Vaccino coronavirus: la Russia ha hackerato le infrastrutture farmaceutiche?

Stati Uniti, Regno Unito e Canada hanno accusato la Russia di aver ordinato degli attacchi hacker verso le strutture che stanno lavorando a un vaccino per il coronavirus, al fine di sottrarre informazioni preziose.

Vaccino coronavirus: la Russia ha hackerato le infrastrutture farmaceutiche?

Sulla vitale questione del vaccino per il coronavirus adesso siamo alla spy story. Protagonista, ca va sans dire, è la Russia, accusata dai governi di Stati Uniti, Canada e Regno Unito di aver scatenato una serie di attacchi hacker.

Nel mirino dei pirati informatici mossi da Mosca ci sarebbero quelle infrastrutture farmaceutiche che stanno da tempo lavorando a un vaccino per il Covid, il tutto al fine di trafugare preziose informazioni.

Se l’operazione sia andata a buon fine o meno questo non è dato ancora sapere, ma i tre Paesi hanno puntato il dito contro Cozy Bear, un gruppo di hacker russi famoso nel settore accusato in passato anche di aver sottratto documenti e informazioni nel 2015 al Pentagono e nel 2016, anno delle elezioni, al Partito Democratico americano.

Londra comunque non sembrerebbe avere dubbi: “La Russia sta hackerando le nostre piattaforme informatiche che si occupano di sviluppo di vaccini, farmaceutica e lotta al coronavirus”.

Vaccino coronavirus: attacco hacker dalla Russia?

Con il coronavirus che di giorno in giorno fa registrare sempre nuovi tristi record per quanto riguarda la diffusione del virus, al momento si contano in tutto il globo oltre 13,5 milioni di casi registrati con quasi 590.000 morti, appare sempre più evidente come sia fondamentale la partita inerente il vaccino.

Fin dallo scoppio dell’epidemia subito sono state decine gli istituti e i centri di ricerca che si sono messi a lavoro per trovare al più presto un vaccino, visto che ormai appare scontato come un ritorno alla normalità ci sarà soltanto con un antidoto.

Con il mondo intero alle prese con una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, è evidente come sia fondamentale per una superpotenza avere a disposizione il vaccino prima degli altri.

In quest’ottica potrebbe iscriversi questa vicenda degli attacchi hacker. L’accusa verso la Russia arriva dalla National Cyber Security Centre del governo britannico, che avrebbe messo in campo una indagine congiunta insieme a Stati Uniti e Canada.

Facendo il nome di Cozy Bear come responsabile di queste azioni di hackeraggio, la NCSC ha parlato del gruppo come “quasi certamente legato all’intelligence russa“, anche se è ancora da chiarire se Vladimir Putin fosse a conoscenza di questi attacchi.

Lo scopo dell’hackeraggio da parte di Cozy Bear sarebbe stato quello di sottrarre informazioni relative alle ricerche in merito al vaccino per il coronavirus, con i dati che comunque “non sarebbero stati compromessi”.

Condanniamo questi attacchi deplorevoli contro coloro che stanno facendo un lavoro cruciale per combattere la pandemia da coronavirus - ha commentato Paul Chichester della NSCS - stiamo facendo di tutto per proteggere i settori della sanità e della ricerca”.

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