Vaccino Covid per i bambini: ecco quando arriverà

Martino Grassi

26 Novembre 2020 - 18:05

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Per il momento la sperimentazione clinica del vaccino sui bambini non è ancora iniziata, ma con molta probabilità potrebbe prendere il via a partire dalla prossima primavera.

Vaccino Covid per i bambini: ecco quando arriverà

Quando arriverà il vaccino Covid per i bambini? Sarà lo stesso degli adulti? Al momento sempre più case farmaceutiche stanno continuando la sperimentazione sugli antidoti che permetteranno l’immunizzazione contro il coronavirus, prime fra tutte Pfizer e Moderna, ma per il momento le ricerche hanno coinvolto solo volontari adulti.

Una volta conclusa la fase 3 di sperimentazione, i test inizieranno a coinvolgere anche i più piccoli, infatti per i bambini non sarà previsto un protocollo specifico: con molta probabilità riceveranno lo stesso vaccino degli adulti ma con un dosaggio inferiore.

Vaccino Covid per i bambini: quando sarà disponibile?

Per il momento i bambini non sono coinvolti nelle varie sperimentazioni in corso, poiché non rientrano tra le fasce maggiormente a rischio. Con molta probabilità i trial clinici inizieranno a partire dalla prossima primavera, e dopo qualche mese potrebbe iniziare anche la somministrazione di massa sui bambini.

Solamente la Cina e l’India hanno deciso di avviare la sperimentazione anche tra i più piccoli, mentre Pfizer potrebbe iniziare a studiare gli effetti del vaccino sui ragazzi di età compresa tra i 12 e i 16 anni. La casa farmaceutica statunitense ha infatti ricevuto da poco l’autorizzazione dalle autorità sanitarie per avviare la sperimentazione.

Perché vaccinare anche i bambini

Nei prossimi giorni il Governo renderà noto il piano vaccini che sarà attuato dall’Italia, all’interno del quale saranno definite anche le linee guida per i bambini, sebbene non siano le categorie prioritarie. I primi della lista, a cui sarà somministrato il vaccino, saranno infatti gli operatori sanitari e gli anziani. La vaccinazione dei bambini, tuttavia, è molto importante per diversi aspetti: in primo luogo perché garantisce anche a loro l’immunità, proteggendoli da possibili complicanze, anche se molto rare, inoltre la loro immunizzazione è un elemento fondamentale per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Sebbene per i bambini più grandi non sembrano esserci particolari difficoltà nella somministrazione del vaccino, restano ancora diversi nodi da sciogliere per quelli di età inferiore ai due anni, dal momento che il loro sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato. Anche Sergio Abrignani, immunologo, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano ha precisato al Corriere:

“I bambini così piccoli hanno in genere una risposta immunitaria incompleta e non completamente identica agli adulti perché ci sono ancora aree in via di sviluppo. Su di loro andranno certamente fatti studi specifici. Dal punto di vista immunologico i bambini tra i 2-6 anni si comportano quasi come gli adulti, e dai 7 sono sostanzialmente uguali”.

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