Vaccino Covid, per l’Europa prime 30 milioni di dosi a fine anno: l’annuncio di Oxford

Piero Di Lorenzo, ad di Irbm che insieme all’Università di Oxford sta sviluppando il vaccino anti-Covid, ha annunciato che entro la fine dell’anno potrebbero arrivare le prime 30 milioni di dosi destinate all’Unione Europea.

Vaccino Covid, per l'Europa prime 30 milioni di dosi a fine anno: l'annuncio di Oxford

Si inizia a delineare quelle che saranno le tempistiche del vaccino anti-Covid in Europa e quindi, di conseguenza, anche in Italia visto che sarà Bruxelles a gestire la distribuzione delle dosi una volta che sarà arrivata l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Come ben noto da tempo, tutte le maggiori speranze dell’UE sono rivolte al vaccino elaborato in tandem dall’Università di Oxford e dalla Irbm di Pomezia che sarà poi prodotto da AstraZeneca.

A cercare di fare il punto sullo stato della sperimentazione del vaccino è stato Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm che è intervenuto sulle frequenze di Radio Cusano Campus.

Ci aspettiamo che alla fine di novembre possa essere conclusa la fase 3 della sperimentazione clinica - ha spiegato Di Lorenzo - a quel punto la parola passerà alle agenzie regolatorie”.

Quando arriverà il vaccino anti-Covid

Per quanto riguarda le tempistiche, i vari passaggi burocratici potrebbero essere accorciati vista l’emergenza coronavirus, senza però far venire meno i controlli scientifici “il vaccino sarà sicuro”.

Nella migliore delle ipotesi le prime 30 milioni di dosi all’UE entro fine anno, se sarà dicembre o gennaio cambia poco” è stata la previsione di Piero Di Lorenzo, con il vaccino che così dovrebbe iniziare a essere disponibile a breve.

Nel frattempo ogni singolo Stato membro dovrà far pervenire a Bruxelles un proprio piano sanitario, con la Commissione Europea che poi andrà a distribuire le dosi in base al livello di contagio dei Paesi.

In Italia è così ragionevole pensare che le prime migliaia di dosi inizieranno ad arrivare a inizio 2021, con i lavoratori del settore sanitario e le fasce più a rischio che saranno i primi a beneficiare del vaccino.

La speranza è che questo possa fin da subito essere sufficiente per fermare l’emergenza: considerando che la grande maggioranza dei nuovi positivi sono asintomatici, “proteggendo” con il vaccino chi è più a rischio di complicazioni la pressione ospedaliera potrebbe così diminuire in maniera sensibile fin da subito.

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