Vaccino COVID, in arrivo un antidoto 10 volte più potente degli altri candidati

Da Washington potrebbe arrivare un vaccino ultrapotente in grado di debellare definitivamente il coronavirus. Ecco come è stato prodotto.

Vaccino COVID, in arrivo un antidoto 10 volte più potente degli altri candidati

Buone notizie sul fronte vaccino, un team di ricerca di Washington ha scoperto un antidoto 10 volte più potente di quelli attualmente in sperimentazione. Continua la corsa al vaccino e al momento, fa sapere l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono circa 201 candidati ancora in fase di sperimentazione. Di questi, la maggior parte è ancora nella fase preclinica, ossia nella fase di sperimentazione in provetta o sui modelli animali.

Solamente 45 vaccini hanno raggiunto già la sperimentazione sull’uomo e alcuni di questi si trovano nella già nella Fase 3 ossia quella che precede l’approvazione da parte delle autorità competenti e la successiva commercializzazione. Al momento il più quotato resta quello di Oxford, ma adesso questo vaccino potrebbe venir scalzato da quello di Washington.

Vaccino COVID ultrapotente: 10 volte più forte

Il vaccino ultrapotente contro la COVID-19 sarebbe stato messo a punto da un team di ricerca internazionale coordinato dall’Università di Washington, che ha lavorato con gli scienziati dell’Università della Carolina del Nord di Chapel Hill, del Washington National Primate Research Center di Seattle, del Babraham Research Campus di Cambridge, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Imperial College di Londra e di altri istituti. Il frutto dei loro sforzi sarebbe un antidoto in grado di produrre degli anticorpi, 10 volte più potenti rispetto a quelli prodotti dai pazienti guariti, capaci di neutralizzare il coronavirus nei topi.

Il vaccino è stato sviluppando utilizzando delle nanoparticelle autoassemblanti, prodotte attraverso un avanza tecnologia. In sostanza questo antidoto è stato interamente prodotto al computer e in pratica impedisce al virus di infettare le cellule del corpo umano, legandosi agli specifici recettori ACE. Il dottor Neil King, professore di biochimica presso la UW School of Medicine, ha affermato che:

“La potenza, la stabilità e la producibilità di questo vaccino, lo differenziano da molti altri in esame: le nanoparticelle, sia naturali sia sintetiche, imitano le caratteristiche strutturali dei virus, che spesso sono di dimensioni nanometriche. Ciò rende più facile che le nanoparticelle si adattino alle dimensioni e alla forma dei recettori del virus. Il candidato vaccino di UW Medicine mostra 60 copie del dominio di legame del recettore del coronavirus, che il virus gli consente di agganciarsi ai recettori del corpo per entrare nelle cellule.”

I risultati dello studio

Dall’analisi dei risultati è emerso che il vaccino è riuscito a indurre una forte risposta da parte dei linfociti B, che si legano alla superficie del coronavirus segnalandoli come copri da distruggere e attraverso le cellule immunitaria. Dallo studio, pubblicato su Cell, una nota rivista scientifica, è emerso inoltre che questo antidoto è in grado di proteggere le persone da una possibile infezione e inoltre, per essere conservato, non deve essere congelato. Questo fattore rappresenterebbe un punto di svolta per una massiccia e rapida distribuzione a livello globale.

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