Vaccino obbligatorio dipendenti pubblici, due categorie verso il sì: ecco quali

Simone Micocci

23/11/2021

23/11/2021 - 10:19

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Vaccino Covid: verso l’obbligo per chi lavora nelle scuole e per il personale in divisa. Le nuove regole attese entro il fine settimana.

Vaccino obbligatorio dipendenti pubblici, due categorie verso il sì: ecco quali

Il Governo sta valutando come fare per spingere sulla campagna vaccinazioni, oggi ferma all’87,4% e con le prime dosi che viaggiano a rilento. Per questo motivo è in valutazione l’estensione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori, al pari di quanto già previsto per il personale della sanità.

Nei giorni scorsi era emersa una possibilità che di fatto avrebbe reso obbligatorio il vaccino per tutti i lavoratori: nel valutare quali restrizioni adottare per arginare la quarta ondata, infatti, sul tavolo del Governo è arrivato un dossier che riprendendo il modello 2G adottato da Germania e Austria avrebbe cambiato le regole per ottenere il green pass, stabilendo che la certificazione verde sarebbe stata rilasciata solamente in caso di guarigione al Covid o comunque dopo vaccino.

Considerando che il green pass è obbligatorio su tutti i posti di lavoro, una tale novità avrebbe di fatto introdotto un obbligo vaccinale per tutti i lavoratori.

Non sarà così, in quanto questa ipotesi è stata smentita confermando che si potrà lavorare anche in caso di tampone negativo.

Questo non significa che un obbligo vaccinale non ci sarà. Secondo le ultime indiscrezioni, riportate da Repubblica nelle ultime ore, ci sono due categorie di lavoratori che si potrebbero aggiungere al personale della sanità, già obbligato a vaccinarsi per poter prestare regolarmente servizio.

Vaccino obbligatorio nella Pubblica Amministrazione: ecco per chi

Il vaccino obbligatorio potrebbe essere esteso all’interno della Pubblica Amministrazione. Nel dettaglio, due sono le categorie sulle quali si stanno concentrando le valutazioni del Governo: lavoratori della scuola (professori, ma anche personale ATA) e Forze dell’Ordine.

I motivi sono chiari: da una parte spingere sulle vaccinazioni di queste due categorie (va detto che al momento la percentuale di no vax tra i lavoratori della scuola è molto più bassa rispetto a quella nelle Forze dell’Ordine) e dall’altra dare un segnale importante all’opinione pubblica. D’altronde, il Governo ha intenzione di potenziare il sistema dei controlli, specialmente adesso che verranno introdotte nuove regole per il green pass.

E non avrebbe senso affidare i controlli ad agenti di Polizia non vaccinati: per questo motivo, anche per evitare il paradosso, per tutte le Forze dell’Ordine potrebbe essere esteso l’obbligo vaccinale. Indipendentemente dal green pass, quindi, questi dovranno essere vaccinati per poter prestare servizio, pena la sospensione fino a nuove indicazioni.

E nel mentre ci potrebbe essere l’estensione del vaccino anche per chi lavora nella scuola. Insegnanti, ma anche collaboratori ATA; d’altronde quella dei lavoratori della scuola è stata una delle prime categorie a dover rispondere dell’obbligo del green pass per lavorare, e non è da escludere che adesso per questi possa esserci un passo avanti.

D’altronde la giurisprudenza, già intervenuta per la questione dell’obbligo vaccinale per il personale della Sanità e per chi lavora nelle RSA, ha già chiarito che l’obbligo del vaccino per alcune categorie è legittimo. E di recente il presidente della Consulta ha chiarito che in generale non sembrano esserci ostacoli di tipo Costituzionale per un eventuale obbligo di vaccinazione generalizzato.

Vaccino obbligatorio per chi lavora nella scuola e per le Forze dell’Ordine: anche la terza dose booster

Una decisione dovrebbe arrivare giovedì pomeriggio, quando il Governo dovrebbe approvare un nuovo decreto introducendo cambiamenti al green pass. “Sono ore delicate”, spiega Speranza, il quale conferma che l’Esecutivo farà il possibile per frenare la quarta ondata.

Una cosa è certa: ci sarà l’obbligo della terza dose per il personale sanitario e per chi lavora nelle RSA. E nel caso in cui dovesse esserci l’obbligo per Forze Armate e di Polizia, come pure per chi lavora nelle scuole, anche per questi la regola varrà per tutte e tre le dosi.

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