Vaccini, i dati dell’Aifa: non è AstraZeneca il più pericoloso

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Stando ai dati dell’Aifa contenuti nel suo terzo Rapporto sulla Sorveglianza, al 26 marzo in Italia il vaccino anti-Covid che in proporzione avrebbe generato maggiori “casi fatali” (ma in molti casi il nesso è da dimostrare) è quello di Moderna, seguito da Pfizer e per ultimo AstraZeneca.

Vaccini, i dati dell'Aifa: non è AstraZeneca il più pericoloso

In questo periodo quando si scrive dei vaccini anti-Covid in Italia, in particolare di AstraZeneca, c’è sempre un duplice rischio: creare una sorta di allarmismo generale e fare confusione vista la ridda di pareri e studi più o meno attendibili.

Il terzo Rapporto sulla Sorveglianza pubblicato dall’Aifa, in merito al periodo che va dal 27 dicembre 2020 (inizio della campagna vaccinale) al 26 marzo 2021, ci viene così incontro fornendo dati certi sulle reazioni avverse che finora sono state registrate in Italia.

Il quadro generale è più che positivo: su un totale di 9.068.349 dosi somministrate nel periodo preso in esame dall’Aifa, le segnalazioni complessive sono state 46.237 pari allo 0,51%. Per il 92,7% si tratta di reazioni non gravi, mentre i casi con “esito decesso” al vaglio sono in totale 100 ovvero 1,1 ogni 100.000 dosi inoculate.

Entrando maggiormente nel dettaglio, dal rapporto emerge come in Italia il vaccino di AstraZeneca, rispetto a Moderna e Pfizer, sia quello con il minor tasso di “esito fatale” in percentuale al numero di dosi somministrate.

Vaccini in Italia: i numeri di AstraZeneca, Pfizer e Moderna

Il rapporto divulgato dall’Aifa ha snocciolato quelli che sono numeri e percentuali di questa prima fase della nostra campagna vaccinale contro il Covid. In generale, sono stati prevalentemente riportati eventi avversi non gravi che si risolvono completamente.


Fonte rapporto Aifa

Al 26 marzo sono state complessivamente inserite nella RNF 46.237 segnalazioni su un totale di 9.068.349 dosi somministrate per tutti i vaccini, con un tasso di segnalazione di 510 ogni 100.000 dosi.

Le segnalazioni - si legge nel rapporto - riguardano soprattutto il vaccino Pfizer BioNTech Comirnaty (81%), che è stato il più utilizzato (77% delle dosi somministrate), e solo in minor misura il vaccino Vaxzevria (ex­COVID­19 Vaccine AstraZeneca; 17%) e il vaccino Moderna (2%)”.

Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, con tutte le reazioni che sono prevalentemente in linea con le informazioni note sui vaccini correntemente utilizzati in Italia.

Rapporto sulla Sorveglianza Aifa
Il terzo Rapporto sulla Sorveglianza pubblicato dall’Aifa

I casi di decessi

Visto il gran polverone che negli ultimi tempi ha investito AstraZeneca, ora la stessa sorte sembrerebbe toccare anche a Johnson & Johnson, è interessante vedere quali sono i numeri relativi ai casi con “ esito fatale dopo vaccinazione Covid-19”.


Fonte rapporto Aifa

Al 26 marzo 2021, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza complessivamente 102 segnalazioni con esito decesso, di cui 2 duplicati che sono stati esclusi dall’analisi, per un tasso di segnalazione di 1,1 casi ogni 100.000 dosi somministrate - viene specificato nel rapporto - Il 53,9% dei casi riguarda soggetti di sesso femminile e il 42,2% soggetti di sesso maschile (l’informazione sul sesso non è presente nel 3,9% dei casi, n. 4). L’età media è di 81,4 anni (range 32-104 anni) e l’80% dei casi si è verificato in persone di età superiore ai 75 anni”.

Bisogna però precisare che “rispetto al totale delle segnalazioni con esito fatale, il nesso di causalità è risultato non correlabile nel 38% dei casi, indeterminato nel 22% e inclassificabile per mancanza di informazioni necessarie all’applicazione dell’algoritmo nel 3%”.

Il nesso di causalità risulta correlabile in 1 sola segnalazione - si legge - relativa ad un uomo di 79 anni, con storia clinica di ipertensione arteriosa, pregresso intervento per triplice by-pass aortocoronarico e impianto di pacemaker, insufficienza cardiaca moderato-grave (classe III NYHA), gammopatia monoclonale di significato indeterminato (MGUS), ipertrofia prostatica e retinopatia”.

Stando ai dati, sulle 100 segnalazioni di decessi il vaccino con il maggiore tasso di incidenza è quello di Moderna, seguito da Pfizer e per ultimo da AstraZeneca, l’unico che al momento in Italia viene somministrato con una limitazione.

Johnson & Johnson: reazioni avverse e segnalazioni

In attesa dell’avvio delle somministrazioni del siero Johnson & Johnson anche in Italia, i dati pervenuti dal Centers for Disease Control and Prevention degli Usa rivelano un numero inferiore di segnalazioni rispetto agli altri vaccini. Ci sono stati anche meno casi di reazione allergica.

Si tratta, però, di un siero ancora poco utilizzato anche negli Stati Uniti: dopo il via libera alle somministrazioni dal 27 febbraio, è stato sospeso il 13 aprile per svolgere alcune indagini sui 6 casi di trombosi rare su 6,8 milioni di dosi somministrate.

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