692 euro, seguito da Anna Finocchiaro (Ministro dei rapporti con il Parlamento) con 144.853 euro.

Concludono la top ten dei Ministri più pagati Enrico Costa, Ministro per gli Affari Regionali (112.034 euro), il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (109.607 euro), il Ministro dei Trasporti Graziano Del Rio (104.473 euro), il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti (104.432 euro), Angelino Alfano (102.300 euro), il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda con 102.058 euro, la Ministra della PA Marianna Madia e quello della Giustizia Orlando (entrambi hanno un reddito di 98.816 euro) e Luca Lotti, il Ministro dello Sport indagato nel caso Consip (98.471 euro).

Ma cosa ha fatto Valeria Fedeli per meritarsi un tale stipendio? Cerchiamo di scoprirlo vedendo nel dettaglio chi è Valeria Fedeli e qual è stato il suo percorso formativo.

Chi è Valeria Fedeli? Biografia e carriera della Ministra dell’Istruzione

Valeria Fedeli nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 29 luglio del 1949. Cresce in provincia, in un territorio che lei stessa definisce “operoso” e “attivo”. Probabilmente sarà proprio questa caratteristica del territorio a farla avvicinare al mondo dei sindacati.

Dopo aver finito le scuole si trasferisce a Milano, dove presso l’UNSAS consegue il diploma di Scienze Sociali. È in quegli anni che incontra il movimento studentesco e scopre la sua passione politica e la voglia di battersi per le donne e per il cambiamento democratico.

Valeria Fedeli comincia la sua attività da sindacalista negli anni ’70, quando entra a far parte della CGIL. Nel 1982 poi si trasferisce a Roma dove si occupa di incarichi di segreteria prima nel settore pubblico e poi nel tessile.

Dal 2000 al 2010 poi ricopre un ruolo di primo ordine, poiché è segretaria generale per la categoria dei lavoratori tessili.

Dopo aver fatto parte fino al 2012 del sindacato tessile europeo, di cui è stata presidentessa, lascia il sindacato per dedicarsi alla carriera politica. Alle elezioni del 2012, infatti, si candida nella lista del Partito Democratico come capolista per il Senato nella regione Toscana.

Viene eletta nel 2013, e dal 21 marzo dello stesso anno è Vicepresidente del Senato della Repubblica per il Partito Democratico. Inoltre, presiede la IV Commissione Difesa del Senato.

Molti i disegni di legge presentati, come quello sul fenomeno dei femminicidi, ma Valeria Fedeli è una figura che non convince gli insegnanti. Infatti, non è solo l’appartenenza al Partito Democratico a non piacere ai docenti, ma anche il fatto che la Fedeli è una figura estranea alla scuola.

E probabilmente dopo che gli insegnanti hanno visto qual è l’importo del suo stipendio mensile saranno ancora più agguerriti nei suoi confronti.

Valeria Fedeli è il nuovo Ministro dell’Istruzione: tutte le polemiche

Le polemiche legate al nuovo Ministro dell’Istruzione, però, non finiscono qui. Infatti, subito dopo la sua nomina al MIUR fu diffuso un video in cui la Fedeli, durante la trasmissione “L’aria che tira” in onda su La7, preannuncia le dimissioni sue, del Governo e del Parlamento, in caso di vittoria del No al referendum. Nel dettaglio, la Fedeli ha dichiarato:

“È giusto rimettere il mandato da parte del Premier, ma anche con la consapevolezza dei parlamentari. Tolgo l’alibi a chi pensa di restare lì fino al 2018, perché pensa solo alla propria poltrona. Io invece non ci penso”.

Non solo quindi le sue dimissioni, né quelle degli altri parlamentari, non sono arrivate, ma la Fedeli ha accettato persino di prendere parte al nuovo Governo targato Gentiloni che non convince né gli insegnanti né la maggior parte degli italiani.

Infine, segnaliamo la polemica da parte degli insegnanti cattolici, che incolpano la Fedeli per il suo sostegno allo sviluppo della libera espressione della propria personalità sessuale.

La Fedeli, infatti, è stata una delle principali promotrici della legge per introdurre nella scuola l’educazione alle differenze tra uomo e donna, la lotta al sessismo e all’omofobia e ai contenuti contro gli stereotipi di ogni genere. Questa legge però attirò su di lei le critiche della destra e dei cattolici contro l’insegnamento della “teoria del gender”.

Polemiche che dopo la nomina della Fedeli come Ministro dell’Istruzione sono tornate nuovamente in auge.

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