Vaccinati Covid in Italia: siamo a 35mila

Marco Ciotola

1 Gennaio 2021 - 17:21

1 Gennaio 2021 - 21:06

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Raggiunta quota 35mila vaccinati in Italia, Lazio in testa per somministrazioni. Ma intanto dalla BioNTech è allarme: “Da soli non riusciamo”

Vaccinati Covid in Italia: siamo a 35mila

Raggiunte le 35mila dosi di vaccino anti-covid somministrate in Italia. Sono i numeri di cui tiene traccia, finora con una certa accuratezza, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Nel primo pomeriggio di ieri la stessa Aifa aveva registrato 14.334 vaccinati, e segna adesso un numero più che raddoppiato. Anche se appare - come confermato anche ieri da Sergio Mattarella - che si tratta di una corsa appena iniziata, le cifre cominciano ad incrementare il ritmo di crescita.

In particolare diverse regioni fanno ben sperare, in primis il Lazio, al momento in testa per somministrazioni - 7.200 circa - e tra le prime anche per numero di dosi arrivate sul territorio (45.805).

Sempre l’Aifa chiarisce che dal 30 dicembre al primo gennaio sono arrivate nel nostro Paese 469.950 dosi di vaccino anti-covid targato Pfizer-BioNTech.

Vaccini anti-Covid in Italia: siamo a 35mila

Come detto, è il Lazio la regione che per ora registra il maggior numero di vaccinati, primato in parte fisiologico considerando l’elevato numero di operatori sanitari presente.

Seguono con numeri simili in somministrazioni Piemonte (5.077), Veneto (4.279) ed Emilia-Romagna (3.161).

Mentre le regioni finora meno toccate dalla campagna vaccinale a livello di numeri sono Valle d’Aosta e Molise, con appena 70 persone vaccinate tra entrambe (20 e 50), e anche con il numero più basso di dosi giunte sul territorio.

La prevalenza tra i vaccinati di operatori sanitari e sociosanitari è, come prevedibile, schiacciante in questa prima fase per loro di assoluta precedenza: 31.716 tra operatori sanitari e sociosanitari, 2.192 tra personale non sanitario e 1.942 gli ospiti di strutture residenziali.

Maggioranza di donne per ora, con 20.458 somministrazioni contro le 15.392 circa maschili. Fascia età prevalente quella 50-59, contro gli appena 60 vaccinati nella fascia 16-19, come largamente ipotizzabile la meno interessata dalla campagna finora.

Tutte cifre che parlano di una corsa appena cominciata, ma da questo punto di vista si può almeno sperare in un forte segnale pro-vaccini dopo le chiare parole pronunciate ieri sera dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso alla nazione di fine anno:

“La scienza ci offre l’arma più forte e importante. Ora sia garantito a tutti il vaccino gratuito, che rappresenta una scelta di responsabilità. Io mi vaccinerà appena possibile, dopo le categorie che hanno la precedenza.”

Mentre in ottica Ue ha fatto notizia la dichiarazione del numero uno di BioNTech, Uğur Şhin, che ha sollecitato la veloce approvazione di altri vaccini anti-Covid in Europa altrimenti la sua azienda “non riuscirà a coprire il fabbisogno da sola” .

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